Dopo la sconfitta, cocente perché del tutto inaspettata, alle regionali, dopo la perdita di Ragusa, primo capoluogo amministrato dai 5 Stelle, nonostante il plebiscitario e diffuso consenso alle nazionali, i 5 Stelle di Sicilia sono in evidenti difficoltà, a stento tenute sotto silenzio per i grossi limiti del governo regionale che permette una visibilità alternativa dei 5 Stelle che oscura altri problemi.
Il consenso delle ultime elezioni è troppo ampio per destare preoccupazioni, ma si è consapevoli di come l’elettorato deluso può facilmente dirottare il voto.
Nel sud est della Sicilia la supremazia dei 5 Stelle è stata netta, il popolo, la base del Movimento, aspetterebbe risultati, tanto più che al governo ci sono i 5 Stelle e, segnatamente, in Ministeri importanti per il Sud.
Toninelli alle infrastrutture, ai lavori pubblici, Barbara Lezzi appunto Ministro per il Sud, poi ci sono la Grillo e Bonafede, siciliani, Di Maio che va e viene dalla Sicilia e Cancelleri che dovrebbe essere il plenipotenziario nell’isola.
Con questa squadra ci si aspetterebbe di avere notizie esaustive per l’autostrada Siracusa-Gela, per il suo completamento, una infrastruttura che copre i territori dove il consenso è stato straripante.
Silenzio imbarazzante.
Per la Ragusa- Catania situazione ancora più imbarazzante, se non altro perché i 5 Stelle avrebbero dovuto sgombrare subito il campo dai vari intoppi burocratici e, soprattutto, dire cosa manca.
Invece la situazione sarà ingarbugliata oltre maniera, perché dai comunicati e dai post si evincono non meglio precisate difficoltà per l’avvio dei cantieri, ostacoli da superare per i quali si devono trovare soluzioni.
Per non parlare d’altro, si tira fuori la sostenibilità socio/economica del pedaggio, in rapporto al territorio, dell’impatto economico della tariffa, tutte cose che, se ci fosse serietà nei confronti del popolo, si potrebbero discutere nel corso degli anni necessari per costruire l’opera.
E di questi argomenti virtuali si fanno interpreti, per come si legge sulla stampa, onorevoli come la Lorefice e un certo Ficara che diramano un comunicato, a noi non pervenuto, per ripetere il ritornello, peraltro oggetto dei comunicati dei partecipanti alla riunione romana, nel corso della quale, ancora una volta, il Ministro per il Sud, Lezzi, forse con la mente ancora impegnata per le false promesse elettorali sulla TAP della Puglia, non è in grado di assicurare chiarimenti, né tantomeno impegni per la Ragusa-Catania, in pratica nulla di nuovo rispetto al passato.
Più difficoltà di queste non ci potrebbero essere.
O, forse, sì, perché c’è un’altra questione che ci riguarda da vicino, non da vicinissimo, ed è quella del MUOS.
Premettiamo, e lo abbiamo anche scritto in tempi non sospetti, che siamo di quelli convinti che se gli americani hanno deciso di impiantare le antenne del MUOS a Niscemi è più probabile, a questo punto, che se ne vadano i siciliani che non le antenne paraboliche.
Però, non dobbiamo dimenticare che dal balcone di Palazzo dell’Aquila sventolava la bandiera NO MUOS, l’interno del palazzo era tappezzato da bandiere NO MUOS fin dentro l’aula consiliare, assessori e consiglieri comunali percorrevano a piedi le trazzere della sugherata di Niscemi per portare la protesta dei 5 Stelle di Ragusa contro le antenne e per invitare gli americani a tornare a casa.
Come per la TAP e la TAV, anche le antenne del MUOS erano da esorcizzare, almeno così ci raccontavano i leader del Movimento, oggi governanti, ministri e vicepresidenti del consiglio.
