Un atto di indirizzo per le aree di salvaguardia di captazione idrica

di redazione
Presentato in aula dal consigliere Liberatore, del Movimento 5 Stelle, a nome del gruppo consiliare

Nella seduta di giovedì 19 novembre, presentato e approvato un atto di indirizzo del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle sulla salvaguardia delle risorse idriche.
Siamo in grado di fornire i dettagli sull’atto, e il suo testo integrale, grazie alla tempestiva collaborazione del consigliere Giovanni Liberatore che ci ha fornito il materiale e la documentazione, redatti entrambi con chiarezza e ordine, come poche volte ci accade quando cerchiamo di accedere a notizie sugli atti oggetto dell’attività consiliare.

Il 22 settembre, il consiglio comunale, ha discusso ed approvato la delibera di giunta municipale n.106 “Ampliamento della perimetrazione del Parco Nazionale dei Monti Iblei. Modifica ed integrazione della deliberazione del C.C. n. 98 del 2.12.2010”.
Una perimetrazione che allarga appunto i confini del parco, un parco che deve ovviamente ancora evolversi sotto tanti punti di vista.  Un grande passo è stato fatto con questa nuova perimetrazione, un altro piccolo passo, ma non meno importante, viene proposto dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle tramite questo atto di indirizzo.
Un atto di indirizzo che ha come tema la salvaguardia delle risorse idriche preziose per la comunità ragusana e che sgorgano da sorgenti situate in aree limitrofe o all’interno della nuova perimetrazione del parco stesso.
I cittadini ragusani hanno dovuto affrontare una grave emergenza idrica nel 2013, dovuta all’inquinamento dei pozzi B, B1 e sorgenti Oro e Misericordia con la conseguente chiusura delle stesse fonti di approvvigionamento per via precauzionale.  Scelta doverosa ma che ha causato disagi a circa 30.000 cittadini che hanno pure sostenuto dei costi per l’approvvigionamento idrico tramite autobotte.
L’amministrazione comunale, nel corso degli ultimi due anni, ha effettuato una serie di interventi strutturali e di altro genere atti a contenere e a cercare di risolvere il problema ma, su questo tema, il livello di attenzione non è mai troppo.
Quindi, preso atto che il primo e il sesto comma dell’art.94, D.Lgs.  n.152/2006, rispettivamente, assegnano alle Regioni il compito di individuare le aree di salvaguardia, distinguendole in zone di tutela assoluta e zone di rispetto e in caso di mancata individuazione, fissano l’estensione della zona di riserva in 200 metri di raggio rispetto al punto di captazione o di derivazione.
Si impegna l’Amministrazione Comunale di dare mandato agli uffici competenti di verificare l’avvenuta individuazione delle aree di salvaguardia da parte
della regione siciliana, o in alternativa a individuare la zona di riserva in 200 metri di raggio dai punti di captazione da normare ai sensi del D.Lgs. N 152/2006 e inserire tali aree quale variante al PRG vigente.

Questo l’ATTO di INDIRIZZO

Premesso

–  Che durante il 2013 la città di Ragusa ha dovuto affrontare il grave inquinamento che ha colpito le risorse idriche provenienti dai pozzi B, B1 e dalle sorgenti Oro e Misericordia.

–  Che è stata predisposta, per i primi mesi del 2013, la chiusura, a scopo precauzionale, di tali fonti di approvvigionamento con il conseguente notevolissimo disagio per i cittadini.

–  Che tale chiusura ha fatto riscontrare un deficit idrico di circa 70 litri/secondo con immaginabili disservizi idrici per circa 30.000 persone residenti con aumento anche dei costi causato dall’approvvigionamento idrico tramite autobotte.

–  Che la maggior parte delle sorgenti utilizzate dal Comune di Ragusa per l’approvvigionamento idrico della Città ricadono in aree limitrofe o, all’interno dell’ampliamento proposto del Parco degli Iblei. Considerato

–  Che la salvaguardia delle risorse idriche è di primaria importanza unitamente alla difesa della salute dei cittadini.

–  Che il livello di attenzione nei riguardi di codeste risorse idriche non può diminuire per la delicatezza delle stesse ed ogni misura per arginare l’inquinamento è auspicabile.

Preso atto

–  Che il primo e il sesto comma dell’art.94, D.Lgs. n.152/2006 cit., rispettivamente, assegnano alle Regioni il compito di individuare le aree di salvaguardia, distinguendole in zone di tutela assoluta e zone di rispetto e in caso di mancata individuazione, fissano l’estensione della zona di riserva in 200 metri di raggio rispetto al punto di captazione o di derivazione.

Si impegna l’Amministrazione Comunale

–  di dare mandato agli uffici competenti di verificare l’avvenuta individuazione delle aree di salvaguardia da parte della Regione Siciliana o, in alternativa individuare la zona di riserva in 200 metri di raggio dai punti di captazione da normare ai sensi del D.Lgs. N 152/2006, e inserire tali aree quale variante al PRG vigente.

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