A sorpresa, Gianfranco Miccichè designa Maurizio Tumino come candidato sindaco di Forza Italia a Ragusa

Una sorpresa la mossa di Gianfranco Miccichè, la designazione di Maurizio Tumino come candidato di Forza Italia a sindaco di Ragusa costituisce l’ultimo tassello di una campagna elettorale fin qui vissuta, in tutti gli schieramenti, all’insegna della ricerca smodata delle posizioni, dell’accaparramento indiscriminato di consenso, dell’assenza di ogni possibile scrupolo nel tracciare accordi, alleanze e apparentamenti di ogni genere.
Dei programmi, delle linee politiche, delle idee sulla città poco si parla, se non in termini generici, con soluzioni empiriche, senza enunciati chiari su quello che un futuro sindaco vuole fare.
Le posizioni di ciascuno rispetto alle questioni ambientali, alle isole pedonali, al traffico cittadino, alla pressione fiscale, alla questione urbanistica, ai progetti culturali, al turismo, sono quanto mai vaghe e, soprattutto, non risentono delle politiche di opposizione portate avanti nei cinque anni precedenti.
Va ricordato che ben quattro dei sette candidati erano opposizione in consiglio comunale e, per dignità politica, dovrebbero essere consequenziali a tutto quello che hanno predicato per 5 anni.
Tutto quanto non è andato bene nei cinque anni precedenti deve essere sovvertito e occorre dire come, in maniera chiara ed inequivocabile.
Altri due candidati, per così dire ‘nuovi’ debbono chiarire quale apporto di novità e di cambiamento vuole portare la candidatura, il candidato del Movimento 5 Stelle deve chiarire se il suo mandato sarà all’insegna della continuità con quello della giunta Piccitto, con quello degli assessori, nelle varie branche dell’amministrazione, oppure ci saranno elementi di discontinuità, e perché, con le politiche fino ad ora portate avanti.
In questo scenario che a 46 giorni dalle elezioni appare pervaso solo da smania per l’accaparramento del potere, la mossa del coordinatore del maggiore partito (in sede locale e regionale) della coalizione di centro destra vorrebbe apparire dirimente e chiarificatrice e viene imbibita di significati che non può avere.
Si tratta solo di un regolamento di conti interni fra opposte fazioni, non c’è nessun apporto politico sullo scenario delle candidature, non c’è un trasferimento di consensi sul designato, perché tutti i bacini di voti sono stati già collocati.
Ci potranno essere degli spostamenti, ma di poco conto nell’economia generale della coalizione, ancor meno in quella più vasta della platea di tutti i candidati.
Miccichè ha fatto appello all’unione di tutti le formazioni politiche della coalizione per far convergere il consenso su Maurizio Tumino, ma la destra, con Fratelli d’Italia e buona parte di #diventerà Bellissima è schierata, compatta, con il candidato Cassì, la componente Ciccio Barone con la formazione civica Idee per Ragusa, appoggia convintamente Peppe Cassì, il Movimento Civico Ibleo di Franco Antoci si è dichiarato a fianco di Cassì, formazioni civiche come Liberi Cittadini del dott. Guccione, verosimilmente, potrebbero trovare, secondo indiscrezioni, in Cassì l’elemento sul quale convogliare consenso per le affinità elettive che li accomunano.
Altre autorevoli espressioni civiche cittadine potranno convergere sul candidato che rappresenta la vera alternativa ai 5 Stelle e alla vecchia politica.
Delle componenti di Forza Italia, l’on.le Minardo sembrava ben disposto ad appoggiare il candidato Migliore, si potrà adeguare alle direttive del partito ma il suo uomo di punta, il dr Salvo Mallia si è già accasato con Sonia Migliore, con tanto di designazione assessoriale, particolare che, in caso di dietrofront, ancorché comandato da Palermo, sarebbe elemento di assoluta perdita di credibilità per l’interessato e per la corrente politica che, eventualmente, sarebbe disposto a riaccoglierlo.
Anche l’on.le Orazio Ragusa si era dichiarato vicino a Peppe Cassì, tramite la sua emanazione sul capoluogo rappresentata da Ciccio Barone.
Su tutto aleggia la necessità della formazione di una lista forte di Forza Italia, senza la quale la presenza del partito e di quello che resta della coalizione, resterebbero effimero pendant per il candidato Tumino.
Nel solco della migliore tradizione siciliana, hanno fatto intravedere che è cambiato qualcosa, ma, in effetti, tutto è rimasto come prima.

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