Dello stesso parere quelli del coordinamento regionale dei Comitati NO MUOS che oggi dicono: “L’unica novità possibile è lo smantellamento!”
Si parla del MUOS perché Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle, ha liquidato le domande dei giornalisti sull’impianto satellitare, durante la sua ultima visita in Sicilia, con delle parole ritenute sibilline “Sul Muos di Niscemi nei prossimi giorni ci saranno novità”.
Dicono, quelli del Coordinamento regionale dei Comitati NO MUOS, in una nota:
Quella che potremmo definire una non-presa di posizione scaturisce da una settimana infuocata per il M5S a seguito del tradimento delle tante promesse elettorali nei confronti dei comitati e delle organizzazioni che si oppongono alle grandi opere inutili.
Negli scorsi giorni anche noi abbiamo detto la nostra, sottolineando la completa continuità del governo gialloverde coi governi precedenti.
Sia per quanto riguarda i nuovi lavori che dovrebbero essere svolti all’interno della base, sia nell’atteggiamento del Ministero della Difesa (a guida pentastellata).
In particolare, denunciamo la posizione smaccatamente pro-muos assunta dall’avvocatura dello stato nel procedimento di revocazione nel corso del procedimento di revocazione di fronte il CGA di Palermo.
Con una memoria difensiva infatti l’avvocato Pollara, lo stesso che negli anni scorsi ha rappresentato i governi precedenti, ha nuovamente chiesto il rigetto delle nostre domande che mirano a far dichiarare il Muos illegittimo.
Esattamente come quando alla guida di questo c’era il Partito Democratico.
Faraone (Pd) improvvisamente si scaglia contro il Muos, Faraone (Pd) fa finta di non sapere che il suo partito ha la responsabilità politica dell’autorizzazione, costruzione e attivazione del Muos.
Ma allora quali potrebbero essere queste novità annunciate da Di Maio?
Gli annunci spesso hanno l’effetto di caricare di notevoli aspettative il pubblico a cui si rivolgono. Allo stesso modo, però, accade spesso, soprattutto quando questi provengono dalla bocca di politici e governanti, che maggiore sia l’aspettativa, tremenda sia la delusione.
Lo dichiariamo subito: noi non abbiamo governi amici. Ed è la nostra storia a parlare per noi.
Analizzando la situazione attuale non vorremmo placare gli entusiasmi ma ci teniamo a ribadire la nostra concretezza: ci battiamo per lo smantellamento del Muos e di tutta la base di Niscemi.
Questa è la nostra posizione, da sempre inequivocabile.
Ed è questa l’unica novità possibile in questa vicenda, non ci fidiamo di giochetti e tatticismi che servono solo a mantenere il Muos in vita.
Ogni altra “novità” sarà un tassello del gioco delle parti a cui tutti gli altri governi ci hanno abituati.
Se Di Maio, con il suo annuncio, intende semplicemente riferirsi a un cambio di rotta nella strategia processuale di fronte il CGA sappia che per noi si tratta di un atto dovuto e consequenziale rispetto alle parole del Movimento 5 Stelle.
Un atto, tra l’altro, stimolato dalle nostre denunce e assolutamente insufficiente.
Al momento, dopo le parole della ministra della difesa Trenta (M5S) che ha ribadito la posizione pro-muos del proprio ministero, questo ci sembra l’unico scenario realistico.
Lo smantellamento del Muos e delle 46 antenne è l’unica novità possibile, il resto è tatticismo politichese e non sappiamo che farcene.
Sarà una partita tutta da vedere e da giocare, alla luce delle aspettative del popolo NO MUOS e delle parole dell’onorevole ambientalista grillino Trizzino, che, in replica alla nota su riportata, sminuisce le parole del Ministro della Difesa, la grillina Trenta, e assicura che, presto, Di Maio annuncerà lo smantellamento del MUOS, ipotesi ritenuta irrealizzabile, invece, da esponenti del PD e di Forza Italia.
