I varchi elettronici a Ibla potrebbero mettere in crisi l’amministrazione

Numerose e forti le reazioni in città per l’istituzione di un sistema di varchi elettronici per la ZTL di Ibla.
In settimana sono stati aggiudicati i lavori di realizzazione del sistema di varchi elettronici, con determinazione n. 1953 dell’8 aprile scorso del Settore V – Politiche ambientali, Energetiche, Mobilità per un importo contrattuale di 125.905,26 euro al netto del ribasso del 28,90 % .
L’istituzione di una Zona a Traffico Limitato nel Centro Storico di Ibla di tipo permanente, suddivisa in aree concentriche, da gestire con livelli differenziati di accessibilità per orari e per categorie di utenti e delimitata da n.11 varchi a controllo elettronico, è stata decisa dall’Amministrazione comunale con proprio provvedimento di G. M n. 368 del 27/12/2020.
Già questa ultima data ci permette una prima riflessione, da oltre tre mesi è stata presa questa decisione, a tutti i livelli se ne parla solo ora, favorevoli e contrari, anche all’interno della stessa giunta e della maggioranza, tengono sotto silenzio i problemi che si sanno già saranno destinati a esplodere, perché non ci sono persone di caratura adeguate ad affermare scelte e non condivisioni, anche a prezzo di farsi da parte.
E possiamo anticipare che un altro bubbone verrà presto fuori, quello della nuova regolamentazione dei dehors, per i quali, in una riunione di maggioranza, ci sono state scintille fra autorevoli componenti.
Ma di tutto questo non si parla, questa amministrazione bada a lavare i panni sporchi in famiglia, con l’illusione che nulla trapeli.
Sulla questione dei varchi elettronici, i commercianti sono già in agitazione, la confusione di voci, di residenti, dei titolari di attività ricettive e di negozi, di comitati e associazioni, acuisce il problema che non viene spiegato nella sua genesi.
Il capogruppo del Partito Democratico, Mario Chiavola, da consigliere di opposizione, fa il suo compitino e interviene, subito, con un comunicato, anticipando tutti.

“Scelta illogica che blinda il quartiere e che in una fase come questa avrà ripercussioni disastrose sul commercio”, afferma Chiavola che aggiunge:
“Abbiamo appreso che l’amministrazione comunale ha aggiudicato i lavori di realizzazione del sistema di varchi elettronici per la Zona a traffico limitato di Ragusa Ibla. La cui attivazione, dunque, è prevista a breve. Una scelta illogica, cervellotica e senza senso che rischia di aggravare, in alcuni casi irrimediabilmente, la condizione economica delle attività commerciali operanti nel quartiere barocco che da circa nove mesi fanno i conti con la crisi dettata dall’attuale situazione pandemica”.
E’ il capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale, Mario Chiavola, ad affermarlo chiarendo che “a questa scelta si sarebbe dovuti arrivare a conclusione di un percorso complessivo, che avrebbe previsto, dapprima, la creazione di nuovi parcheggi (a proposito, che fine ha fatto l’iter del multipiano?) oltre a un vero piano per la mobilità e non certo stabilendo di blindare l’intera area del quartiere che, in questo modo, si trasformerà in un’isola irraggiungibile.
Una blindatura che, secondo noi, non ha senso a maggior ragione in questo periodo drammatico per l’economia locale. E’ come se la Giunta municipale avesse deciso di dare il colpo di grazia definitivo alle varie attività che insistono nell’area più gettonata dell’antico borgo.
No, non è certo questo il modo per rilanciare Ibla. Chiediamo che il provvedimento sia sospeso e che lo stesso diventi il frutto di un ragionamento più complessivo.
Così come è necessario rivedere la cervellotica segnaletica stradale che, al momento, sta creando più di qualche grattacapo ai residenti e agli operatori dell’antico quartiere”.

Il problema del traffico a Ibla è antico è non è risolvibile, se non in maniera globale: i residenti vogliono la calma, non vogliono traffico e pretendono di trovare parcheggio sotto casa, anche volendo i parcheggi non sono sufficienti, forse, nemmeno per gli stessi residenti, non c’è un piano di mobilità alternativa e sostenibile, chi ha la proprietà dei locali li affitta a peso d’oro ma non sopporta traffico e odore di patatine fritte, i commercianti si affollano a Ibla e pretendono sempre di più, in molti casi legittimamente, poi c’è il gioco dei politici e dei pseudo politici in cerca di consensi e di voti che, talvolta, hanno già ottenuto, che si schierano dalla parte dei residenti, o dalla parte dei commercianti ma non lo dicono a chiare lettere.
In ultimo c’è chi gioca sporco, parlando con i commercianti e con i residenti , ma dicendo cose diverse.
Una soluzione definitiva lascerà comunque scontente molte persone, il problema è acuito dal fatto che la genesi di questo ingarbugliato provvedimento nasce da un progetto dell’assessore allo sviluppo economico Licitra, che anche in questo caso ha mostrato enormi limiti nella sua azione politica, addentrandosi in materie della giunta che non sono sue e non risolvendo nemmeno i problemi di competenza del suo assessorato, trasporti e mobilità alternativa.
Ora si aggiungeranno anche i problemi dei dehors, per i quali si preannunciano altre scelte sbagliate, andiamo incontro ad una stagione di polemiche non da poco, quando e se ci sarà una riapertura libera delle attività commerciali, per una vera ripresa economica non si dovranno porre cervellotiche limitazioni.
La complessità del problema rischia di far inciampare tutta la giunta, ci sono troppe attività legate alla ristorazione e alla ricettività. Ibla come centro di attrazione culturale non può sostenere traffici turistici inadeguati alle dimensioni e alla conformazione del territorio del quartiere, ci sono locali che all’interno hanno 30 posti e con lo spazio all’esterno si trasformano in locali da 100 persone, anche volendo tutelare diritti ed esigenze dei commercianti, sono flussi che non si possono sostenere, per cui ci vogliono, a maggior ragione, scelte competenti e tecnicamente appropriate.
Sullo sfondo di tutto, il silenzio, che indispone, dell’amministrazione, sul parcheggio pluripiano, una questione irrisolta, l’amministrazione è sì in balia del fallimentare governo regionale ma non dice nulla su come stanno le cose per le famose autorizzazioni, ormai diventate una farsa napoletana.
Ma l’assessore è un amico e non possiamo alzare la voce contro l’inconcludenza.

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