Ormai, si può parlare di una amministrazione allo sbando: apprendere dalla vicepresidente del Consiglio comunale che, in piena stagione turistica, gli infopoint di Marina di Ragusa e del Castello di Donnafugata sono chiusi, vuol dire il de profundis di 8 anni di parole inutili.
Parole inutili, non solo del sindaco e dell’amministrazione, ma anche di quelle opposizioni che, dopo aver appoggiato la candidatura dell’attuale primo cittadino, dopo aver goduto anche di assessorati per la propria formazione politica, si ergono ora a paladini della buona amministrazione, dalla sponda opposta, come i consiglieri Buscemi e Bennardo, con la malcelata intenzione di ripresentarsi all’elettorato con un nuovo campionario di frottole politiche per restare a galla.
La consigliera comunale Rossana Caruso ha presentato un’interrogazione rivolta al sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, che detiene anche la delega di assessore al Turismo, chiedendo chiarimenti urgenti sulla chiusura degli infopoint turistici di Marina di Ragusa e del Castello di Donnafugata, nonché sulla sospensione del bistrot e della sala congressi del castello, proprio nel periodo di massima affluenza turistica.
Caruso ricorda che l’Amministrazione, nel 2022, aveva annunciato una rete di servizi turistici moderni e multiservizi, definendoli “strategici” per la promozione del territorio e per l’accoglienza dei visitatori.
Oggi, invece, tali presidi risultano chiusi, con avvisi che parlano di sospensione “nelle more del subentro del nuovo gestore”, evidenziando una mancata conclusione delle procedure di affidamento.
Ancora una volta viene fuori l’assoluta inefficienza degli uffici, degli assessorati, dai dirigenti agli impiegati che, negli anni, hanno dimostrato assoluta inadeguatezza al ruolo: come in tanti altri casi, non si riescono a programmare in tempo le scadenze di appalti e di affidamenti che mettono in luce le scarse competenze dei dirigenti, come nel caso, per fare un esempio, dell’apertura del punto ristoro al terminal bus, per restare in tema anche se non direttamente turistico.
«La chiusura simultanea di questi servizi nel pieno della stagione estiva – afferma Caruso – non rappresenta soltanto una criticità organizzativa, ma pone una questione di responsabilità politica sulla capacità dell’Amministrazione di programmare per tempo gli affidamenti e garantire la continuità di servizi che essa stessa ha definito fondamentali per lo sviluppo turistico della città».
La consigliera sottolinea che la scadenza di un affidamento è un evento prevedibile e che la mancata tempestività amministrativa ha prodotto un disservizio evidente, proprio quando Ragusa accoglie il maggior numero di visitatori.
«Una destinazione turistica si misura non soltanto dalla capacità di promuoversi, ma soprattutto dalla capacità di garantire servizi efficienti quando i visitatori arrivano.
La sospensione dei principali presidi di informazione e accoglienza nel momento di massimo afflusso turistico è una contraddizione che merita risposte puntuali e trasparenti».
Ma, dovrebbe rilevare la consigliera Caruso, mette in luce, dopo tanti anni di fallimenti gestionali, di rivedere incarichi e competenze all’interno degli uffici, con sostituzione degli elementi responsabili.
Purtroppo, al Comune di Ragusa c’è la piaga di vedere sempre le stesse facce, quelle, in primis, sulle quali hanno riserve gli stessi assessori, in settori strategici, quelle stesse che, ripetutamente, sbagliano appalti, contratti e pretendono di fare il bello e il cattivo tempo all’interno dei loro settori.
Caruso mette in rilievo, inoltre, un tema politico più ampio: «Siamo nel pieno della stagione turistica. Il sindaco deve valutare seriamente di lasciare la delega al Turismo, perché troppo gravato di lavoro per riuscire a seguire questo settore in modo efficiente.
La città non può permettersi vuoti di programmazione in un comparto così delicato».
Nell’interrogazione, la consigliera chiede di conoscere le ragioni della chiusura, le date di scadenza degli affidamenti, le attività intraprese per garantire la continuità dei servizi, le cause dei ritardi nella procedura di individuazione del nuovo gestore e le misure adottate per limitare i disagi ai turisti.
Chiede inoltre chiarimenti sulle iniziative previste per tutelare la continuità occupazionale dei lavoratori coinvolti. «Una città che ambisce a consolidare la propria vocazione turistica – conclude Caruso – deve garantire non soltanto promozione, ma anche qualità, efficienza e continuità dei servizi di accoglienza. È su questo che si misura la credibilità di una strategia turistica».
Al riguardo, però, in merito al consiglio di lasciare la delega, ci permettiamo rilevare come la staffetta non risolve i problemi se la carica viene affidata al signorsì di turno che si limita ad essere asservito alle strategie, ai desiderata e ai disegni del sindaco.
Occorre un soggetto, con i dovuti attributi, svincolato da condizionamenti di ogni tipo, prima di tutto politici, che gridi l’inefficienza e le lordure dell’assessorato regionale turismo, poi passi alle dovute azioni di sollecitazione politica per aeroporto e autostrada, senza guardare in faccia nessuno, poi denunci la totale inadeguatezza al ruolo, in particolare per il turismo, della Presidente della provincia e della sua delegata per il turismo, chieda trasparenza e chiarezza per tutte le azioni del GAL, per finire all’organizzazione degli uffici turistici, a Ragusa, a Ibla, a Marina di Ragusa e al Castello di Donnafugata, sottraendoli ai succhiacontributi di mestiere che hanno contribuito a fare arrivare il turismo nello stato comatoso in cui si trova.
Per il resto si comprende che Cassì è arrivato alla fine del suo ciclo, il calo dei consensi non può incidere su un’altra impossibile candidatura a sindaco, ma prestare attenzione, per una buona volta ai settori della pulizia in città, del decoro urbano, della sicurezza, in città e a marina di Ragusa, può servire a tutelare quello che resta della sua immagine, peraltro, in questo momento, fortemente insidiata dall’affaire SRR ATO 7
