Sergio Firrincieli si documenta, assume contezza della situazione idrica a Ragusa e lancia precise accuse per omissioni di doverosi interventi preventivi

Nella pletora di comunicati stampa e di interventi che, ormai, tartassano l’opinione pubblica, occorre fare chiarezza, uscire da perifrasi, metafore e discorsi ampollosi per dare massima trasparenza alla gestione della cosa pubblica e identificare le responsabilità eventuali di assessori, di dirigenti, di funzionari e addetti vari per quali le rispettive poltrone non devono e non possono diventare pare integrante del corpo umano di ognuno. Ci deve essere la consapevolezza, in primis fra gli amministratori, che si può e si deve cambiare quando si rivelano precise responsabilità, precise inadempienze, circostanziate e provate inadeguatezze al ruolo.

Questa riflessione nasce dal comunicato odierno del consigliere capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firrincieli, che lancia precise accuse di mancati interventi preventivi per arginare la crisi idrica, peraltro annunciata.
Coerente con il suo stile di attento esecutore del mandato conferitogli dagli elettori, Firrincieli non scrive per il gusto di apparire, si documenta, lo si evince dai particolari che rende noti, e trae naturali conclusioni.
Conclusioni alle quali un amministratore dovrebbe, naturalmente, arrivare, molto prima degli altri.

Nei mesi scorsi la Regione avrebbe sollecitato ricognizioni per eventuale utilizzo di pozzi non sfruttati, a Ragusa ci sarebbe stato un pozzo dell’area Lusia ASI, autorizzato ma non in uso, dal quale si sta attingendo, in queste ore, acqua in emergenza con un gruppo elettrogeno.

Firrincieli sostiene che l’uso di questi pozzi avrebbe potuto aiutarci a scongiurare una parte dei disagi con cui ci stiamo confrontando adesso, tutto ciò se si fossero attivati per tempo.
Probabilmente si sarebbe potuto evitare lo svuotamento del serbatoio di Bruscé circostanza che, il passato ci insegna, rende più complicato il riempimento, sebbene lo stesso sia tuttora in corso, e quindi il passaggio delle acque nelle condutture che devono ritrovare l’adeguata pressione.

Certo, ove le affermazioni del consigliere Firrincieli non venissero confutate o smentite, naturali sarebbero le perplessità di come viene gestita la cosa pubblica dagli attuali amministratori.

Consoliamoci, intanto, con la prossima convocazione di una adunanza straordinaria del Consiglio comunale chiesta da alcuni consiglieri, fra cui lo stesso Firrincieli, per esaminare i problemi patiti e le future iniziative da intraprendere, chiamando il sindaco a riferire ufficialmente sulla questione, per trovare, in via prioritaria, soluzioni alle criticità.
Nell’occasione, come ha scritto Firrincieli in un post, sarebbe auspicabile rendere chiaro alla città chi sia l’interlocutore in caso di crisi, dal momento che, aggiunge il consigliere 5 Stelle, “la gestione di un servizio pubblico non solleva la politica dalle responsabilità e dalla ricerca di soluzioni”.

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