Una comunissima lettera, alla redazione di un quotidiano locale, di un gruppo di elettori del sindaco Piccitto, pentiti ma non del tutto, “delusi dall’amministrazione grillina in quanto la città è spaventosamente aggredita da un degrado diffuso che riduce al lumicino la qualità di vita”.
Nulla da eccepire sullo spazio e sul risalto dato alla lettera, come pure sulle considerazioni dell’autore dell’articolo.
Gli spunti per svariate riflessioni sono offerti dai commenti che si leggono sui social, soprattutto per quei post che hanno condiviso la notizia, la pagina, per far risaltare il calo di consensi che affliggerebbe il sindaco e la sua giunta, in poche parole l’amministrazione a 5 Stelle della città.
C’è in atto, in città, uno scontro aperto fra sostenitori dei 5 Stelle, del sindaco, in testa, degli assessori, dei consiglieri comunali e degli attivisti, e gli oppositori di tutte le specie, dai consiglieri comunali di tutti i partiti ai semplici cittadini, indistintamente vicini o distanti da partiti, movimenti e associazioni politiche.
I primi sono dalla parte del sindaco e mostrano approvazione di fondo per tutte le scelte dell’amministrazione, qualcuno ammette che non ci sono azioni politiche di eccellenza, qualcuno ammette macchie diffuse di inesperienza e qualche punta di supponente incapacità, ma tutti sono concordi nel sostenere: “comunque meglio questi, così come sono, che quelli di prima, di una volta, della vecchia politica”.
Per chi si oppone ogni argomento è buono per giustificare il dissenso e auspicare un ritorno a casa dei pentastellati: tasse, buche sull’asfalto, manutenzioni inadeguate, cantieri che limitano le attività commerciali, e poi tutta una serie di contestazioni comuni alla politica, che vanno dalla critica a priori alle paventate illegittimità di atti e provvedimenti.
I secondi, poi, danno per scontato un crollo verticale dei consensi in città, per il sindaco e l’amministrazione.
In questo contesto sembra che la lettera alla redazione abbia sortito un effetto contrario, almeno sui social.
Qualcuno, abbastanza vicino agli ambienti grillini, era contento e affermava: “Coraggio, siamo sulla buona strada, stiamo migliorando, il nuovo corso dei 5 Stelle a Ragusa funziona alla grande. Ci sarà sempre qualcuno che avrà da ridire sull’amministrazione Piccitto ma, al momento, meglio non potrebbe andare”.
Perché? – abbiamo chiesto.
“Andiamo, comunque, alla grande, a scrivere non sono dissidenti, oppositori, personaggi in cerca di visibilità, trombati eccellenti, assessori defenestrati, collaboratori allontanati in periferia, dissidenti, ma elettori del sindaco che POTREBBERO, ma non ne sono sicuri, non votarlo ulteriormente.
Non solo ci confermano che gli elettori del sindaco non si sono autoeliminati, per la disperazione di avere sbagliato, stanno, addirittura, valutando se rivotarlo.
Eccezionale veramente, e grazie alla ‘Sicilia’ che ha dato tanto spazio ad una semplice lettera in redazione.
Perché, poi, si rivolgono alla signora Disca, consigliere comunale e assessore in carica, è tutto da scoprire, cosa c’entrino Ialacqua, Massari e D’Asta un enigma, non vorremmo fossero le firme della lettera scappate nel testo, ma è un’ipotesi remota perché vedere come cofirmatari Massari e D’Asta, nemmeno in tempo di quaresima!”
“Sui contenuti della missiva, – continua il simpatizzante grillino – ci scappa l’asino, perché la signora Disca non ha celebrato le meraviglie di Ragusa, ma si è limitata a presentare un video che, per la cronaca, ha avuto 300.000 visualizzazioni su FB.
Mettere in relazione con il video, autentica opera d’arte, qualche buca sull’asfalto di strade di periferia, dopo quello che è stato speso e destinato alle manutenzioni di strade e marciapiedi, sembra veramente eccessivo.
