Sit-in dei ristoratori a Ragusa, solidarietà a due voci del PD di Ragusa

Note di solidarietà, a due voci, del Partito Democratico di Ragusa, della segreteria cittadina e di unio dei due consiglieri di Palazzo dell’Aquila che, però, stranamente, ma non troppo, si firma solo come conigliere comunale.

Questa la nota della segreteria cittadina :

“La segreteria cittadina del Partito Democratico di Ragusa esprime solidarietà ai dipendenti e ai titolari delle attività del settore della ristorazione nonché agli artisti e agli altri imprenditori che ieri hanno manifestato davanti al Municipio di Ragusa.
Siamo consapevoli della grave crisi che la pandemia da Coronavirus ha generato e sta continuando a causare e sappiamo pure che i ristori stanziati dal Governo sono insufficienti a risanare le perdite. Sappiamo che la disperazione sta avanzando, crescendo, tra chi non è garantito da uno stipendio fisso.
Ma siamo pure consapevoli che ogni giorno che passa sono sempre di più le persone vaccinate e questa è l’unica via per tornare alla normalità. Speriamo, naturalmente, che ciò accada il prima possibile.
Si ripartirà appena la situazione sarà migliore proprio grazie alla campagna di vaccinazione: l’obiettivo è quello e tutti insieme dobbiamo tenerlo presente”. Lo dichiara il segretario cittadino del Partito Democratico Giuseppe Calabrese.

Questa la nota del consigliere D’Asta :

Il consigliere comunale di Ragusa, Mario D’Asta, a sostegno dei ristoratori del Co.Ri. Sicilia che ieri sono scesi in piazza a Ragusa, proprio di fronte palazzo dell’Aquila. Assieme a loro anche operatori del mondo dello spettacolo le cui attività sono ferme ormai da mesi.
“E’ una situazione molto complicata – sottolinea l’esponente democratico – sono al loro fianco per sostenerli. Dobbiamo cercare di trovare le soluzioni migliori per tutelare da un lato la salute, dall’altro il diritto ad andare avanti di queste persone che devono potere continuare ad esercitare la loro professione, in piena sicurezza. Cercheremo di portare avanti le loro istanze e, nel frattempo, esprimiamo la nostra più incondizionata solidarietà nei confronti di chi chiede soltanto di potere continuare a fare la cosa più semplice del mondo: lavorare”.

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