Scandalizzati i 5 Stelle per quanto avviene nella sanità regionale, ma non chiedono dimissioni

Si mostrano allibiti e scandalizzati i 5 Stelle per il grave caso di corruzione che ha coinvolto diversi esponenti di spicco delle sanità regionale.

Marialucia Lorefice, presidente del MoVimento 5 Stelle in Commissione Affari sociali a Montecitorio, così si esprime: “E’ avvilente la notizia del nuovo, presunto, grave caso di corruzione in sanità, che oggi ha visto in Sicilia l’arresto di 10 persone coinvolte in un vasto giro di tangenti. Tra queste, anche il coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid 19.
È scandaloso che a ricoprire cariche così fondamentali per la tutela della salute pubblica ci siano soggetti che sfrutterebbero la situazione per i propri fini di lucro.
Episodi come questi minano il diritto alla salute delle persone, l’efficienza e l’immagine del nostro sistema sanitario nazionale. Sono ancora più intollerabili in un momento emergenziale come questo, in qui il diritto alle cure e la sicurezza devono essere costantemente messe al centro delle politiche sia nazionali che regionali. Ci ricordano, inoltre, dell’urgenza di procedere a una seria riforma del meccanismo delle nomine in sanità: chi si prende cura della salute degli altri deve essere svincolato da interessi di altro tipo”.

I deputati del Movimento 5 stelle all’Ars così commentano la vicenda: “La politica ancora una volta si conferma incapace di riformare un sistema dove si annidano i pericoli maggiori di corruttela e malaffare. Assistiamo a direttori generali che vediamo recitare sempre negli stessi ruoli o, peggio, essere promossi a ruoli migliori per poi finire sotto la lente di ingrandimento della magistratura. Si apra immediatamente una riflessione in parlamento e, soprattutto, il governo e l’assessore della Salute in primis facciano una mea culpa sui fatti accaduti, e Razza e Musumeci vengano a riferire in aula, sempre che il presidente della Regione ricordi la strada che porta all’Ars, visto che da quelle parti non i fa vedere ormai da tempo”.
“Dopo questi incresciosi fatti che travolgono la sanità siciliana – continuano i deputati – sarebbe il caso di chiedere che funzione abbia l’attività di prevenzione della corruzione nelle aziende sanitarie e nel coordinamento regionale istituito dall’assessore della Salute in Regione mesi addietro.
Il Movimento 5 Stelle, nei mesi scorsi, con diversi atti parlamentari, ha raccolto il grido d’allarme lanciato dagli imprenditori del settore e provato ad audire i componenti della CUC più volte, senza però aver avuto riscontro. Diverse volte, ad esempio, abbiamo chiesto l’audizione di Damiani, uno degli arrestati, sia in commissione Bilancio che in commissione Sanità sull’appalto della manutenzione degli elettromedicali, ma questi non si è mai presentato”.

Anche Ignazio Corrao, deputato europeo, parla di un sistema marcio fino al midollo.
“Intascare tangenti sulla pelle dei cittadini durante un’emergenza sanitaria è da esseri immondi. Fin quando ci saranno nella
sanità ‘capi condomini’ e spartizione di interessi, avremo purtroppo storie raccapriccianti come questa. Ecco perché è urgente cambiare le
regole: via la politica dalla sanità una volta per tutte e massima trasparenza negli appalti pubblici.”
“Ringraziamo gli uomini della Guardia di Finanza e del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo per l’indagine lunga e complessa. Il loro lavoro è una garanzia per tutti i siciliani onesti e speranza di un futuro migliore”, conclude così in una nota l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle.

Inevitabile rilevare, però, come nessuno dei citati 5 Stelle chieda le dimissioni dell’assessore regionale che ha nominato gli inquisiti.

Ultimi Articoli