Valutazioni contrastanti sul bilancio biennale del Sindaco Cassì: la voce degli scontenti

Dicevamo, in altra parte del giornale, di una pioggia di valutazioni contrastanti sulla diretta facebook con la quale il Sindaco Peppe Cassì ha voluto tracciare un bilancio dei primi due anni di attività.
Al momento, come si può leggere, solo il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle ha esternato il suo commento sulla diretta social del Sindaco.
Ai giudizi positivi sul primo cittadino e sul suo operato, dobbiamo aggiungere quelli degli scontenti, di chi giudica negativamente i primi due anni di esperienza di Cassì e della sua Giunta alla guida della città.

Il “nulla cosmico”, ci diceva, ieri sera, un consigliere comunale dopo aver ascoltato, peraltro fra mille peripezie, la diretta facebook per questo bilancio dei due anni a Palazzo dell’Aquila.
Il nulla, perché, secondo alcuni osservatori, nulla è stato detto del programma elettorale, come nulla è stato rispettato dello stesso: un commento ricevuto ci faceva notare come degli 8 punti che erano al centro della campagna elettorale di Cassì, nemmeno uno ha visto adozione definitiva.
Per Cassì è stato importante segnalare cosa bolle in pentola, la gente lamenta il nulla per Piano regolatore e piano particolareggiato, il nulla per le contrade e le periferie, nulla per il foro boario, ancora nulla per l’area dello scalo merci, per la metropolitana di superficie.
Nessuno pensa che negli uffici non si lavori a queste iniziative, ma c’è qualcosa che impensierisce la città, se qualcosa non andasse per il verso giusto e si potrebbero perdere anche anni di lavoro.
I servizi sociali sono al top, ma nessuno parla della residenza di via Berlinguer, il settore della cultura è un contenitore in grado di esplodere per le enormi potenzialità del patrimonio artistico-architettonico della città, ma tutto è fermo a quattro stanze dell’opera pia e ad un Ecomuseo che lo stesso Sindaco ha solo sfiorato nel suo bilancio.
Viviamo sul miraggio di diverse opere pubbliche, ma non sappiamo cosa mettere allo scalo merci, non siamo riusciti a riempire i locali di Carmine Putie e di via del Mercato, non sappiamo se troviamo i soldi per il Marino.
Ci hanno intrattenuto, ma questo anche al tempo dei 5 Stelle, con la smart city, con Piani di trasporto pubblico locale e Piani Urbani di mobilità sostenibile, ci hanno fatto toccare con mano trasporto a chiamata, car sharing, bike sharing, ma non abbiamo visto mai nulla.
Il Castello di Donnafugata resta la casetta incantata, dove tutto è fermo, dove la collezione di abiti d’epoca prende valore perché gli abiti diventano sempre più antichi, ogni anno che passa, molti accusano i giornali di aver parlato di Distretto del cibo, di iniziative per il turismo, di campagne per i prodotti locali, ma tutto si risolve solo in comunicati stampa, fotografie e passerelle varie.
Qualcuno vola più in alto e ci ricorda che la città non ha un eliporto, che non pensa a recuperare strutture appositamente realizzate e lasciate in abbandono.
Si pensava che la notizia sul prossimo affidamento della Scuola dello Sport fosse una bella notizia, ma ci fanno notare come nulla esiste in merito a programmi sull’utilizzo.
Non ci sono stati interventi per l’occupazione, per lo sviluppo economico del territorio, abbiamo dato contributi per il ragusano e, ora, per le razze autoctone, ma non c’è mai un resoconto delle iniziative intraprese. Chi critica ci prende in giro perché non riusciamo a sapere, come del resto gli stessi consiglieri comunali, anche di maggioranza, dove vanno a finire i soldi della tassa di soggiorno, qualcuno chiede perché non si riunisce l’Osservatorio per la Tassa di Soggiorno e nessuno sa rispondere.
Ieri sera, si faceva notare come encomiabile l’intervento del Sindaco per le povertà educative, qualcuno faceva notare come anche il programma elettorale comprendeva agevolazioni in tal senso per le famiglie disagiate, ma poco i si è visto.
Altre critiche per i progetti di pista ciclabile che arrivano a stagione iniziata, o per l’efficientamento energetico di Palazzo INA, che sarà attuato non prima di 18 mesi, vale a dire a un anno dalla scadenza del mandato.
Si vive troppo di rendita, delle rendite di Agenda Urbana, della vallata Santa Domenica, del Castello e del Museo del Costume, di strutture come lo stadietto di via delle Sirene e della Scuola dello Sport, tutte opportunità per le quali dobbiamo studiare come approfittare.
Si vuole far vedere di essere sul pezzo per Università, Ragusa-Catania, autostrada, aeroporto, collegamenti aerei, ma la città, il Comune, è solo spettatore ininfluente delle scelte che avvengono sempre altrove, senza che nessuno alzi la voce, sarà un esercizio di stile, saranno qualità personali, ma non sempre pagano.
In ultimo, a qualcuno, non è piaciuto il silenzio sugli assessori, sulla squadra liquidata solo con la gratifica di una “qualità alta”, non coinvolta nei meriti e nei demeriti delle scelte e, soprattutto, delle positività vantate.
Qualcuno dell’entourage del Sindaco scrive che Cassì ha stravinto sugli avversari, ma Cassì ha prevalso, come del resto hanno sempre prevalso i sindaci vincenti a Ragusa, per una manciata di voti, i soliti 1.500 voti che hanno sempre determinato la vittoria.
Non ha stravinto e, alla luce di questa considerazione, grande valore assume il contributo di ognuno degli assessori, alcuni dei quali determinanti, se non in termini di voti, senza dubbio di prestigio aggiunto.
Come grande valore assumono anche i pochi voti di qualche consigliere comunale, che deve essere considerato per il prestigio personale, oltre che per la presenza fisica in Consiglio.
A qualcuno, l’omissione di un coinvolgimento della squadra, per uno che di squadra ha vissuto, non è piaciuto, il Sindaco ha ammesso che ci può essere qualche mal di pancia, deve stare attento che non si trasformi in intossicazione.

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