Rubrica “Si alza il Sipario su…” a cura della Fondazione Teatro Carlo Terron – Regione Sicilia e dell’Osservatorio Interpartitico Pari Opportunità

Viaggio nel mondo della donna… Malala

Fin dal passato la donna è stata vista come un essere inferiore all’uomo, come una semplice e debole creatura a cui erano concessi pochi diritti e poche libertà, in quanto gli unici doveri della donna erano quelli di badare ai figli, compiacere il marito e provvedere al mantenimento della casa.
D’altronde non poteva far altro: non le era concesso partecipare alla vita politica, non le era permesso esprimere le sue idee o utilizzare le sue doti, le sue capacità o potenzialità, non le era concesso avere dei progetti, nutrire delle prospettive o semplicemente fantasticare sulla vita, sulla SUA vita, una vita incatenata ad una realtà non desiderata, una vita fatta di sacrifici e rinunce, una vita dedicata alla famiglia e mai a se stessa.. uno stile di vita sbagliato, che le era stato imposto e che per secoli ha oppresso la figura e il ruolo della donna.
Basti pensare che, in alcune società, alla donna non veniva neppur concesso uscire di casa.
Ma, nonostante la società abbia sempre provato ad opprimere l’intelligenza, la perspicacia e la forza femminile, nel tempo ci sono state grandi figure femminili che hanno lottato per ottenere i diritti ed hanno illuminato il cammino dell’umanità:  Giovanna D’Arco, Evita Peròn,  Golda Meir, Anna Eleanor Roosevelt, Madre Teresa di Calcutta, Rita Levi Montalcini.
E, come loro, tante altre che hanno messo cuore ed anima in una “battaglia” sociale, che cambierà per sempre la figura della donna.
E, proprio grazie all’intervento di queste eroine, col tempo, numerose e diverse società cominciano a riconoscere alla donna diritti e capacità, concedendole ruoli rilevanti nel mondo del lavoro e, soprattutto, la parità all’uomo.
Così una figura, che per secoli non ha avuto diritti e libertà, può oggi essere soprattutto padrona della sua stessa vita.
Purtroppo, ancora oggi,vi sono delle civiltà in cui la donna viene discriminata ed emarginata, civiltà come quella islamica.
Nella civiltà islamica alla donna vengono attribuiti diritti e rispetto e, inoltre, essa è pari all’uomo: questo dal punto di vista religioso, ma sul piano sociale la realtà è più che sconcertante.
Le donne sono tuttora umiliate e private persino di libertà come quella d’espressione e di parola; non possono, inoltre, far carriera o ricoprire dei ruoli all’interno della società, non possono neppure procedere negli studi. In questa società la donna ancora non ha il potere di decidere il proprio destino.
Ma, fortunatamente, ancora oggi ci sono donne che lottano e credono in un futuro migliore, donne che, fin da giovani, devono avere la forza di battersi per i propri diritti, per difendersi da una dura realtà a cui sembra impossibile sfuggire.
Questo è il caso di Malala Yousafzai, una giovane donna che lotta per se stessa e per tutte le donne che non hanno voce nel mondo.
Malala Yousafzai è una studentessa e attivista pakistana, conosciuta dal mondo all’età di 11 anni, per un blog per la BBC, nel quale denunciava la negazione di alcuni diritti fondamentali ad opera dei Talebani, “denuncia” grazie alla quale viene nominata per l’International Children’s Peace Prize.
Ma il coraggio dimostrato dalla ragazzina nella sua battaglia per i diritti umani è proprio il motivo per cui il 9 Ottobre 2012 viene gravemente ferita alla testa e al collo da uomini armati, che le sparano a bordo dell’autobus con cui torna a casa da scuola.
Miracolosamente sopravvissuta, il 10 Ottobre 2013, Malala è insignita del premio Sakharov per la libertà di pensiero, premio datole per la sua natura eroica e per la sua determinazione nel difendere i diritti umani. Il 10 Ottobre 2014, durante la lezione di chimica, la ragazzina è stravolta da una notizia straordinaria: la sua professoressa le annuncia che ha vinto il premio Nobel per la pace.
Nonostante la giovane età, ha dimostrato un grande coraggio, opponendosi al divieto di andare a scuola imposto dai militanti alle bambine, difendendo tale diritto a costo della sua stessa vita.
Malala, in uno dei suoi discorsi, ha affermato di dedicare il premio a tutti i bambini che non hanno voce e ai ragazzi in tutto il mondo che lottano per il diritto allo studio e per un futuro migliore.
Così, grazie alle donne coraggiose, nonostante la cattiveria, anzi la crudeltà della gente, i diritti trionfano.
E’ questo il caso di Malala, una ragazzina dotata di una grande forza d’animo e coraggio che difende i diritti armata di sola determinazione e voglia di giustizia!
E anche se questo è solo un piccolo passo verso la giustizia, si sa che sono proprio le singole gocce a dar vita all’oceano!

Arianna Saladino e Rossella Licari

Classe III C SIA   –   Istituto Tecnico Statale “G. Garibaldi” Marsala

Docente Referente: Maria Rita Bellafiore

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