Si chiedono sostegni per il comparto abbigliamento e per quello della pesca: ma gli aiuti devono arrivare per tutti

Si assiste ad un proliferare di comunicati per sollecitare aiuti a questo o a quel settore: encomiabile l’interessamento e l’impegno di politici e responsabili di settore per evidenziare le criticità di specifici settori, ma pensiamo che, ormai, è di tutta evidenza come l’emergenza economica e sociale comprenda tutti i settori, per cui è pleonastico intervenire un settore piuttosto che per un altro.
E’ chiaro che ci sono settori che non incassano ma che potranno rivendere la merce successivamente, mentre in settori come l’abbigliamento la merce invenduta potrà essere smaltita solo come saldi, ogni settore avrà le sue criticità specifiche ma, in questo momento, non si potrà parlare di aiuti specifici bensì si dovrà affrontare l’emergenza economica in maniera globale, mettendo sullo stesso piano concessionarie di automobili e negozi di abbigliamento, comparto della pesca e comparto della ristorazione, negozi di casalinghi e cartolerie, comparto del florovivaismo e negozi di elettrodomestici.

Pubblichiamo, comunque, la nota del presidente ibleo di Federmoda, Daniele Russino, e quella dell’on.le Minardo che ha evidenziato le criticità del settore pesca.

Il comparto della moda e dell’abbigliamento in perdita per milioni di euro anche in provincia di Ragusa
Il presidente ibleo Federmoda Daniele Russino: “La merce nei magazzini perderà gran parte del proprio valore. Compromessa la stagione primavera-estate. Ci vuole un aiuto”

“Non è possibile che il comparto della moda e dell’abbigliamento non sia stato inserito dal decreto “Cura Italia” tra quelli meritevoli di tutela, sebbene sappiamo che saranno varate ulteriori misure a sostegno dell’economia”.
E’ il presidente provinciale di Federmoda Confcommercio Ragusa, Daniele Russino, a chiedere, unitamente alle altre associazioni provinciali siciliane, l’adozione di urgenti misure a supporto delle aziende del settore. “Anche nella provincia iblea – chiarisce Russino – basta confrontare i fatturati dello scorso anno con quelli di quest’anno per rendersi conto che le perdite sono prossime al 100%.
Considerato che i provvedimenti restrittivi saranno ulteriormente prorogati, possiamo dire che l’intera stagione primavera–estate è destinata ad essere compromessa.
Le aziende del settore sono in ginocchio, sarà difficile ripartire e garantire i livelli occupazionali.
Facciamo appello al Governo isolano affinché ci aiuti a evitare il disastro di un settore nevralgico dell’economia regionale che con la sua professionalità rappresenta un fiore all’occhiello della nostra isola. Anche il made in Sicily della moda rischia di subire un colpo mortale”.
Il mondo del “retail” in provincia di Ragusa muove fatturati pari a decine di milioni di euro tutto l’anno: tutta la merce nei punti vendita e nei magazzini perderà gran parte del suo valore ed è fondamentale prevedere un risarcimento sulla base dimostrabile delle giacenze in azienda e della perdita del loro valore commerciale. “I fatturati si sono azzerati – continua Russino – ma finora nessuno ha pensato di azzerare le tasse regionali e locali che rappresentano una ulteriore beffa per chi non ha potuto nemmeno aprire i propri negozi”. Federmoda Ragusa, assieme ai vertici siciliani dell’associazione di categoria, si rivolge al presidente della Regione per chiedere immediati provvedimenti che possano servire a tamponare una situazione insostenibile.
Al tempo stesso, è chiesta la sospensione dei canoni di affitto ai locatori degli spazi dedicati a produzione e vendita e la rinegoziazione degli stessi quando il mercato sarà tornato alla normalità.
Confcommercio Ragusa, inoltre, sta lavorando per garantire un adeguato “soccorso alle imprese” con sportelli dedicati a imprese e professionisti per l’utilizzo delle misure previste dal decreto “Cura Italia”.
Per chi avesse bisogno di supporti di qualsiasi tipo questo l’indirizzo di posta elettronica e il numero telefonico a cui fare riferimento: federmodaragusa@gmail.com; telefono 0932.622522.

On. Nino Minardo: la pesca siciliana rischia la paralisi. Proponiamo misure più decise a sostegno.

Condivido e sostengo l’appello del presidente del distretto pesca, Nino Carlino, che lancia l’allarme per il settore della pesca in Sicilia che vive oggi una situazione più che mai diventata insostenibile.
Il comparto è danneggiato dal crollo delle vendite e dalla difficoltà di rispettare gli standard minimi di sicurezza a bordo.
La maggior parte delle imbarcazioni sono ferme da diverse settimane e purtroppo non bastano i provvedimenti attivati a livello nazionale e regionale.
Per un comparto, trainante per l’economia dell’isola dove sono impegnati centinaia di operatori, imprenditori e famiglie servono interventi immediati e finalizzati ad immettere liquidità tra cui: gli indennizzi per i produttori per danni diretti o indiretti (mancata vendita, crollo dei prezzi di mercato per scarsa domanda, ecc.); l’aumento per un triennio della percentuale degli sgravi contributivi alle imprese di pesca; anticipazione del fermo pesca o scomputo delle giornate di pesca perse sul prossimo fermo pesca, sblocco ed erogazione dei pagamenti per il fermo pesca già effettuati e non ancora pagati; moratoria per le imprese di pesca dei contributi previdenziali e assistenziali, tasse e imposte, rate mutui, prestiti, esposizioni bancarie; intese con il sistema bancario per avere flessibilità nella concessione di fidi e aperture di credito; applicazione della CIGS in deroga a tutto il settore della pesca e dell’acquacoltura (ivi compresa la piccola pesca artigianale).
Saranno proposte di cui mi farò promotore con il mio partito affinché, già durante l’esame del decreto “Cura Italia” al Senato, ci sia il massimo impegno a sostegno per impedire la paralisi del settore.

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