Stefania Campo scopre che le nomine dei manager dipendono dalle indicazioni dei partiti

La deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Campo solleva il caso delle nomine dei manager della sanità siciliana.
Al primo posto mette le condizioni di otto dei diciotto nominati che sarebbero indagati o con procedimenti penali in corso.
Il problema non è degli inquisiti ma delle leggi assurde italiane, delle leggi che non ci sono, di quanti predicano bene ma quando sono stati al governo non hanno fatto nulla per sancire nuove regole.
Sono tanti, in Italia, i condannati ma sono tanti anche quelli che, dopo tempi inenarrabili fra le maglie della giustizia, ne escono puliti.
Fino a quando non ci saranno regole certe e definite, è inutile disquisire
La stessa Campo si contraddice quando propone di procedere ad una “serie di verifiche ben specifiche sui requisiti e i curriculum di ogni Commissario”, una maniera di spostare, senza regole univoche, il potere decisionale del Presidente o dell’Assessore nelle mani dei deputati in commissione.
La richiesta di poter esaminare i casellari giudiziari, le valutazioni dell’Agenzia per i servizi regionali, i giudizi dell’Assessorato sugli obiettivi raggiunti dai candidati manager e i relativi verbali della commissione d’esame è solo fuffa, perché vorrebbero portare in altre stanze le decisioni che comunque avverrebbero sulla base di maggioranze e minoranze.
Che i partiti, la politica, influenzino le scelte, non solo dei manager ma anche dei primari è cosa risaputa, ma che il problema venga sollevato dai grillini che, quando erano al governo, e segnatamente occupavano il Ministro della Sanità, fecero arrivare primari amici e compagni di università anche a Ragusa, fa solo sorridere.
La Campo, invece di appellarsi a motivi di incompatibilità o di opportunità, dovrebbe chiedersi perché lei stessa parla solo della figura del Presidente e non dell’assessore, ridotta solo ad una comparsa.
La lottizzazione della sanità siciliana esiste da sempre, sotto tutti i colori politici, inutile tergiversare su assessore e commissione affari istituzionali, è solo ipocrisia, perché si sa che a comandare sarà sempre e solo la politica.
Dice bene la Campo quando asserisce “Una maniera, pertanto, di governare le Asp e le Aziende ospedaliere assolutamente illegittimo e arrogante, che calpesta qualsiasi principio di buona amministrazione della cosa pubblica, di cui sono colpevoli le varie correnti politiche (in lotta fra loro) del Centrodestra siciliano. Tutto ciò è quanto mai irritante perché è una spartizione di poltrone, che avviene senza alcun pudore e senza alcuna vergogna, e ovviamente che non porta mai ad una corretta valutazione dei meriti dei singoli manager candidati né tantomeno dei bisogni del territorio e dell’autonomia delle Aziende pubbliche da gestire.”
Ma ci deve anche spiegare come vorrebbe andare fino in fondo e con quali risultati.
E ci dovrebbe spiegare anche cosa come risolverebbe lo stesso problema una coalizione PD-5 Stelle- De Luca?
Perché non spiega ai suoi elettori che fine fece la sua segnalazione sui Macconi di Acate al suo Ministro grillino all’Ambiente Costa?
Perché non ci racconta come sono andate le scelte per eventuali candidati grillini di Ragusa alle nazionali o alle regionali?
Perché non ci racconta delle spinte e delle forzature per la composizione della giunta e delle candidature grilline alle comunali 2018?
Farebbe bene la Campo a rassegnarsi che la politica è questa e ad ammettere che anche i grillini, non quelli del vaffanculo, sono diventati più esperti dei democristiani di un tempo, per spartizioni, scelte di parte e sistemazione dei trombati.

Questa, comunque, la nota dell’on.le Campo sulla questione nomine dei manager:
Nomine commissari sanità, Campo: “Otto su diciotto nominati a gennaio indagati o con procedimenti penali in corso. Si blocchi tutto”

“Otto dei commissari delle Asp e delle Aziende ospedaliere, su diciotto, nominati a gennaio dal presidente Schifani, risultano indagati o con procedimenti penali in corso. Ecco perché in Commissione Affari istituzionali abbiamo chiesto a gran voce di bloccare tutto sine die e di fare una serie di verifiche ben specifiche sui requisiti e i curriculum di ogni Commissario”. Lo dice la deputata regionale del Movimento 5 Stelle di Ragusa, Stefania Campo, che continua: “Abbiamo, innanzitutto, richiesto al governo di fornirci i casellari giudiziari, le valutazioni dell’Agenzia per i servizi regionali, i giudizi dell’Assessorato sugli obiettivi raggiunti dai candidati manager e i relativi verbali della commissione d’esame. Siamo infatti certi – rileva Campo – che dal controllo approfondito della documentazione verranno fuori sia le incompatibilità che le inopportunità su cui Schifani ha cercato, invano, di soprassedere durante la sua personale selezione degli attuali commissari. Verranno a galla procedimenti giudiziari pendenti che in alcuni casi potrebbero generare motivi di inopportunità politica e conflitto di interessi, comprenderemo come sia stato possibile che candidati senza titoli, o che sono già stati deposti per negligenze, adesso si ritrovino nuovamente in ruoli apicali e fondamentali per grandi ospedali e per intere province. Già da alcune settimane, siamo stati testimoni diretti di una lottizzazione sistematica della Sanità pubblica siciliana, quasi senza precedenti. Nomine proposte a Schifani dai partiti di maggioranza, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Dc, Mpa, etc, come fosse una procedura definita per legge, e invece si trattava proprio del contrario di ciò che la stessa norma prevede, visto che la selezione dovrebbe avvenire per mano dell’Assessorato alla Sanità e in sede di Commissione Affari istituzionali.
Una maniera, pertanto, di governare le Asp e le Aziende ospedaliere assolutamente illegittimo e arrogante, che calpesta qualsiasi principio di buona amministrazione della cosa pubblica, di cui sono colpevoli le varie correnti politiche (in lotta fra loro) del Centrodestra siciliano. Tutto ciò è quanto mai irritante perché è una spartizione di poltrone, che avviene senza alcun pudore e senza alcuna vergogna, e ovviamente che non porta mai ad una corretta valutazione dei meriti dei singoli manager candidati né tantomeno dei bisogni del territorio e dell’autonomia delle Aziende pubbliche da gestire. Arrivati a questo punto, siamo determinati ad andare fino in fondo: punteremo i nostri riflettori sulle mosse della Commissione Affari istituzionali, presieduta dal democristiano Abbate. Non consentiremo manovre politicamente poco trasparenti e non accetteremo forzature. La qualità della Sanità pubblica dei siciliani è l’unico obiettivo da raggiungere”.

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