Uno sport esclusivo e di élite diventa di interesse pubblico per il GAL Terra Barocca

Una nota dei Circoli Iblei di Legambiente, Il Carrubo di Ragusa, Sikelion di Ispica, Il Melograno di Modica, Kiafura di Scicli sull’ultima discutibile proposta del GAL Terra Barocca, per lo sviluppo sostenibile da perseguire attraverso la realizzazione di campi da golf nella provincia di Ragusa.
Ma non un solo campo da golf, in questo lembo estremo d’Italia, ma ben 6 nei territori di dei comuni del distretto del GAL che interessa i comuni di Modica, Scicli, Ispica, Pozzallo, S. Croce Camerina.
A questo punto viene da chiedersi chi dirige questi GAL e sulla base di quali presupposti possono uscire fuori proposte di questo genere, il bello è che questa gente sarà anche profumatamente pagata per sfornare idee simili. e in altre occasioni abbiamo avuto modo di esprimere l’esigenza di molti di capire quanti soldi del GAL vanno destinati per pagare compensi, emolumenti stipendi e quant’altro attiene alle remunerazioni dei dirigenti, cosa sulla quale non si è avuta mai nessuna risposta, ancorché trattandosi di soldi pubblici.

Questa la nota dei Circoli Iblei di Legambiente Ragusa:

L’ULTIMA FOLLIA IN TEMPI DI CAMBIAMENTO CLIMATICO : DICHIARARE I CAMPI DA GOLF DI INTERESSE PUBBLICO
Il GAL Terra Barocca propone lo sviluppo sostenibile a colpi di campi da golf e cinque comuni lo seguono : come predicare bene…forse…e razzolare molto male.
Il GAL TERRA BAROCCA propone la realizzazione di ben sei campi da golf nei territori del distretto del Gal che interessa i comuni di Modica, Scicli, Ispica, Pozzallo, S. Croce Camerina.
Abbiamo due ordini di osservazioni da fare a questa proposta; la prima è che riteniamo che lo sviluppo turistico di un territorio o è legato alle caratteristiche naturali e culturali di un territorio e dei suoi abitanti, e il campo da golf non rientra sicuramente tra queste. Anzi riteniamo che faccia riferimento ad una tipologia di intervento turistico che si sovrappone in modo invadente sul territorio, cannibalizzando le migliori risorse e i cui profitti restano sui territori in modo residuale; quindi, tali proposte non provenendo da una progettualità culturale ed economica espressa dal territorio, non favorirebbe l’imprenditoria locale.
Infatti, tali interventi portano con sé logiche di sviluppo, sia in termini economici che socioculturali, esterne ai territori e alle loro popolazioni. Ne abbiamo un esempio con la politica economica dei villaggi turistici, che ha prodotto sui territori, oltre alla sottrazione di ampi territori e fasce costiere, una scarsa ricaduta sia sul piano occupazionale, se non di basso livello, che economica.
Riteniamo che la politica turistica del GAL debba tener conto e debba mirare alla valorizzazione dei beni culturali, colturali e produttivi diffusi e disseminati nella TERRA BAROCCA , tenendo conto in particolar modo dei beni naturali, mirando alla riconoscibilità internazionale attraverso la promozione delle migliori caratteristiche del territorio quali le cave, il litorale e le zone umide, che le fondazioni tedesche acquistano e salvaguardano per assicurarsi l’arrivo degli uccelli di migrazione in Germania.
Ma, soprattutto, che punti a trasformare il Parco degli Iblei in un format la cui ricchezza in biodiversità sostenga le attività e sviluppi le piccole e medie imprese e la microeconomia legata alla produzione dei beni enogastronomici e della micro ricettività che già attrae un turismo destagionalizzato e diffuso.
La seconda importantissima osservazione è di ordine ambientale, innanzitutto a partire dal fatto che la Sicilia ha il 70% della superficie interessata da processi di desertificazione con un periodo di aridità di 5-6 mesi l’anno, a volte anche otto. Negli ultimi 80 anni le precipitazioni sono diminuite di 200 mm ed è aumentato del 70% il territorio con precipitazioni inferiori ai 500 mm/anno. Inoltre, sono aumentati i fenomeni estremi con conseguente diminuzione dell’infiltrazione di acqua nel suolo. Con i cambiamenti climatici conclamati e con la necessità di ridurre il consumo di acqua sia in ambito civile che soprattutto agricolo, ecco che 5 comuni si inventano il distretto turistico golfistico con la costruzione di 5 nuovi campi da golf a 18 buche.
Il consumo di acqua di un campo da golf equivale a quello di un centro di 9.000 abitanti, quello di 6 di un centro come Modica. Prevedere ciò e in un periodo di carenza idrica, con i pozzi che hanno diminuito la loro portata, e mettere in competizione usi ricreativi e usi idropotabili è peccato mortale.
A causa dei cambiamenti climatici la situazione andrà a peggiorare non a migliorare. Senza contare il forte impatto paesaggistico, sbancamenti del suolo per modellarlo in funzione sportiva e l’abbondante uso di nitrati e diserbanti come se le acque della provincia di Ragusa non fossero già saturi di prodotti chimici tanto da metterne a rischio la qualità.
Per l’autorità di Bacino Regionale l’aumento dell’aridità negli ultimi 30 anni ha avuto conseguenze significative sulla disponibilità delle riserve idriche superficiali e profonde e sulla salinizzazione delle falde e dei terreni vicini alle coste.
I comuni firmando il protocollo d’intesa si sono impegnati a sottoscrivere un accordo di programma che avrà il potere di dichiarare i campi da golf opere di interesse pubblico, di dichiarare i lavori di costruzione indifferibili e urgenti con possibilità di esproprio per pubblica utilità, con eventuali , se necessarie, varianti ai piani regolatori comunali ed anche ai piani territoriali senza conoscerne i luoghi.
Invece di puntare sul turismo naturalistico, ora che l’iter per l’istituzione del parco degli iblei è prossimo al traguardo, si abbracciano modelli turistici fallimentari: molti campi da golf, infatti, sono attività in fallimento come il “Donnafugata golf resort” o il “Is Molas golf resort” in Sardegna.

Chiediamo ai sindaci, finché si è ancora in tempo, di rinunciare a questo folle progetto e di concentrarsi sulle risorse che abbiamo e non su investimenti immobiliari, proficui forse per i privati, ma di nessun vantaggio per le comunità locali.
Chiediamo che il GAL Terra Barocca realizzi gli scopi che sono indicati al Titolo II dello suo statuto: …promuovere l’avvio di nuove iniziative economiche e di favorire la valorizzazione delle risorse umane e materiali del territorio, promuovere azioni di sviluppo in tutti i settori di attività dell’ambiente rurale….di sperimentare nuove forme di valorizzazione del patrimonio naturale, agroalimentare e culturale, di potenziamento dell’ambiente economico, al fine di creare posti di lavoro e di miglioramento della capacità organizzativa delle comunità interessate…perseguire l’identificazione locale quale “territorio per le eccellenze” promotore di uno sviluppo etico e sostenibile….ed altro ancora…
Ma allora……fatelo!
Siamo certi che questi obiettivi con i progetti calati dall’alto e senza alcun legame con il territorio non potranno essere realizzati.

Circoli Iblei di Legambiente

Il Carrubo di Ragusa
Sikelion di Ispica
Il Melograno di Modica
Kiafura di Scicli

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