Quello di lunedì 10 febbraio si può considerare il Consiglio comunale delle certezze, ancorché siano, ormai, patrimonio di molti cittadini.
L’amministrazione, in virtù del risultato elettorale, può guidare e guida la città in totale assenza di condivisione, anche nei confronti della sua maggioranza che spesso, se non sempre, viene solo portata a conoscenza, delle scelte e delle decisioni, a cose fatte.
Lo permette il sistema, che lascia ampi margini discrezionali e numerici di maggioranza, al sindaco e alla giunta che, a loro volta, godono di incondizionata fiducia da parte dei consiglieri alleati che approvano ogni posizione incondizionatamente.
In fondo, non c’è nulla di particolarmente strano, governano in forza dei numeri, una scelta, ormai collaudata da tempo, è quella di boicottare ogni iniziativa delle minoranze, di solito espresse in aula con atti di indirizzo, mozioni e ordini del giorno; con una azione concentrica dei centurioni, dei cantori del sindaco, che si arrampicano prevalentemente sugli specchi, sono intenti a smontare ogni proposta per la quale gli amministratori trovano sempre le motivazioni per vanificarla, per non permettere ogni minimo protagonismo degli avversari
Fino a poco tempo fa si usava la strategia di affermare: “ci stiamo lavorando”, “ci avevamo pensato noi”, “era nel nostro programma”.
Ieri, in aula, più di una volta, è emersa la nuova strategia delle priorità, ancorché valida e meritevole di interesse, una proposta, una iniziativa, non possono impegnare l’amministrazione, devono essere inserite in una programmazione della giunta in virtù del quale indirizzo politico gli uffici stabiliscono delle priorità.
Per andare sul pratico, se un consigliere sottopone all’attenzione un problema di sicurezza, di mancati controlli, di viabilità, l’aula non è il luogo deputato ad accogliere le singole istanze che devono essere sottoposte, invece, all’assessore al ramo che, dopo averle valutate le inserirà nella programmazione di settore, lasciando agli uffici la valutazione delle priorità.
Addirittura, come massimo sberleffo alle minoranze, l’assessore Giuffrida, su precisa richiesta del capogruppo del Partito Democratico, ha affermato di non conoscere le varie priorità, di stretta competenza dei dirigenti e dei funzionari.
È accaduto, così, ieri, che le segnalazioni del consigliere Firrincieli per l’esigenza di passaggi pedonali rialzati o di controlli per eccessiva velocità in città non possono avere seguito, se non per essere inserite nell’elenco delle priorità. Anche l’emergenza per i furti e i danneggiamenti nell’area degli Istituti ‘Fermi’ e ‘Besta’ va messa in fila con le altre identiche emergenze per altri istituti, per cui si è imposto di modificare l’atto, per approvarlo, rimandando ad un piano generale di videosorveglianza e di controlli della Polizia Locale, per tutti gli istituti.
In sostanza, si trovano sempre i motivi per non accogliere le istanze dei consiglieri di minoranza, bollate quasi sempre come non allineate alle linee programmatiche dell’amministrazione.
Anche se l’emergenza è segnalata solo nell’area del ‘Fermi’ e del ‘Besta’, si rimanda ad un piano generale di ipotetica realizzazione.
Come vedremo appresso, nessuna preclusione, invece, per le istanze di consiglieri di maggioranza, ancorché discutibili.
Stessa sorte per la mozione del consigliere Calabrese a sostegno del settore alberghiero di Ragusa, in difficoltà per la pressione fiscale e per la concorrenza delle piccole strutture ricettive, mirante a ridurre l’IMU al minimo consentito e la TARI, abbassando la percentuale sugli immobili di categoria D2 alberghi.
Atto rinviato dallo stesso presentatore, anche per un opportuno confronto con la categoria, anche per le condizioni poste in maniera garbata e civile, senza la spocchia dei centurioni del sindaco, che ha fatto notare le difficoltà di operare facilmente sulla materia tributaria.
Quindi tattica stringente della maggioranza sulle minoranze che, dopo tanto tempo, non desistono dall’insistere nel tentivo vano di vedersi approvati atti da sbandierare ai propri sostenitori.
Non ci sogneremmo di indicare ai consiglieri di minoranza come fare opposizione, anche se è di tutta evidenza che molti dovrebbero andare a scuola di politica.
Ma un particolare lo dobbiamo fare rilevare : ieri erano assenti i consiglieri Gurrieri e Buscemi, presenti in aula solo 12 consiglieri della maggioranza, non ci sarebbe stato il numero legale per aprire e continuare la seduta.
Le minoranze si sono giustificate appellandosi al fatto che c’erano da esaminare i loro atti, ma non è la prima volta che si sarebbe potuta mettere in difficoltà la maggioranza, anche solo per un solo segnale politico.
Il tutto per sottolineare l’inadeguatezza della maggioranza a guidare la città in maniera aperta al confronto e alla condivisione, basti pensare che la seduta è stata chiusa per la richiesta della maggioranza di rinviare l’ultimo punto, riguardante l’istanza di riapertura della via Roma, per evidente incapacità di sostenere il confronto su tale delicata tematica.
Limiti enormi anche quelli delle minoranze che, spesso, cercano solo di fare passerella, quasi sempre slegate, disaggregate, non incisive con gli avversari politici e scarsamente attente alle dinamiche dei fatti mergenti, come ieri quando, presenti in aula anche lavoratori dei servizi cimiteriali, hanno sollecitato gli amministratori a intervenire sulle sorti imprevedibili dei lavoratori del servizio, ricevendo la risposta secca dell’assessore al ramo, contro cui nulla hanno potuto obiettare: l’assessore D’asta ha esordito tacciando il consigliere Mauro di dire cose non rispondenti al vero, nessuno degli attuali cimiteriali perderà il lavoro, lo stipendio sarà uguale, è stato solo ridotto l’appalto da 36 mesi a 30 mesi, i servizi sono stati tutti mantenuti, ci saranno solo piccole riduzioni di retribuzione per gli impiegati che saranno mantenuti invece di ricorrere, come si potrebbe, agli impiegati comunali.
“Pensiamo di aver messo al centro dell’attenzione i lavoratori, Io racconto un capitolato diverso da quello che desterebbe preoccupazioni al consigliere Mauro” ha concluso l’assessore D’Asta.
In definitiva, oltre tre ore di seduta con le minoranze che hanno portato a casa il nulla.
