Sergio Firrincieli come il giapponese rimasto in trincea, non si avvede che la guerra di opposizione è finita

È rimasto l’unico a fare opposizione seria al Consiglio Comunale di Ragusa, i suoi toni spesso risultano eccessivi. ancorché pertinenti alla materia trattata, tanto da essere gli unici ad agitare il compassato aplomb del primo cittadino che vede in Firrincieli l’ultimo avamposto di una opposizione da tempo inesistente.
Sergio Firrincieli, capogruppo del Movimento 5 Stelle, resiste e cerca di assolvere il suo mandato di consigliere comunale con il dovuto impegno, ma attorno a lui il campo di battaglia è deserto, gli altri partiti hanno tirato i remi in barca e seguono la corrente, molti agitano, da tempo la bandiera bianca all’indirizzo del sindaco, dell’amministrazione e della maggioranza, in cerca di asilo politico, alcuni sono defilati per motivi diversi, si spera solo che, alle prossime consultazioni comunali, a qualcuno non venga in mente di ripresentarsi.

Firrincieli vive, ormai, di sortite temporanee, che non trovano seguito nemmeno fra i compagni di schieramento, complice anche una situazione non certo idilliaca con il deputato regionale, che va per la sua strada ignorando i rappresentanti al Consiglio Comunale e stabilendo un filo diretto, di non facile lettura, direttamente con il sindaco e gli assessori.
Si vive, all’interno del Movimento 5 Stelle, una situazione difficile, in bilico fra il vaffanculo, di cui molti si vergognano, e il vestitino scuro dell’avvocato di Volturara Appula, pescato non si sa dove dalle menti eccelse dei 5 Stelle. E tutti, compreso Firrincieli, sono in attesa degli eventi, non comprendendo che da essi saranno travolti, con la tempesta della caccia alla poltrona nella quale i 5 Stelle, anche a livello locale, sono diventati professionisti del settore.

Che fa, intanto, Sergio Firrincieli come consigliere comunale e come oppositore della giunta Cassì ?

Rende pubblico il vero motivo dell’allargamento della ZTL a Marina di Ragusa, rivelazione che anche i più accaniti sostenitori del sindaco non hanno potuto controbattere, parlando solo, elegantemente, di dietrologia.
Si cerca di attutire il flop del parcheggio scambio di via Escrivà, obbligando la gente alla fruizione, per non appesantire la posizione ormai difficile dell’assessore al ramo che non ne azzecca una.
Dice Firrincieli: “Il sindaco non può blindare Marina per il capriccio di un parcheggio scambio nato male e cresciuto peggio. Non sembra assolutamente corretto prendere in ostaggio il centro balneare per la mancanza di programmazione, ancora peggio farlo alla fine del mese di luglio. Tutto ciò senza preavviso e senza possibilità di adeguati controlli, con il pericolo concreto di allontanare la gente verso altri lidi”

Più deciso a proposito del vantato successo per i progetti di riqualificazione della zona abbandonata di centro storico che va dal tribunale al ponte San Vito, tutta quella parte della città che una volta era il quartiere a luci rosse
Ma non è tutto merito di Cassì, come per la metropolitana di superficie si tratta di erogazioni del governo nazionale, questa volta impinguati, notevolmente, dalle somme del Recovery Plan.
Firrincieli tiene a precisare che Cassì avrebbe dovuto dare merito, in conferenza stampa, all’azione del governo Conte ma non si preoccupa, nello stesso momento, come non si è preoccupato mai, di mettere in evidenza il ruolo del Partito Democratico per la metropolitana di superficie e per la Ragusa Catania che, invece, in certi momenti, i 5 Stelle hanno avuto la tentazione di affossare.
Quale possa essere il ruolo di Conte per i 42 milioni del progetto “Qualità dell’abitare” è tutto da decifrare.
Non manca, poi, secondo lo stile consueto delle attuali opposizioni, la mano di pennello per gli uffici, per i funzionari, ai quali va dato il merito per molte cose ma anche i rilievi per il PRG, per il piano particolareggiato, per il parcheggio di Ibla, per la questione del Parco Urbano, e per tanti altri piccoli particolari insoluti.
L’unica affermazione indiscutibile di Firrincilei quella secondo la quale, nel vortice della pandemia, Cassì si è trovato al posto giusto nel momento opportuno.

Passo falso, invece, con l’ordine del giorno per chiedere le dimissioni dell’assessore Giuffrida. Ancora peggio con il comunicato successivo al totale flop dell’iniziativa aggravato dal disimpegno del consigliere D’Asta che ha, addirittura, rivelato come l’argomento non era stato discusso nel PD e come la cosa poteva apparire una iniziativa personale del segretario politico PD da cui ha preso le distanze in maniera inequivocabile.
Di certo, esagerato addebitare soverchie responsabilità al capogruppo 5 Stelle, ma azzardato non rendersi contro delle posizioni all’interno del PD e anche degli stessi 5 Stelle, dove un consigliere si è astenuto.
Una iniziativa nata male, perché non si può avanzare una richiesta di dimissioni, che non ha, comunque, i numeri e le speranze di essere vincente, mettendo insieme una massa di elementi che non erano altro che il riassunto dei comunicati stampa di opposizione del PD.
Si possono chiedere le dimissioni per un motivo particolare, c’era il fallimento delle strategie per la variante del Parco Urbano, e l’annuncio fasullo che la Regione aveva approvato la variante.
Su quello ci si doveva fermare, invece la furia della segreteria politica PD, seguita ciecamente dal capogruppo Chiavola e dal capogruppo 5 Stelle, con D’Asta spettatore in attesa del coup de theatre in aula, hanno messo insieme PRG e piano particolareggiato, programma elettorale non rispettato e parcheggio di Ibla, progetto per l’area dello scalo merci e piano strategico, contrade e periferie abbandonate e prolungamento di via Roma, bitumazione delle strade e cinema Marino, un modo come un altro, legittimo ma insulso di dire : “Andate tutti a casa”, modi di dire che si adottano quando c’è qualche speranza che, almeno, le parole, suscitino, in qualcuno, anche semplici emozioni.
Dibattito in aula che è servito più all’assessore Giuffrida per esaltare l’operato suo e dell’amministrazione che per far risaltare le capacità di opposizioni che non hanno fatto mai paura.
Sergio Firrincieli amplifica il danno subito puntando, con una nota, sulla bocciatura della variante per il Parco Urbano, senza voler tenere conto che si tratta del parto di un mostro urbanistico dei 5 Stelle, quando amministravano la città.
Invece di portare in aula il comunicato stampa dove si annunciava l’approvazione della variante, senza nessuna riserva, Firrincieli continua a perdersi in un mare di valutazioni arrivando a dover ammettere che anche all’interno del suo movimento serve una verifica politica.
Forse, è arrivato il momento, per molti, di cambiare casacca, prima della debacle definitiva.

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