Sana alimentazione e vita regolata per l’amministrazione Cassì, maggioranza che tiene e opposizioni ormai ridotte al lumicino

Il quadro che si è avuto alla conferenza stampa per la presentazione dei tre progetti relativi al bando nazionale “Qualità dell’abitare” ha dato l’immagine di una amministrazione e di una maggioranza che si avviano a concludere il mandato, avuto dagli elettori, in piena tranquillità.
IL Sindaco Cassì, il capogruppo Andrea Tumino e l’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Giuffrida, hanno fornito gli ennesimi elementi dell’azione di governo della città che ritengono, e per molti aspetti lo è, sia indice di buona e sana amministrazione.
Quasi tutti i settori marciano senza intoppi, con assessori attenti e dirigenti che rendono al meglio, quali il bilancio e i servizi sociali, la cultura e i beni culturali si avvalgono di un assessore competente nella materia, ma la pletora di persone che si accalcano attorno a tutto ciò che riguarda la cultura fa più confusione che altro, con risultati non all’altezza.
Lo sport vive di interventi sugli impianti, sono i settori delle contrade e delle periferie, del trasporto pubblico e della mobilità alternativa, dello sviluppo economico a restare al palo, con punte di immobilismo e incapacità di azione politica efficace che possono danneggiare l’amministrazione.
Tutto ruota, per ora, sulle opere pubbliche, in parte con l’azione per i centri storici dove c’è, però, un assessore che, come quello per le contrade e le periferie, deve fare comunque riferimento ai lavori pubblici, in parte con la normale attività per le strade, il servizio idrico e le manutenzioni ordinarie, ma, soprattutto, tutto ruota sui grandi progetti, sui quali Cassì ha, ormai, fondato, la sua attività principale.
Una attività che non vede grandi voli pindarici, che non avverte la necessità di stravolgere il volto della città, tanto da lasciare indietro il piano regolatore e anche quello particolareggiato per i centri storici, ma che conta su una marea di finanziamenti che, se si concretizzeranno, delineeranno la Ragusa prossima, quella del futuro.
Si era partiti con l’area acquisita dello scalo merci e con l’eredità del progetto della metroferrovia, sono arrivati le promesse per i primi finanziamenti regionali, da lì è stato un crescendo ininterrotto di sostegni economici nazionali e regionali che dovrebbero permettere una serie di opere di livello.
Qualcuno potrebbe eccepire che c’è di mezzo l’emergenza pandemica che ha fatto aprire il vaso di pandora dei finanziamenti pubblici, altri si chiedono quanto merito abbia il sindaco per l’arrivo di questa pioggia di soldi, fatto sta che l’attuale amministrazione, grazie anche all’attento lavoro progettuale dell’ufficio tecnico, si trova un passo avanti rispetto a molti altri comuni della Sicilia.
Intendiamoci bene, i finanziamenti regionali sono nulla in confronto al diluvio di soldi che il Presidente Musumeci riserva alla sua terra etnea, e c’è da dire che Cassì non è riuscito ad essere autorevole per la Ragusa – Catania, essenziale per lo sviluppo della città, e per il parcheggio di Ibla, perennemente bloccato dalla burocrazia regionale.
Ma ci sono ingenti somme per i Canalotti di Punta Braccetto, per le piste ciclabili, addirittura 5 milioni e 300 mila euro per il lungomare Bisani, finanziamento nazionale, soldi per la Riserva del Fiume Irminio, ancora 2 milioni e 700 mila euro di royalties, soldi per trazzere e itinerari rurali alla scoperta del patrimonio culturale, finanziamenti regionali sono stati annunciati per la riqualificazione della parte finale del lungomare Andrea Doria e per il parcheggio Rabito.
Con Agenda Urbana, altra fonte di finanziamenti ereditata dal passato, interventi sul Castello di Donnafugata e, forse, anche per la casa protetta di via Berlinguer.
Di suo l’amministrazione e l’assessore Giuffrida hanno messo a posto i conti per rendere esecutivo il progetto per la riqualificazione del cinema Marino, stanno lavorando sulla vallata Santa Domenica per renderla fruibile e utile collegamento con Ibla, oltre ad occuparsi delle opere di connessione della metroferrovia al tessuto urbano;
ancora si tanno avviando i lavori per la trasformazione della ex biblioteca in uffici comunali e si sta provvedendo alla ennesima riqualificazione dello spazio mons. Tidona.
A cornice di tutto, le trattative per l’acquisizione, anche indiretta, di palazzo Tumino per farne cittadella giudiziaria e di uffici amministrativi.
Progetti non faraonici ma, comunque, di complessa realizzazione, che richiede anche tempi lunghi, progetti che dovranno essere accompagnati da adeguate politiche di sviluppo economico, di trasporto urbano e di mobilità alternativa, oltre ad un concreto progetto culturale della città, senza i quali il completamento delle diverse opere pubbliche rischia di essere vanificato da una fruizione non ottimale.
Ora arrivano i fondi per i tre progetti riguardanti il recupero della zona del centro storico dal Tribunale al ponte San Vito, circa 42 milioni che potrebbero costituire il primo passo per il rilancio effettivo del centro storico, mentre da Palermo l’operato dell’on.le Stefania Campo recupera altri fondi per circa 7 milioni da dedicare al completamento del progetto per il cinema Marino, 2 milioni, al restauro del Parco del Castello di Donnafugata, 3 milioni 500 mila euro, al completamento di Palazzo della Cancelleria, 1,3 milioni di euro, mentre ricorda che da Palermo dovrebbero arrivare anche soldi per il foro Boario e per il campo di atletica di Petrulli.
Una sana alimentazione quella dell’amministrazione Cassì, una vita regolare senza eccessi, una maggioranza obbligata ad essere coesa per la mancanza di alternative, preda solo di episodi umorali che non hanno consistenza. Una amministrazione che non ha opposizione, né come partiti, né come consiglieri comunali che, per la maggior parte, evidentemente, non hanno intenzione di riproporsi alla città, e non potrebbe essere diversamente.
Dopo la debacle del Partito Democratico in aula, in occasione della discussione sula richiesta di dimissioni per l’assessore Giuffrida, con la dissociazione del consigliere D’Asta che ha addirittura dichiarato il suo netto dossenso con la segreteria e che il partito non ne sapeva nulla, rimane solo il capogruppo 5 Stelle Firrincieli a tentare di fare opposizione ma, nell’attuale situazione, locale e nazionale dei 5 Stelle, la sua zione è giocoforza senza incisività, ancorché gli argomenti sollevati siano spesso degni di attenzione e meritevoli di maggiore interessamento su temi, spesso, delicati.
Anche fra i 5 Stelle, all’interno, acque non agitate ma anche non limpide, vedi l’intervento collaborativo con l’amministrazione dell’on.le Campo che stride con i toni spesso accesi del capogruppo in consiglio comunale.
Sarà interessante cedere quali saranno l argomentazioni degli avversari politici alle prossime consultazioni comunali che, di certo, vedranno Cassì ricandidato.

Ultimi Articoli