Incerta la sorte dell’ufficio postale di San Giacomo

di redazione
“Gli uffici postali, in una frazione come San Giacomo, rappresentano molto di più di un semplice servizio per la comunità. Non è quindi accettabile che, con una decisione unilaterale e non concordata con il territorio, si stabilisca, evidentemente solo per motivi economici, la chiusura improvvisa di una vera e propria istituzione di una frazione importante e popolosa di Ragusa.
Per questi motivi ho già attivato un’interlocuzione con il direttore della locale sede delle Poste Italiane, a cui chiederò, con una nota ufficiale, di partecipare ad un incontro, aperto alla cittadinanza, da tenersi a San Giacomo, per capire quali siano gli effettivi margini tesi a scongiurare tale chiusura o provare ad individuare soluzioni alternative che mantengano, nella frazione, il presidio postale”.
Questo l’intervento tempestivo del Sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, non appena appresa la notizia che la Direzione Regionale di Poste Italiane ha di recente diffuso un’informativa con la quale si comunica che dal prossimo 13 aprile verranno chiusi in Sicilia alcuni Uffici Postali, tra cui quello di San Giacomo Bellocozzo.
Anche il consigliere comunale Mario Chiavola, espressione dei cittadini residenti nella zona, esprime il proprio netto dissenso alle previsioni della direzione regionale di Poste Italiane, esprimendo anche il plauso per la posizione sollecita e netta dell’amministrazione cittadina..
Queste le sue dichiarazioni:  “Faremo quanto rientra nelle nostre possibilità, con una protesta molto forte ma rispettosa della controparte – dice Chiavola – per scongiurare questa ipotesi. La comunità di San Giacomo è decisamente contraria a tutto ciò. Mi fa piacere che anche l’Amministrazione comunale sia intervenuta schierandosi in maniera netta in tal senso. Vorrà dire che porteremo avanti una battaglia univoca. L’ufficio postale a San Giacomo non va soppresso perché farlo significherebbe penalizzare in maniera seria e pesante tutti gli utenti non solo della frazione ma anche delle contrade circostanti”.

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