Scanzonato Gaetano Mauro nel rivelare i possibili obiettivi del piano ventennale di rilancio della città, ancor più disinvolta la risposta del primo cittadino

Quadretti e teatrino dappertutto, per la politica, a Ragusa: in aula consiliare, partendo dal ritornello di una canzone di Lucio Battisti, il consigliere comunale Gaetano Mauro eccepisce le possibili motivazioni per la scelta della società che si dovrebbe occupare del piano ventennale di rilancio della città, sotto l’aspetto dell’immagine, del progetto culturale e degli obiettivi turistici.
Si tratterebbe, secondo Mauro, di una società che lavora, non sappiamo quanto specializzata, nel settore della ricerca e trattamento del consenso, si tratterebbe di una profilazione dell’elettorato cittadino per poter appagare desiderata e aspirazioni.
Mauro segnala che dall’oggi al domani, dopo che aveva fatto sapere a qualcuno dell’amministrazione ala cosa, come ha detto in aula, è sparito dal sito della società il richiamo a questa attività.
Per dovere di cronaca va riportata la risposta in aula del sindaco che per quanto rilevato da Mauro ha detto, in maniera altrettanto scanzonata : “Ho avuto un tale consenso, alle ultime elezioni che non vedo il motivo per cui dovrei preoccuparmi ulteriormente di raccoglierne”

E non ha tanto torto, considerato che, si percepisce un leggero calo del consenso, ma dal 63 % è difficile scendere a cascata.
Fu così per Piccitto, il cui consenso era in calo, anche sotto il 50 %, ma si aveva la netta sensazione che si poteva recuperare, sensazione che si confermò perché i 5 Stelle, candidato a sindaco Tringali, ebbero la meglio su tutti gl avversari e furono sconfitti al secondo turno per le beghe e le rivalità interne, che portarono, poi, al lento declino.
Anche il Cassì del primo mandato conservava una netta supremazia di consenso che, però, non riuscì a percepire per la mente obnubilata da tutti i disperati che facevano caciara per salire sul carro del vincitore.

Questa la nota dell’avv. Mauro:

Ragusa 2043, Mauro:” Smascherato Cassì, incarico pubblico ad un team di esperti per costruire il suo consenso”

Non sarà un’avventura…
Bisogna parafrasare la bellissima canzone di Lucio Battisti , per titolare questa vicenda , denunciata ieri in aula dal consigliere comunale di Ragusa del gruppo Generazione, Gaetano Mauro.
“La determina da tenere in mente – riferisce Mauro – è la n.61 del 23 gennaio scorso con la quale la giunta Cassì ha affidato ad una società piemontese , Avventura Urbana srl, per un importo di 40 mila euro, il compito di impostare un programma di sviluppo culturale e urbano sul modello di altre città d’arte…che coinvolga l’intera comunità in una crescita partecipata del livello culturale…”
Piu semplicemente, piano strategico ventennale. Un progetto cultura che parta dalla capacità di ascoltare la comunità ragusana per configurare, testualmente, “…un processo strutturato sui temi ritenuti fondamentali per lo sviluppo della città”.
“E’ davvero singolare – ammette il consigliere- che l’incarico per programmare lo sviluppo culturale e urbano della città di Ragusa venga affidato ad una società piemontese, conclamando una impreparazione dell’attuale amministrazione a capire quello di cui la città ha davvero bisogno.
Mi sono detto. Fosse davvero così, il motivo sarebbe grave. È come dire: non sappiamo quello che serve alla città, pensateci voi che vivete in Piemonte . Non sarà così. Infatti, non era questo il motivo dell’incarico.
La verità è un’altra.

“Ma chi è questa società, quali competenze ha per studiare a fondo la comunità ragusana con interviste e sondaggi che nel frattempo arrivavano agli ignari opinion leader ragusani?

Nel sito della società testualmente viene riportato : “Siamo una società di consulenza per la progettazione di gestione di processi decisionali complessi. Operiamo in ambiti diversificati con strumenti avanzati di coinvolgimento e costruzione del consenso, rivolti sia alla cittadinanza che agli stakeholder”.
Costruzione del consenso? Proprio così.
Stupito per quanto e desideroso di non essere smentito, faccio uno screen che sono in grado di documentare. A distanza di 24 ore, infatti, dopo che qualcuno aveva avvertito la società, sparisce la definizione “costruzione del consenso”.
La società Avventura Urbana , dall’oggi al domani, non si occupa più di costruzione del consenso.
Ovviamente, una casualità.
Ergo – conclude Mauro – possiamo denunciare, senza tema di smentita, che questa operazione altro non è che una profilazione dell’elettorato pagata dai ragusani sotto mentite spoglie.
Classificare la persona in base a questi parametri, per capire a cosa sarà più sensibile e quindi capire come indirizzarla in una determinata direzione in base allo scopo e senza chiedere nulla di cultura o di patrimonio artistico. Con i soldi pubblici. Dei ragusani”.

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