Ma per i lettori elettori tutta la città sarebbe in queste condizioni, un dato che, evidentemente, è sfuggito alle attente maglie dell’opposizione che, forse, si limita alle vie principali, nella sua quotidiana disamina contro l’amministrazione”
Il simpatizzante grillino aggiunge: “Dalle buche si passa ai tombini, “per buona parte ostruiti e non puliti da tempo”, peccato che l’ultimo diluvio sulla città, di eccezionale potenza, non ha fatto manifestare disagi oltre il fisiologico.
Unica nota di rilievo, del tutto comprensibile, la questione dei cessi pubblici per i quali, in primis l’assessore al bilancio, poi tutta l’amministrazione, ma pure tutti i consiglieri, anche di opposizione, non sollecitano lo stanziamento di adeguate somme in bilancio per tenere aperti h 24 e in condizioni decorose tutti i bagni pubblici della città.
Basterebbe occupare, per protesta, tutti i bagni pubblici degli uffici comunali, bloccare l’attività e obbligare gli amministratori a dotare la città di un elemento di civiltà e decoro. La si potrebbe chiamare la rivolta dei cessi.
Lo stesso dicasi per vasche, fontane, verde pubblico, fontanelle che, spesso, anche in passato, sono stati solo abbellimenti non adeguatamente seguiti: se uno tiene una pianta sul balcone, o la cura o la butta perché vedere una pianta non curata è come alzarsi la mattina e trovare vicino una donna non curata, della serie “nun si po taliari”
Ma per fare tutto ciò ci vogliono soldini e acqua a volontà, preferibilmente potabile e non riciclata come quella di qualche fontana di Ragusa.
I tempi sono quelli che sono, vizi da generale e paga del soldato, le royalties non sono per spesa corrente, figuriamoci per mantenere il verde o pulire le fontane, occorre eliminare tutto ciò che è superfluo quando non si può mantenere.
Per fare, poi, di Ragusa Ferrara, Mantova o Trieste, occorrono i ferraresi, i mantovani, i triestini, considerato ciò a cui si riferiscono i lettori.
Questi vorrebbero i cestini ma sarebbe opportuno posizionare un compattatore ad ogni numero civico, perché lo spettacolo di sacchetti di immondizia abbandonati per strada, lontano dal proprio portone, le mini discariche abusive, l’abbandono di rifiuti ingombranti, i furbi che dovrebbero fare la differenziata e, invece, vanno a cercare il cassonetto superstite, lo spettacolo indecente delle cicche di sigaretta abbandonate dovunque, preferibilmente nei vasi, dappertutto, danno il segno dei concittadini di questi signori che scrivono e che non incitano a perseguire gli incivili ma pretendono di spendere soldi della comunità per togliere di mezzo lo schifo creato dagli sporcaccioni.
Si scivola nella pantomima quando si sollevano rilievi su un non sufficiente operato della Polizia Municipale, comunque sempre a proposito di episodi di pura inciviltà e dispregio della legge, per sosta selvaggia (lo stesso nome ne definisce i colpevoli) uso del telefonino in auto, o costoni utilizzati come discariche.
Non parliamo, poi, degli alberi che provocano danni con le radici, piantati non da questa amministrazione che, al contrario, è stata attaccata per la loro necessaria eliminazione.
Più che una lettera al Direttore sembra la protesta degli impiegati scontenti dell’Ufficio manutenzioni del comune.
Lettori che si autodefiniscono quando dicono di preferire costanti manutenzioni al posto di mastodontiche opere come la metropolitana si superficie. Vallo a dire all’onorevole Chessari o a Gurrieri del CUB !”
Ma non sono solo i simpatizzanti grillini a dissentire dai contenuti della lettera, colpiscono i commenti sui social, fra l’altro non di professionisti o di leoni della tastiera ma di personaggi noti, con tanto di nome e cognome, due i più significativi. Uno scrive: “Non sono ragusano ma ho lavorato al Comune di Ragusa, vorrei solo capire cosa non va per i cittadini ora, cosa andava prima e cosa vorrebbero”.
Un altro commento, di un noto imprenditore della città, notabile appartenente all’alta borghesia, per non dire all’aristocrazia locale, così recita: “Certo che lamentarsi che è colpa dell’amministrazione che la gente parli al telefono in auto o che le ringhiere sono arrugginite, quando alcune sono state sostituite già da un anno, getta discredito sugli autori della denuncia… e non parla un componente dei 5 Stelle”
Una lettera, tante riflessioni.
