Fondi regionali per i Comuni sede di siti UNESCO, la consigliera Caruso si illude, ma, siamo certi, non lo pensa, che vengano utilizzati al meglio

Una mozione della consigliera vicepresidente del Consiglio comunale di Ragusa, Rossana Caruso, per impegnare l’amministrazione a utilizzare in modo mirato e strategico le risorse assegnate dalla Regione ai Comuni sede di siti Unesco.
La mozione è scritta bene, come altrimenti non saprebbe fare la Caruso, tanto bene da poter essere assimilata al testo di una tesi di laurea che pochi sapranno apprezzare e ancor meno valorizzarla.
Ma siamo certi che nemmeno la consigliera, stante gli amministratori che li dovranno utilizzare, si illude che i fondi a disposizione verranno utilizzati bene, del resto, abituati a ben altre cifre per il patrimonio artistico architettonico della città, li spenderanno come per comprare bicchieri e piatti di carta.

Sono 162.741 euro a servire esclusivamente alla valorizzazione culturale e del patrimonio artistico e museale.
Come pochi hanno saputo fare nel tempo, la Caruso sottolinea che “Ragusa è parte integrante del sito Unesco “Le città tardo barocche del Val di Noto”, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’Umanità per il suo straordinario valore storico, artistico e architettonico.”. Non ci propina, come sanno fanno ignorantemente in tanti, la storiella dei 18 Monumenti Unesco o dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
Auspica, con una dose forse eccessiva di fiducia, che si dovrebbe saper cogliere l’occasione con responsabilità, ma visto come sono andate, negli anni, le cose per la gestione dei fondi della legge su Ibla, viene solo da sorridere.
Con i fondi della Legge su Ibla, accertato da una apposita Commissione di Indagine, sono stati acquistati camion usati per la raccolta dei rifiuti e pagate spese di personale, volete, ora, che qualcuno si metta in quantunque per utilizzare 162 mila e settecento euro?

La mozione sottolinea come il centro storico e Ragusa Ibla rappresentino il cuore identitario della città, il luogo dove si concentra la maggior parte del patrimonio monumentale. Per questo, Caruso propone che le risorse siano destinate prioritariamente a un programma organico di valorizzazione culturale, capace di rafforzare la partecipazione dei cittadini, sostenere la vivibilità del centro storico e accrescere l’attrattività turistica.

«Dobbiamo investire in iniziative che rendano i nostri luoghi della cultura più accessibili e più vivi — prosegue Caruso —. Penso ad aperture straordinarie serali e festive, a visite guidate gratuite, a percorsi culturali che raccontino la storia e l’identità di Ragusa. Penso soprattutto ai giovani: è fondamentale coinvolgere le scuole, creare laboratori, attività educative, strumenti che permettano alle nuove generazioni di conoscere davvero il patrimonio che hanno ereditato».

La mozione chiede inoltre di coinvolgere attivamente associazioni culturali, guide turistiche abilitate, istituti scolastici e realtà del territorio, così da costruire un percorso condiviso e partecipato.
«La cultura — aggiunge Caruso — è un bene comune. E come tale va progettata insieme alla comunità. Le risorse pubbliche devono generare valore, non iniziative isolate o episodiche».

E infine, tra gli impegni richiesti alla Giunta, anche ipotesi che, a noi ,sembrano solo provocatorie, considerati i destinatari e la loro storia politica: la predisposizione di un programma pubblico e trasparente sull’utilizzo dei fondi, con l’indicazione degli interventi previsti, dei relativi costi e degli obiettivi culturali perseguiti, oltre a una relazione finale al Consiglio comunale sui risultati ottenuti. Pura utopia.
«Questa mozione — conclude Caruso — vuole essere uno stimolo e un atto di responsabilità. Ragusa possiede un patrimonio unico, riconosciuto nel mondo. Sta a noi valorizzarlo, renderlo vivo, farne un motore di crescita culturale e sociale. È un dovere verso la città e verso chi la abita».

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