di Cesare Pluchino
Totale mancanza di condivisione partecipata e costruttiva da un parte, malcelata irritazione per ogni intervento, anche marginale, dall’altra
Viene anche da sorridere, perché il canovaccio è sempre lo stesso: iniziative delle opposizioni, in questo caso del gruppo consiliare del PD, che, alla luce di quanto discusso finora, per certi aspetti, assumono connotati tesi più alla ricerca di visibilità politica che non ad un apporto costruttivo.
Questo il testo integrale del comunicato del gruppo consiliare PD a Palazzo dell’Aquila:
“Una raccolta firme per migliorare e potenziare il servizio sulla refezione scolastica.
Sarà attivata dal gruppo consiliare del Partito Democratico (Giorgio Massari, Mario D’Asta e Mario Chiavola) dopo che, proprio in questi giorni, si sta completando la redazione del capitolato d’appalto in ordine alla gara che riguarda il servizio in questione, da tenere nella massima considerazione in quanto erogato all’interno della struttura scolastica e rivolto agli alunni che frequentano le scuole dell’infanzia.
“Abbiamo lanciato la petizione in Consiglio comunale durane la seduta di giovedì scorso. Dopo i continui disservizi e le ripetute inefficienze – chiarisce D’Asta – crediamo che si debba intervenire con una forte raccolta firme dal basso, migliorando e potenziando il servizio stesso per tutelare, sempre di più, la salute e il futuro dei bambini della nostra città.
Per fare ciò è necessario puntare sulla qualità e sulla sicurezza del cibo.
Ecco perché, attraverso la petizione, chiederemo all’Amministrazione comunale di inserire all’interno del capitolato, oltre alla intensificazione dei controlli e delle ispezioni, l’aumento in maniera sensibile della quota procapite per ogni bambino e di passare, quindi, da 3,70 a 5,00 euro a persona con un aumento di circa il 50%.
Ovviamente senza chiedere nulla, economicamente parlando, ai nostri concittadini.
Ma se a causa di passaggi normativi, dovessero verificarsi aumenti del ticket, noi proponiamo, tramite un modello fiscale progressivo, di non andare a vessare le fasce medio-basse, di lasciarle fuori da aumenti e semmai di incidere sulle fasce più alte.
Tutto questo sarà possibile attraverso una rivisitazione delle fasce Isee”.”
Come ha fatto notare, nel comunicato che segue, anche l’assessore al ramo, emergono elementi che si possono considerare archiviati, come l’esperto per il controllo e il costo del pasto portato a 5 euro, che avevano trovato già la piena condivisione dell’amministrazione. D’altra parte è anche scontato che l’elevazione del costo, da solo, non apporta qualità e sicurezza alimentare, mentre sarebbe opportuno rivedere il costo i funzione dei redditi, al fine di favorire le fasce più deboli economicamente. Ma sembra eccessiva una raccolta di firme per cose, queste sì, che sarebbe più opportuno discutere, certo con meno visibilità, in Consiglio Comunale o in Commissione.
Come accennato, arriva subito il comunicato dell’assessore al ramo, Salvatore Martorana, che riportiamo integralmente:
“L’IMPEGNO DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE PER GARANTIRE UN OTTIMALE SERVIZIO DI REFEZIONE SCOLASTICA
“Da tempo questa Amministrazione è al lavoro per garantire un ottimale servizio di refezione scolastica”. Ad affermarlo è l’Assessore alla pubblica istruzione, Salvatore Martorana che, appresa dalla stampa la notizia dell’iniziativa dei consiglieri comunali del Pd di volere farsi promotori di una petizione con la raccolta di firma per chiedere al Comune di migliorare il servizio di refezione scolastica, dichiara:
“Non riesco proprio a capire il senso della proposta dei consiglieri in quanto, al fine di garantire la qualità ed il controllo del servizio, questa Amministrazione comunale ha introdotto la figura dell’esperto che ha il compito di verificare i prodotti alimentari che vengono utilizzati e le fasi di confezionamento dei pasti.
Ci siamo inoltre fatti promotori di diversi incontri con i genitori, decidendo di prevedere la variabilità dei menu proposti ogni giorno, stabilendo un programma mensile.
Si è ancora deciso che dovrà essere esercitato ancora di più un accurato controllo sulla qualità dei prodotti utilizzati e per fare in modo che ciò avvenga, si è pensato di aumentare il costo del pasto da 3 euro e 70 centesimi, importo troppo basso per garantire un minimo standard di qualità, a cinque euro.
Alla luce di quello che abbiamo fatto fino ad oggi, mi chiedo dunque quali siano le proposte innovative che i consiglieri del Pd hanno sulla questione.
Questa Amministrazione quindi, lo ribadisco, ha affrontato con tempestività e serietà tutta la materia ed ha trovato le soluzioni, mai proposte da altri”.
Ineccepibili e legittimi i rilievi dell’assessore per una iniziativa che, per molti versi, ripercorre linee risolutrici già identificate, un dato di fatto l’assoluta insofferenza dello stesso, che viene, comunque, ravvisata senza spirito polemico ma evidenzia la differenza di posizione e di atteggiamento di Martorana, rispetto a quando militava fra i banchi dell’opposizione.
