Un documento della Federazione di Ragusa del Partito Democratico per opporsi alla possibilità di allocare in Sicilia il deposito nazionale di scorie radioattive

Giunge una nota della Federazione Provinciale del Partito Democratico, a firma del Segretario, dr Bartolo Giaquinta, per sensibilizzare il Governo, i sindaci, i sindacati e i partiti politici, nonché le associazioni ai fini di una mobilitazione per scongiurare la scelta della nostra isola come sito per lo stoccaggio delle scorie radioattive a bassa e media intensità

Questo il documento:

FEDERAZIONE DI RAGUSA
Il Partito Democratico della provincia di Ragusa, attraverso la sottoscrizione da parte dei suoi segretari cittadini, del segretario di Federazione e del deputato regionale Nello Dipasquale, avendo appreso da organi di stampa che la Sicilia è una delle sette regioni ritenute potenzialmente idonee per il deposito di rifiuti radioattivi (67, in tutto, le aree individuate nel documento elaborato dalla Società di gestione degli impianti nucleari e già validato da Isin e Ispra – agenzie che si occupano di nucleare e ambiente – e dai ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente; di queste aree quattro si trovano in Sicilia)
ESPRIME
forte preoccupazione e manifesto disappunto in merito a una scelta che, ancora una volta, vede la nostra Isola coinvolta in questioni di cui farebbe volentieri a meno.
Un’Isola, la nostra, naturalmente vocata al turismo, gravata nel tempo, da impianti petrolchimici, da basi militari e missili a testata nucleare (il drammatico ricordo dei Cruise a Comiso è ancora vivo) e di MUOS che ne deturpano e inquinano il paesaggio, anziché di scorie radioattive, avrebbe bisogno di infrastrutture, investimenti, sostegno e agevolazioni per rilanciarne l’economia.
PRESO ATTO
della necessità e dell’urgenza di stoccare in via definitiva le scorie radioattive, come sottolineato dall’Unione Europea, come civilmente avviene in altri Paesi e come è obiettivamente giusto,
CHIEDE
al governo italiano e ai dicasteri coinvolti di intervenire con forza al fine di depennare la Sicilia dalle regioni individuate per lo stoccaggio; e non per mero, sciocco campanilismo o, peggio, egoismo, ma semplicemente perché la Sicilia, negli ultimi decenni, generosamente ha fatto la sua parte pagando un prezzo altissimo nei termini sopra accennati.
La nostra terra, lo ribadiamo, ha bisogno d’altro. Non di essere ulteriormente mortificata;
chiede anche che nella fase di consultazione pubblica che ora si apre e che durerà appena 60 (sessanta) giorni, vengano mossi gli opportuni rilievi, obiezioni e proposte alternative,
SOLLECITA
il Governo regionale, i sindaci, i sindacati, i partiti politici, le associazioni di categoria e culturali e ciascun siciliano, a impegnarsi, a mobilitarsi democraticamente, nei termini e nei modi che riterrà più utili ed efficaci, affinché il nostro rifiuto, la nostra contrarietà, il nostro diniego si sentano forti, chiari e irrevocabili.
Questa è una battaglia che riguarda e ci coinvolge tutti. Nessuno escluso. Se saremo uniti, se il popolo siciliano, al di là delle ideologie di ciascuno, sarà unito, questa battaglia la possiamo vincere. La dobbiamo vincere. Per noi. Per i nostri figli.

Il Segretario Provinciale
Bartolo Giaquinta

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