Una nota sulla situazione educativa degli infanti e la responsabilità politica

Una nota di Francesco Cannizzo e Valentina Tagliarini, esponenti di una lista civica del Comune di Vittoria a sostegno di uno dei candidati a sindaco della città sulla didattica in zona rossa:

Alla luce delle ultime due ordinanze, la n° 54 e 56 e non ultima la n° 60 del 17 novembre 2020 che hanno decretato la Città Di Vittoria “ Zona Rossa”, con la conseguente chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido e scuole dell’infanzia, a differenza del D.P.C.M. del 3 Novembre 2020 che indica alle regioni anche in “ Zone Rosse” di garantire la Didattica in Presenza fino alla I^ Media, e pur comprendendo la gravità della pandemia, rappresentiamo il disagio che stanno vivendo le famiglie e soprattutto i loro figli.
Ribadiamo che ci si allinei al D.P.C.M. del 3 Novembre 2020 affinché la continuità educativa che si era ripresa
nel mese di settembre 2020 venga ripristinata, in quanto gli effetti di questi ulteriori provvedimenti sono preoccupanti.
Le Istituzioni, ad ogni livello, stanno sottovalutando gli effetti devastanti provocati sui bambini perché i benefici che apportano su di loro le relazioni con i pari sono state interrotte proprio nel momento in cui iniziavano a sperimentarle. Si corre il rischio di vederli attraversare momenti di aggressività ed euforia alternati ad apatia totale. Il loro sviluppo motorio è stato rallentato proprio dal fatto di non poter frequentare
spazi aperti e correre in libertà. Tra le mille difficoltà, si è cercato di fare l’impossibile per trasformare questa
crisi in una risorsa, mettendo in piena sicurezza le scuole dell’infanzia ma non è bastato a chi di dovere.
Come se non bastasse, le famiglie in questo periodo accusano la perdita del lavoro, altre hanno smesso di cercarlo, altre ancora hanno dovuto lavorare da casa lasciando i bambini per lungo tempo davanti alla televisione o dai nonni (soggetti definiti ad alto rischio di contagio).
Nessuna forma di ristoro è pervenuta dalla politica nazionale e regionale. Le scadenze fiscali non sono state rinviate, ci riferiamo in primo luogo a quelle relative alla liquidazione Iva così come agli acconti Irpef, né quelle previdenziali.
Ci domandiamo come queste famiglie possano avere la mente lucida per occuparsi consapevolmente dello sviluppo formativo dei propri piccoli.
Inoltre, ci giunge voce che la Commissione Prefettizia che governa la città di Vittoria abbia approvato un’esenzione fiscale relativa all’Imu per le attività che sono state costrette a chiudere, ma in maniera poco strumentale ai bisogni dei cittadini lavoratori, perché questo esonero inciderà solo sui proprietari dei locali commerciali che praticano la loro attività all’interno di essi. Assolutamente insufficiente.
Pur capendo che questo evento eccezionale ha colto tutti impreparati con le conseguenti difficoltà oggettive
da esso generate, la percezione è che si sia fatto ben poco, in maniera confusa e troppo disomogenea in ordine all’allineamento della relazione tra i servizi educativi e le esigenze familiari.
I bambini continuano ad essere tra i grandi dimenticati di questa pandemia. Da loro si pretende semplicemente che stiano a casa, senza la minima preoccupazione di come andare incontro ai loro bisogni
evolutivi nel contesto mutato.
Le conseguenze si vedranno nel lungo periodo e, se da un lato poniamo fiducia nella grande capacità di resilienza dei bambini, dall’altro pensiamo che gli adulti non possano sottrarsi alla loro responsabilità educativa, ciascuno per il ruolo che gli compete.
Abbiamo ancora una volta perso un’occasione che poteva essere preziosa per costruire veramente una comunità educante.

Ultimi Articoli