“Senza Parco, senza agricoltura, grazie alle scelte scellerate di Musumeci e del suo governo” lo sostiene Emanuele Cavallo, Coordinatore Italexit per l’Italia con Paragone della Provincia di Ragusa

Con una nota diramata alla stampa, il Coordinatore Italexit per l’Italia con Paragone della Provincia di Ragusa, Emanuele Cavallo, fa il punto sulle scelte, ritenute inammissibili, del Presidente della Regione Musumeci, e del suo governo, relativamente alle autorizzazioni concesse nell’area del Parco degli Iblei, scelte che, in ogni caso, andranno a danno dell’agricoltura e dell’ambiente.
E’ l’occasione, per il Coordinatore Italexit per l’Italia con Paragone della Provincia di Ragusa per esprimere il suo forte dissenso nei confronti del Presidente Musumeci, e del suo governo, sottolineando come una sua rielezione rappresenterebbe un rischio reale per i futuro della Sicilia e del popolo siciliano.

Queta la nota in oggetto, a firma di Emanuele Cavallo:

Negli ultimi anni in tutto il Val di Noto e nei Comuni dove ricade il sistema montuoso dei Monti Iblei, le comunità hanno avviato un dibattito, anche acceso, tra i pro e i contro all’istituzione del Parco degli Iblei, il cui perimetro comprende le Province di Catania, Siracusa e Ragusa.
Incontri fiume tra ambientalisti, associazioni venatorie, associazioni di categorie produttive da una parte e istituzioni dall’altra, finalizzati a mediare il perimetro del Parco e soprattutto i vincoli a cui i proprietari delle aree interessate verrebbero sottoposti.
Da una parte chi riteneva il Parco troppo penalizzante per lo sviluppo economico tradizionale, dall’agricoltura all’edilizia, e, dall’altra, chi riteneva che lo sviluppo economico sarebbe soprattutto venuto dal turismo ambientale e dalla protezione del territorio, della biodiversità e di produzioni di eccellenza garantiti dai vincoli, che avrebbero permesso di catalizzare finanziamenti cospicui che tanti benefici avrebbero portato al territorio.
Bene, pare che né gli uni né gli altri potranno vedere accolte le istanze avanzate.
Infatti, la Regione Siciliana, nonostante la contrarietà del territorio manifestata con deliberazioni dei Consigli comunali di Canicattini Bagni, Siracusa e Noto, ha autorizzato, unilateralmente e contro la volontà del popolo, l’installazione di immensi e deturpanti impianti fotovoltaici.
Un’area di 100 ettari destinata a siti dove installare impianti fotovoltaici. Le lungaggini e il tergiversare del Governo Regionale sull’iter che avrebbe portato all’istituzione del Parco degli Iblei, hanno prestato il fianco agli interessi delle multinazionali che potranno fare man bassa accaparrandosi per pochi spiccioli vaste aree agricole da destinare a siti fotovoltaici, approfittando della bassa redditività dei terreni che potrebbe convincere diversi proprietari ad accettare le loro proposte di affitto o di vendita.
Un ulteriore duro colpo l’agricoltura siciliana. Nel corso dei decenni la nostra agricoltura è stata colpevolmente distrutta dalla politica a qualsiasi livello di competenza. La globalizzazione ha dato vita ad una concorrenza impari tra i nostri imprenditori e quelli del resto del mondo. L’Europa ha imposto negli anni regole e cavilli cervellotici a danno delle nostre eccellenze agroalimentari e per ultimo il CETA.
Tutto ciò con il disarmante consenso della nostra classe politica oramai piegata su sé stessa sotto i colpi del sistema capitalistico finanziario e tecnocrate che governa l’Unione Europea.
Il via libera da parte della Regione Siciliana agli impianti fotovoltaici, potrebbe rivelarsi il colpo finale alla nostra agricoltura e al contempo deleterio per le nostre straordinarie risorse paesaggistiche e ambientali.
Ma c’è il rischio che i 100 ettari potrebbero diventare 2000. Una vergona figlia del consenso del Governo guidato da Nello Musumeci e della Commissione speciale istituita presso l’Assessorato al Territorio e Ambiente della Regione Siciliana.
E’ di queste ore la notizia che il Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha annunciato la sua autocandidatura per un secondo mandato elettorale, ma alla luce della inadeguatezza manifestata in questi 3 anni e mezzo di governo e di quanto sta accadendo in queste settimane, non ci sono più dubbi che un’altra legislatura da lui guidata e appoggiata da partiti che stanno consentendo lo scempio della nostra agricoltura e del nostro patrimonio ambientale, rappresenterebbe
Consapevoli dell’importanza dell’industria e dell’artigianato, da organizzare, però, nei siti preposti a ciò, riteniamo che l’agricoltura, l’ambiente, il patrimonio naturale, il turismo e l’enogastronomia, rappresentano il volano per una economia sostenibile nel tempo a cui i siciliani non possono assolutamente rinunciare e su questo postulato, chiediamo al Parlamento Siciliano, ai Sindaci e ai Consigli Comunali siciliani di avviare ogni possibile azione nei confronti del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e della sua Giunta, affinché si revochino le autorizzazioni, si coinvolgano i territori nel processo decisionale e soprattutto si opti per autorizzare impianti di questa portata nelle aree di meno pregio paesaggistico escludendo anche quelle a forte vocazione agricola.

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