Un intervento di Filippo Spadola, Fratelli d’Italia, specchio delle campagne elettorali inefficaci

Eravamo tentati di fare un commento finale della campagna elettorale, lo faremo, sicuramente, quando saremo svincolati da motivi di opportunità che ci sconsigliano di parlare male di questa o di quella strategia elettorale.
Siamo dell’idea che non bisogna disturbare il conducente fino alla stazione dei bus, non vogliamo essere cantori di nessuno ma nemmeno terroristi che vogliono minare le campagne elettorali. Ogni candidato ha impostato la sua campagna secondo precise strategie delle quali è responsabile e che saremo liberi di commentare quando saranno fuori i risultati, commenti che potranno anche spiegare la genesi dei risultati stessi.
Ma qualche cosa la diciamo oggi, solleticati dall’ultimo comunicato del candidato di Fratelli d’Italia, Filippo Spadola che si rivolge all’argomento scerbatura in città per i quali rileva interventi a metà o completamente assenti.
Ci permettiamo non condividere quanto scrive il candidato, consapevoli di una reciproca stima e convinti delle doti professionali e umane che dovrebbe avere un candidato al Consiglio comunale, come pochi ce ne sono nell’esercito dei candidati. Nessuno ci potrà contraddire che un professore universitario, di chirurgia veterinaria, sarà potenzialmente più utile alla città di qualche piccolo faccendiere o di altri soggetti non adeguati al ruolo per competenze e capacità politiche.
Rileviamo che il problema scerbatura e manutenzione del verde è un problema atavico, nessuno degli amministratori del passato ha mai pensato di dedicare un apposito capitolo al verde pubblico, e meno che mai alla scerbatura.
Non lo hanno fatto nemmeno i 5 Stelle, per i quali Filippo Spadola era consigliere comunale, assai vicino al sindaco Piccitto. L’assessore al bilancio del tempo, a chi chiedeva somme per il verde pubblico, rispondeva: “Questi ci sono, se vi bastano, altrimenti arrangiatevi”. Ma Spadola non diffuse mai comunicati sul verde e sulla scerbatura.
Si può sempre migliorare, si potrebbe dire, ma anche ora il prof. Spadola sbaglia, perché segue il leit motiv di questa campagna elettorale che si è rivolta solo al passato, cose mai viste per una campagna elettorale che deve delineare il futuro della città, almeno nelle intenzioni.
Così siamo stati riempiti dalle parole del sindaco uscente che ci ha propinato tutto quello che è stato fatto, poco, ma soprattutto ideato e progettato per il futuro, facendone credenziale per la sua rielezione.
I rivali, non solo non hanno rimarcato questo aspetto, ma hanno insistito sul passato, su tutto quello che il sindaco uscente non avrebbe fatto.
Ma per un nuovo candidato sindaco è insito, una volta che si presenta, che vuole sostituire il sindaco in carica perché ha amministrato male. Se ne deve andare e basta.
Si devono andare a proporre tutte le cose che mancano, il nuovo per il futuro, se si è bravi si devono smontare tutte le scelte del passato, sostituendole con iniziative nuove e diverse.
Andare a riprendere il problema della scerbatura, che non è manutenzione del verde pubblico, ci riporta al cambio di guardia fra 5 Stelle e Cassì, nel 2018, quando entrambi non capirono che la rimozione di erbacce e sterpaglie era di competenza nel capitolato della raccolta dei rifiuti.
I 5 Stelle non se ne accorsero e diedero appalto ad una ditta di Caltagirone per provvedere, la nuova amministrazione si accorse tardi della svista e continuò ad affidare un servizio che era dovuto dalla ditta che si occupava della raccolta dei rifiuti, per evitare contenzioso.
Ecco perché abbiamo scritto che non c’era bisogno di far venire Castiglia, di barzellette ne potremmo raccontare per una notte intera.
Spadola, o meglio chi si occupa della comunicazione della coalizione a cui appartiene, non si dovrebbe occupare della scarsa efficienza dell’amministrazione uscente ma ci dovrebbe dire come si intende affrontare il problema in futuro, con quali fondi, eventualmente da quali altri settori prelevati, per esempio meno spettacoli più decoro, meno cultura più decoro, meno gratifiche ai dirigenti più decoro.
Per continuare, per una comunicazione efficiente, inutile sottolineare che si sono dimenticate zone periferiche, non molto frequentate, inutile sottolineare i mancati interventi al viale Colajanni, da un esponente di destra vogliamo sentire che tutti i proprietari di terreni all’interno del centro abitato saranno obbligati a provvedere alla loro recinzione e alla periodica manutenzione, come per legge.
E non dire che l’attuale amministrazione ha messo la polvere sotto il tappeto: lo sconcio maggiore questa amministrazione lo ha offerto ai forestieri in entrata in città, al viale delle Americhe e in via Achille Grandi, dove spartitraffico centrale, zone laterali, marciapiedi, hanno offerto lo spettacolo peggiore della città, con interventi saltuari, non programmati e mai risolutori. Ci sono stati momenti nei quali il verde ha invaso la sede stradale e i marciapiedi di via Achille Grandi non sono stati percorribili perché invasi da sterpaglie ed erbacce.
Ogni tanto qualcuno ha fatto un comunicato, ma tutto è rimasto sempre nelle stesse condizioni.
Il bello sarebbe leggere o ascoltare qualcuno che ci dicesse come intende operare in futuro al riguardo, con quali e con quanti fondi dedicati e con quali garanzie di dare seguito all’impegno.

