di Cesare Pluchino
Le vicende riguardanti servizi e appalti che devono essere regolati da precise procedure di affidamento tramite gara pubblica, al Comune di Ragusa, stanno assumendo, per usare un eufemismo, toni pirandelliani.
Pochissime procedure si sono risolte positivamente, forse una sola, quella del canile rifugio sanitario, in ogni caso con un lungo strascico di illazioni, rilievi delle opposizioni, riserve sulle procedure e sui requisiti di gara che, dalle nostre parti, secondo alcuni esponenti delle opposizioni, sono fatti apposta per richiamare una sola ditta, qualche volta nemmeno quella.
Il consigliere comunale Maurizio Tumino faceva rilevare l’esigenza di imporre meno restrizioni ai requisiti di gara che, a detta sua, si potevano vincere solo con i buoni auspici del Santo Protettore della Città, San Giovanni Battista. Di certo, molte gare vanno deserte, talvolta i partecipanti si contano sulle dita di una mano, strani sono gli esiti dell’apertura delle buste.
A questo si aggiunga che qualche bando è stato ritirato in autotutela, l’istituto della proroga risulta essere il protagonista della scena ammnistrativa ragusana, ci sono questioni, apparentemente insanabili, per il servizio idrico, per i rifiuti, per la piscina comunale, mentre non sembrano trovare soluzioni accettabili l’affidamento in gestione degli impianti sportivi e quello del Castello di Donnafugata con annesse sedi museali.
Questo è quanto emerge, soprattutto, attraverso i rilievi delle opposizioni che hanno trovato modo di esplicare la politica di minoranza eccependo ogni minima stortura o irregolarità sulla materia.
Ma, ad esaminare bene le questioni, viene fuori una situazione assai deprimente che denota come il cambiamento rischi a di restare solo un’utopia da programma elettorale.
E’ andata a finire che le forze di centrodestra si trovano a tutelare i livelli occupazionali come non fanno nemmeno i partiti di sinistra: quando si è trattato di mantenere il posto di lavoro per 13 lavoratori dell’igiene ambientale furono i consiglieri di centro destra a stare vicini a chi rischiava il posto di lavoro, insieme alla CGIL, mentre addirittura il PD era esplicitamente contrario alla salvaguardia del posto di lavoro per i tredici dipendenti.
Se per i servizi idrici, grazie anche alle nuove tecnologie, si riesce a pianificare il lavoro facendo a meno di 18 unità lavorative, è il centro destra a pretendere che vengano mantenuti i livelli occupazionali.
Per ogni servizio, come per quelli cimiteriali o dell’idrico, si vuole affermare il principio della assoluta tutela dei livelli occupazionali, non sentendo ragioni anche se vengono sollevate questioni poco chiare su assunzioni di favore e strane mansioni di qualche lavoratore che sarebbe utilizzato, dal datore di lavoro, fuori dall’ambito territoriale e di competenza del servizio in appalto, casi che, comunque, sarebbero oggetto di segnalazione in Procura.
Le opposizioni ne fanno materia di esclusiva lotta politica, se la prendono solo con l’amministrazione, senza tirare in ballo i dirigenti e gli uffici che sono, poi, quelli che vergano i capitolati e istruiscono le gare, quelli che in definitiva, per esigenze dettate dalle normative, o da altro, tendono a mantenere lo status quo.
Il cambiamento tanto auspicato dal Movimento 5 Stelle, l’apertura di palazzo dell’Aquila come una scatola di sardine, sembra destinato a restare un’utopia.
Mentre nel caso di servizi essenziali, come per i rifiuti o per l’idrico, si ricorre alle indispensabili, ancorchè criticate, proroghe, ciò non avviene nel caso della piscina comunale che resterà, forse, chiusa ancora per lungo tempo considerato l’esito del tutto atipico della gara, per la quale ben tre cooperative hanno presentato un ribasso del 100%, vale a dire che ci sono imprese disponibili a lavorare gratuitamente per il Comune.
Occorre riconoscere che, alla fine, qualcosa di buono e di novità i pentastellati hanno portato !
