Tutti esultano per la Legge sui centri storici, ma dei fondi disallineati nessuno parla, tutto resta nella nebbia

Si è celebrato, in questi giorni, il quarantesimo anniversario della Legge 61/81, la Legge sui centri storici, meglio conosciuta come Legge su Ibla.
In tanti, giustamente, hanno esaltato i meriti e le intuizioni dei politici del passato, primo fra tutti l’on.le Giorgio Chessari, padre della Legge si Ibla, che riuscì, allora caso unico in Sicilia, a cambiare il volto del quartiere antico di Ragusa e che apri le porte al riconoscimento UNESCO.
Una legge di portata storica per la città, che fu foriera di sviluppo culturale ed economico, anticipatrice di un
sistema che, nel tempo, si è rivelato quasi obbligato, per la riqualificazione e la valorizzazione delle parti più antiche del territorio isolano.
Una legge che impone politiche adeguate anche ai politici del presente, che non permette di indugiare sugli allori ma deve costituire sempre momento di riflessione per una nuova progettualità mirata a trovare nella cultura e nel turismo d’arte il motore di un nuovo sviluppo economico.
Ma l’euforia del ricordo di tempi memorabili, che hanno visto godere Ibla e una piccola parte del centro superiore di Ragusa, non deve far dimenticare il grave disallineamento dei fondi che, per tanti anni, sono venuti a mancare alla destinazione vincolata dei finanziamenti relativi alla legge.
Fondi disallineati che sono venuti alla luce dopo il grosso lavoro di una apposita commissione di indagine che fu istituita sotto l’amministrazione Piccitto, guidata egregiamente da Giovanni Iacono, fondi che sono stati disallineati in periodi precisi delle passate sindacature, periodi che potrebbero facilmente far risalire ai responsabili del disallineamento e alle destinazioni improprie dei fondi.
Ma importante sarebbe anche rimettere a posto le cose e badare a ricostituire i fondi dedicati ai centri storici, particolare che molti sembrano aver dimenticato.
Molti hanno festeggiato per la ricorrenza del quarantesimo anniversario, forse sarebbe stato più dignitoso pretendere di far luce totale sul disallineamento e chiedere di trovare le soluzioni per restituire questi fondi venuti a mancare alla originaria destinazione.

Ultimi Articoli