Servizio idrico: per l’amministrazione tutto a posto, per il 5 Stelle Firrincieli improvvisazione e mancanza di programmazione

A poche ore dalla seduta ispettiva del Consiglio comunale, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sergio Firricincieli, riprende uno dei temi sollevati in aula e che ripropone, ancora una volta, la contrapposizione, infinitamente senza esito, fra amministrazione e opposizioni consiliari, temi che, in verità, dovrebbero essere anche affrontati dalla maggioranza che sostiene l’amministrazione perché trattasi, in ogni caso, di questioni che attengono al buon governo della città ma anche alla sua buona gestione amministrativa che, su queste problematiche, mostra da anni grandi criticità.
Emergono naturali i limiti di una opposizione più portata all’annuncio e alla propaganda che ad affondare il coltello nella sostanza dei problemi.
È di tutta evidenza che l’obiettivo è quello, non si capisce con quali efficaci risultati, di mettere in cattiva luce l’amministrazione, senza nessuna intenzione di andare alla radice dei problemi, negli uffici.

Sergio Firrincieli rileva che dalla mezzanotte del 27 luglio è scaduto il contratto di gestione del servizio idrico: un contratto travagliato, scaduto il 27 gennaio, prorogato per sei mesi, poi il 5 marzo l’iter procedurale è stato bloccato per irregolarità della procedura di concessione della proroga.
Quindi, lo stesso servizio è stato affidato temporaneamente e con proroghe mensili alla stessa ditta sino ad arrivare alla scadenza ultima del 27 luglio.
“In pratica – afferma il capogruppo 5 Stelle – dalla mezzanotte di quella data, non abbiamo più una ditta che si occupa dell’idrico a Ragusa, di aprire e chiudere le saracinesche, di eventuali guasti, di manutenzioni, insomma di tutto ciò che serve e rispetto a cui il Comune affida a una ditta un bando del valore complessivo di circa due milioni di euro”.

Per Firricincieli, improvvisazione e mancanza di programmazione dell’amministrazione che invece, si mostra tranquilla e si dice pronta, con il personale del settore e l’eventuale ricorso a ditte esterne, peraltro quest’ultimo previsto anche dal normale contratto, a fare fronte ad eventuali emergenze.
Alla ostentata tranquillità dell’assessore al ramo, Giuffrida, che, già in aula, ha risposto in tal senso ai rilievi del consigliere pentastellato, non si può omettere di eccepire qualche interrogativo sui tempi di rinnovo dei contratti.
Da troppo tempo, si discute, a lungo, di rinnovo dei contratti per i servizi che costituiscono, quasi sempre, una avventura per l’Ente, fra proroghe, ricorsi e questioni burocratiche infinite.
Effettivamente, ma su questo Firrincieli non punta il dito, si dovrebbe capire perché, se un contratto scade il 27 gennaio, non si è in grado di preparare il nuovo contratto in largo anticipo per permettere un rinnovo dello stesso senza soluzioni di continuità.
Firrincilei dovrebbe chiedere cosa hanno fatto gli uffici, se non prima del 27 gennaio, almeno da quella data fino ad oggi. Perché la proroga, perché i rinnovi mensili, perché non un ulteriore rinnovo ?
Giusto rilevare che, fino all’ultimo, si arriva oltre i termini, perché a rinnovo scaduto c’è un bando con il termine per la presentazione delle domande al 3 agosto per una gara ponte di quattro mesi e un altro, con termine al 5 agosto, per la gara di affidamento biennale dell’appalto.
Senza dire che oltre 20 lavoratori sono rimasti da un giorno all’altro senza lavoro e con il timore di non essere assunti nelle prossime gestioni.
Per il capogruppo 5 Stelle, dunque, l’improvvisazione è ai massimi livelli.
In effetti, sarebbe opportuno spiegare alla città, e lo dovrebbe fare l’assessore, il perché di tutte questi procedimenti contorti e complicati che, peraltro, sembrano essere una costante dei nostri uffici.
Sarebbe veramente opportuno dotarsi di dirigenti esperti, o quanto meno di esperti collaboratori esterni nella materia, e mettere ordine in diversi settori per rimediare a questi ritardi nelle procedure che sono, ormai, cronici da anni.
Ma, purtroppo, le opposizioni si limitano a rilevare improvvisazione e mancanza di programmazione e tutto finisce lì, solo propaganda e polemiche inutili, senza andare alla radice dei problemi perché c’è sempre questa forma di timore reverenziale nei confronti dei dirigenti che, da un lato detengono, oggi, un enorme potere amministrativo ma non sono quasi mai coinvolti nelle responsabilità della cattiva gestione.

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