Questa la nota del prof. Spadola:

Scerbatura e marciapiedi, Spadola (FdI): “. Ragusa non lo merita”

” Il decoro di una città non passa solo dal servizio di raccolta dei rifiuti, sul quale comunque sarebbe necessario rivedere molti aspetti, ma anche dalla manutenzione ordinaria e straordinaria dei marciapiedi e delle aree a verde che, se non curate a dovere, possono diventare ricettacolo di sporcizia e luogo ideale dove parassiti e animali nocivi possono proliferare indisturbati.
Purtroppo, nonostante i proclami e fatta eccezione per alcuni interventi non differibili, l’amministrazione uscente non ha brillato per efficienza su questo aspetto”.
Lo dichiara Filippo Spadola, candidato al Consiglio comunale di Ragusa nella lista Fratelli d’Italia a sostegno del candidato sindaco Giovanni Cultrera.
“Ci sono zone della città che sono state completamente trascurate per quanto concerne la scerbatura – spiega Spadola – e, a voler essere maliziosi, si potrebbe credere che ciò sia accaduto perché si tratta di aree non molto frequentate, perché periferiche, quindi nascoste alla vista della maggior parte dei cittadini.
È la tipica polvere sotto il tappeto: si è scelto di intervenire lì dove non si poteva farne a meno, il resto non importa, tanto non lo vede nessuno. Non è così che si amministra una città, non è questo il tipo di attenzione che i cittadini meritano”.
“In altre aree ancora – continua – nonostante si tratti di posti molto frequentati e di passaggio, o non si è mai intervenuti oppure si è scelto di fare il lavoro a metà. Le condizioni dei marciapiedi di piazza Lupis, dove si svolge il mercato rionale del venerdì, sono pietose. In via Napoleone Colajanni si è pensato di rifare i marciapiedi, in prossimità della futura fermata della metropolitana di superficie.
Solo da un lato, però, quello della ferrovia. Il breve tratto tra via Torricelli e via La Pira, dove esiste un appezzamento di terreno inutilizzato, non è stato toccato. Via Fieramosca ha finalmente dei marciapiedi, ma si è dovuta restringere la carreggiata.
Esempio principe di un lavoro fatto solo in chiave elettorale: farlo per bene, lasciando inalterata la larghezza della strada, avrebbe voluto dire contattare decine e decine di famiglie, concordare gli interventi, la demolizione e ricostruzione di diverse opere murarie private.
Sarebbero servite tantissime risorse e molto tempo in più. Meglio, molto meglio, improvvisare una colata di cemento e dargli forma di marciapiede…”

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