Per l’Unione Europea il Piano Regolatore Generale di Ragusa è da rifare con più natura e meno cemento
Come più volte sostenuto da Legambiente, a Ragusa non può più essere consumato suolo, occorre prevedere interventi di de-impermeabilizzazione e un piano urbano comunale della natura.
Legambiente chiede che Il PRG sia prontamente adeguato agli obiettivi del regolamento UE 2024/1991 e riadottato nuovamente dal Consiglio Comunale.
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE il 18/8/2024 è diventato operativo il Regolamento UE 2024/1991.
Le misure previste dal Regolamento comportano automaticamente l’aggiornamento degli strumenti urbanistici e edilizi in linea con gli obiettivi unionali e con gli indirizzi della Carta costituzionale (art. 9 e 41), del Piano per la Transizione Ecologica (PTE) e della Strategia nazionale del Verde Urbano.
Di conseguenza il comune di Ragusa dovrà adeguare il PRG agli obiettivi del regolamento UE 2024/1991 e ci sarà bisogno di un altro voto del consiglio comunale.
Il Regolamento stabilisce un quadro legislativo direttamente esecutivo, per il ripristino degli ecosistemi urbani.
Il Regolamento – afferma il presidente di Legambiente Ragusa, Angelo Rinollo – è un atto legislativo vincolante, direttamente applicabile e non richiede atti di recepimento nazionale.
Per questo i suoi obiettivi sono giuridicamente vincolanti e determinano obblighi che prevalgono sulle disposizioni nazionali, incluse le norme urbanistiche e edilizie comunali, che devono essere disapplicate qualora cadano in contrasto con essi, anche nelle more di un aggiornamento degli strumenti urbanistici ed edilizi.
I comuni potranno prevedere l’annullamento o la riduzione delle previsioni trasformative in ragione degli obiettivi del Regolamento attraverso la revisione o l’aggiornamento dei vigenti strumenti urbanistici ed edilizi.
Il comune di Ragusa, di conseguenza, al fine di migliorare la capacità di adattamento dell’ecosistema urbano e mitigare gli effetti del dissesto idrogeologico e del cambiamento climatico, anche nelle more dell’aggiornamento degli strumenti edilizi e urbanistici è tenuto a rispettare nelle pratiche amministrative quanto previsto del Regolamento in termini di non riduzione di spazi verdi urbani e di copertura arborea tra il 2024 e il 2030 e del loro incremento dal 2031.
L’azione amministrativa del comune di Ragusa deve quindi evitare atti contrari agli obblighi comunitari. Ciò porta alla necessità di aggiornare gli strumenti urbanistici ed edilizi, che non possono prevedere la riduzione di spazi verdi e di copertura arborea rispetto ai livelli del 2024, devono prevedere di fare compensazione ecologica di eventuali interventi già autorizzati e di individuare i suoli in cui aumentare la presenza di spazi verdi e di copertura arborea attraverso interventi di depavimentazione e rinverdimento ai fini della compensazione.
Tale aggiornamento ha anche lo scopo di evitare che le aree classificate come spazi verdi o copertura arborea potenzialmente destinate al loro incremento dopo il 2030 siano interessate da previsioni di trasformazione. Conseguentemente, si prevede che non possano essere rilasciati titoli abilitativi edilizi che comportino una riduzione netta degli spazi verdi e di copertura arborea o un danno funzionale e strutturale al suolo, inteso come luogo di rispristino degli stessi, oltre che, come componente essenziale dell’ecosistema.
Il Comune di Ragusa dovrà individuare le aree di incremento di spazi verdi e la copertura arborea puntando, in ordine temporale, prima alla riduzione del suolo consumato e alla depavimentazione con il ripristino di terreno naturale e, poi, all’incremento della componente vegetale e/o arborea.
Per tali motivi, in base all’art. 288 del TFUE, le aree classificate come spazi verdi urbani (così come individuati dall’art. 3 del regolamento) o a copertura della volta arborea urbana nelle zone di ecosistemi urbani, in assenza di preventivi interventi di ripristino di superfici almeno equivalenti, rientrano nella categoria dei vincoli conformativi con destinazione a verde priva di indice di edificabilità e come tali devono essere considerati negli strumenti territoriali, urbanistici ed edilizi e negli atti dell’Amministrazione Comunale anche se diversamente previsto negli strumenti previgenti da aggiornare.
Per il conseguimento dell’obiettivo di “nessuna perdita netta” entro il 2030, si opera, prevalentemente, con l’attuazione di misure di salvaguardia.
Queste includono l’aggiornamento degli strumenti urbanistici ed edilizi, quali il Regolamento del verde che prenderebbe la forma del Regolamento della natura urbana, mediante l’eliminazione delle previsioni che comportano riduzioni di spazi verdi urbani (Urban Green Space – UGS) e copertura arborea (Urban Tree Canopy Cover – UTC) rispetto ai livelli del 2024, nonché la sospensione, fino al primo monitoraggio ufficiale, delle trasformazioni urbanistiche ed edilizie incidenti su tali aree, dovendosi escludere il rilascio di titoli edilizi che determinino una perdita netta di UGS e UTC in assenza di misure di ripristino compensativo, da realizzare preventivamente e con equivalenza ecologica nello stesso ambito comunale.
Il comune di Ragusa – conclude il componente del direttivo Legambiente Ragusa dott. Claudio Conti – dovrà riadottare un nuovo Regolamento della natura urbana che sia coerente con gli obiettivi unionali, individuare le aree idonee all’aumento di Spazio Verde Urbano e Copertura della Chioma Arborea urbana e predisporre il piano urbano comunale della natura, integrato nella pianificazione urbanistica (misure di pianificazione), privilegiando la riduzione del consumo di suolo e la depavimentazione (misure di ripristino compensativo).
In conclusione – secondo il circolo Legambiente Il Carrubo di Ragusa – le misure di salvaguardia, finalizzate al conseguimento dell’obiettivo di “nessuna perdita netta”, si applicano entro i limiti amministrativi del comune di Ragusa e in tale ambito, le superfici classificate come spazi verdi urbani e quelle caratterizzate da copertura arborea sono assoggettate a vincoli conformativi, privi di capacità edificatoria, e devono essere recepite negli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, costituendo riferimento per l’attuazione dell’obiettivo di azzeramento della perdita netta di aree verdi urbane e di copertura arborea.
L’attuazione delle misure di salvaguardia è supportata da un sistema nazionale di monitoraggio basato su indicatori comuni, che consente la verifica dei progressi rispetto alla baseline 2024, e deve utilizzare per l’UE dati e servizi ottenuti mediante tecnologie di telerilevamento e osservazione della Terra del nuovo portale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Copernicus Data Space Ecosystem.
Ragusa, 7 giugno 2026
