Gli adolescenti e… il castello di sabbia
L’adolescenza è l’età della spensieratezza, dei continui cambiamenti, delle prime scoperte, delle insicurezze e anche dei primi amori. È una fase di passaggio in cui talvolta si è “con la testa fra le nuvole”, ma si è anche obbligati ad affrontare alcune problematiche come “conoscere il mondo” o, meglio, scoprirlo.
Non parliamo poi dei primi amori, quelli belli da morire, quando un attimo sei felice e l’attimo dopo piangi: le prime farfalle allo stomaco e le prime guance rosse come peperoni.
Ma non mancano anche i momenti brutti, come quando si è insicuri, si ha la paura di non essere accettati per l’aspetto fisico, per le proprie idee, per il proprio rendimento scolastico. A ciò si aggiungono i cambiamenti fisici, ma, anche, caratteriali, i primi brufoli e i primi sbalzi d’umore, conditi per lo più da risposte brusche ed ostili, come per dire “è la mia vita, non ti riguarda!”.
E sono proprio i genitori che, a volte, in modo inopportuno, criticano i nostri comportamenti e non condividono i nostri malumori e le nostre convinzioni. Ripetono in continuazione che loro, alla nostra età, portavano il così detto “pane a casa” e ci rimproverano perché siamo sempre ad inviare messaggi con il cellulare fra le mani. Gli adulti, però, dovrebbero imparare a rispettare i nostri bisogni, anche se non è un’impresa facile.
È forse colpa nostra se siamo nati nel periodo di Whatsapp e Facebook? Perché noi giovani non dovremmo vivere con serenità e spensieratezza la nostra adolescenza? Tanto, questi anni, detti spensierati, non torneranno più e, se non ci divertiamo adesso o se non cominciamo adesso le solite “pazzie”, quando dovremmo farlo?
È ovvio che esistono momenti belli, pieni di gioia e altrettanti momenti brutti e tristi. Ci si fa strada così, affrontando con coraggio le discrepanze della vita, per crearsi una propria identità. È quel processo di maturazione necessario per divenire se stessi. Allora perché gli adolescenti vengono definiti solo in negativo? Forse i genitori non sono stati pure degli adolescenti? Non hanno avuto anche loro paura di vivere dei fallimenti? Non sono stati anche loro sospesi sul ciglio di un burrone?
Gli adulti mostrano, talvolta, un atteggiamento ambiguo nei confronti degli adolescenti. Da un lato li esaltano, mentre, dall’altro rimproverano loro di essere immaturi e senza voglia di fare nulla.
Ma gli adolescenti non sono apatici, anzi sono ricchi di forza, di promesse, di vita. I quindici anni, nella vita di ogni individuo, sono proprio gli anni in cui vengono compiute le scelte sociali che determineranno i percorsi futuri. E le loro risposte (per lo più “non so”) sono dettate dal loro essere incerti: continuare o meno gli studi, imboccare percorsi brevi oppure lunghi, quale voce ascoltare tra le poche o tante che si sentono in dovere di distribuire consigli.
Ciò nondimeno, il bello dell’adolescenza sta nel concepire la propria vita come un gioco indefinito di possibilità che può portare a moltissimi volti, indipendentemente dalla positività o negatività degli stessi. Ecco perché gli adolescenti con la loro lentezza, con la loro passività, con i loro sguardi contemplativi piacciono: essi hanno la stessa delicata e tenera grazia di un bambino che costruisce il suo castello di sabbia sulla riva del mare.
Valeria Mazzara
Classe II D – Istituto Tecnico Statale ”Garibaldi” Marsala
Docente che ha curato la correzione: Caterina Parisi
Docente Referente: Maria Rita Bellafiore
