Se a Marina di Ragusa sono sopite le polemiche sulla viabilità, a Ibla scoppia la polemica fra comitati e residenti

Come era prevedibile, vanno a spegnersi le polemiche sulla viabilità a Marina di Ragusa, sui percorsi obbligati per aggirare la pista ciclabile e sui disagi per le ZTL, peraltro disegnate sul modello di precedenti esperienze.
Inevitabile scontentare qualcuno, la mancanza di un adeguato sistema di mobilità interna alternativa obbliga a delle scelte che, in ogni caso, interesseranno il periodo clou del mese di agosto, dopo il quale tornerà il sereno a Marina di Ragusa che diventerà il regno di comitati e consulte per le periodiche riunioni di rito che nulla apportano alla situazione reale in termini di proposte e iniziative, solo salotto.

Per Ragusa Ibla, invece, il vento della polemica e delle proteste permane ed è alimentato da una congrua componente di residenti che disconoscono comitati e associazioni varie e pretendono di avere voce in capitolo per la vivibilità del centro barocco.
In effetti, per il quartiere servirebbe una consulta regolarmente convocata, con ampia rappresentanza di residenti, di proprietari di locali commerciali, di titolari di strutture ricettive, della ristorazione e della somministrazione, di operatori turistici e commerciali a vario titolo. Una consulta regolarmente costituita, riconosciuta dall’ente come organo consultivo sulle scelte da operare nel centro storico antico.
In questa sede non ci sentiamo di giudicare le scelte, in molti casi obbligate e che tengono conto delle esigenze dei commercianti, anche alla luce della tendenza a favorire determinate categorie, particolarmente danneggiate dall’emergenza pandemica.
A ibla debbono coesistere residenti che vogliono vivere solo tranquilli, residenti che affittano locali a costi da capitali delle vacanze ma poi disdegnano l’odore delle patatine fritte o la movida notturna, ristoratori e commercianti che considerano il borgo il loro regno esclusivo e la legge che imporrebbe regole, decoro e servizi adeguati per una società civile.
Sono in molti a interessarsi della materia, come fa, per ultimo, Mario Chiavola Presidente del movimento politico culturale Ragusa in Movimento, che pone, in una nota, due ordini di questioni:
Era opportuno, intanto, un confronto più allargato fra le varie componenti del quartiere barocco, un paio di associazioni e qualche rappresentante dei residenti, come emerge da più parti, non possono avere la prerogativa di rappresentare tutti.
Poi c’è la questione della viabilità, dei parcheggi, dell’esigenza del doppio senso di circolazione sulla circonvallazione, della necessità di non intasare strade strette e pericolose, come discesa Peschiera.
Ma ogni componente propone la sua soluzione, tutti sembrano detentori di cosa serva per Ibla ma nessuno ha il coraggio delle scelte forti e inevitabili.
A Ibla deve essere bandito in assoluto, il traffico esterno, solo residenti e accesso in determinate vie centrali per chi deve accedere all’interno delle residenze con i propri mezzi. Niente bus turistici, perché non è consentita una agevole circolazione, turisti ammessi solo fino al riempimento dei parcheggi di largo San Paolo.
Come nei centri turistici che si rispettano, vedi Taormina, traffico esterno eliminato, un adeguato sistema di trasporto pubblico con frequenze ravvicinate, altrimenti Ibla muore per asfissia, sua e dei residenti.
Fino a quando si cercheranno soluzioni che dovrebbero accontentare tutti, sarà un fiorire di polemiche e di ingorghi serali, dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti che i flussi attuali non sono più sostenibili.

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