A Modica, opposizioni morbide per la piscina comunale, interviene l’on.le Stefania Campo

La scandalosa situazione della piscina comunale di Modica, forse, non fa nemmeno testo fra le mille criticità di una amministrazione ormai alla frutta, ma non meno strano è il fondamentale silenzio delle opposizioni che dovrebbero sollevare i cittadini di fronte alle promesse tradite della sindaca e ai silenzi di tutta l’amministrazione che pensa, piuttosto a becere beghe interne piuttosto che sollecitare i vertici comunali ad un lavoro almeno dignitoso, in una città che pensa più al fantasioso ritorno del tribunale che ad una piscina importantissima per i giovani e i cittadini tutti, in genere.

E, in questa situazione, è l’on.le Stefania Campo, deputata regionale del Movimento 5 Stelle, che nemmeno è presente in Consiglio comunale, a farsi carico di portare attenzione l’assurda condizione che vivono i cittadini modicani fra ““Promesse tradite, silenzio sugli atti e nessuna data certa”

«A ottobre dello scorso anno la sindaca Maria Monisteri assicurava che la piscina comunale di Modica avrebbe riaperto nel più breve tempo possibile. A gennaio venivano fornite ulteriori rassicurazioni sulla ripresa delle attività nel giro di pochi mesi. Oggi, però, siamo alle porte dell’estate e la piscina comunale è ancora chiusa, senza che cittadini e famiglie abbiano ricevuto informazioni chiare sulle reali ragioni di questo ritardo».

Lo rileva la deputata regionale del Movimento 5 Stelle Stefania Campo che, assieme al gruppo territoriale del Movimento, torna sulla vicenda della piscina comunale di Modica, chiusa da troppo tempo, nonostante il completamento dei lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico.

«Fin dall’inizio avevamo espresso il timore che quella che veniva presentata come una chiusura temporanea rischiasse di protrarsi per anni. La piscina non è una semplice struttura sportiva, ma una macchina complessa – dice Stefania Campo, insieme al rappresentante territoriale Saro Tribastone -.
Revocare una concessione, sapendo che ne sarebbe quasi certamente scaturito un contenzioso, senza avere una soluzione chiara e immediata per garantire la continuità del servizio, si è rivelata una scelta che ha penalizzato esclusivamente i cittadini, privandoli di un servizio importante per il territorio e le famiglie.
Oggi quelle preoccupazioni sono diventate realtà.
Da mesi continuano ad arrivare segnalazioni da parte di famiglie, utenti e operatori sportivi che chiedono semplicemente di sapere quando la struttura potrà tornare a svolgere il proprio ruolo al servizio della città».

La deputata Campo ricorda inoltre di avere effettuato un sopralluogo nella struttura già nel novembre 2025, ricevendo in quell’occasione rassicurazioni sui tempi della riapertura da parte dell’assessore competente.

«Da allora non è arrivata alcuna data certa, alcun cronoprogramma pubblico e alcuna spiegazione dettagliata sulle procedure che starebbero impedendo la riapertura dell’impianto.
Ancora più grave è il fatto che alle richieste di accesso agli atti da me presentate nell’esercizio delle mie funzioni istituzionali non sia mai stato dato riscontro.
Una situazione che mi ha costretta a segnalare la vicenda all’ANAC, alla Prefettura di Ragusa e al Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune di Modica.
Parliamo di una struttura pubblica utilizzata da centinaia di cittadini, bambini, ragazzi e famiglie che oggi sono costretti a spostarsi nei comuni limitrofi per poter usufruire del servizio; c’è persino chi si reca in provincia di Siracusa.
Per questo motivo non è più accettabile continuare a navigare nell’incertezza. Se esistono problemi amministrativi o procedurali, l’amministrazione ha il dovere di spiegarli pubblicamente e di indicare tempi certi per la loro risoluzione.
C’è poi un ulteriore aspetto che merita chiarezza: la chiusura della struttura è avvenuta dopo che erano stati investiti ingenti fondi pubblici per il suo ammodernamento.
La sindaca è consapevole che mantenere chiusa la piscina significa esporla a un progressivo deterioramento e vanificare, almeno in parte, gli investimenti effettuati con risorse pubbliche?
Non è così che si amministra una città importante come Modica. Non è così che si rispetta una comunità che ha diritto a servizi pubblici ben funzionanti, trasparenza ed efficienza amministrativa».

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