di Cesare Pluchino
L’auspicio è che la giornata odierna possa costituire, per le opposizioni, la lezione finale del programma di intenzioni dei grillini ragusani, fino ad ora poco assimilato
Gli esponenti delle opposizioni al Consiglio Comunale di Ragusa sono arrivati alla prima seduta del civico consesso dedicata all’esame delle modifiche allo Statuto comunale con la malcelata speranza di riuscire a strappare qualche concessione che potesse rendere meno amaro il provvedimento che molti di loro non riescono a mandare giù.
Chi ha vissuto abbastanza la vita del consiglio comunale in questi primi venti mesi della consiliatura Piccitto ha le idee abbastanza chiare sugli intendimenti dei consiglieri di maggioranza, pentastellati più di nome che di fatto.
Arrivati al potere comunale sulla scia del consenso ottenuto dal candidato sindaco Federico Piccitto, che ha saputo amalgamare, con maestria, la sua credibilità personale, e di famiglia per bene, con un mix estroso di radici cattoliche salesiane e rivoluzione grillina a cinque stelle, insediatisi come maggioranza grazie a una trovata geniale degli avversari al ballottaggio che, durante la seduta, per bocca del consigliere Angelo Laporta, è stata definita, finalmente, con il suo termine appropriato di ‘’cazzata’’, i consiglieri del Movimento 5 Stelle, legittimamente, pretendono di poter concorrere all’amministrazione della città, sia pure rappresentando solo il 9% degli elettori, facendo piazza pulita di ogni minima opposizione.
Novizi della politica, digiuni di ogni minima forma istituzionale e protocollare, ostentatamente indifferenti a quelle che possono essere norme elementari di democrazia sancite da leggi e regolamenti, fondamentalmente ignoranti norme e nozioni amministrative, pensano di vivere più tranquillamente questa parentesi ‘politica’ eliminando il fastidio di una opposizione incalzante, destinata a non poter ottenere risultati ma deleteria in termini di affronto nei confronti dell’amministrazione e della maggioranza.
I cosiddetti grillini ragusani, in questa operazione di modifica dello Statuto, come per la successiva di modifica del regolamento consiliare, tentano di passare per moralizzatori della politica e censori dello spreco economico, nella strenua ricerca di una credibilità politica che, fino d ora, non sono riusciti ad ottenere nemmeno dai loro stessi amministratori.
Non sono stati esaltanti, spesso, i giudizi di componenti l’amministrazione nei confronti di un gruppo consiliare non giudicato all’altezza della situazione. Scarsa fiducia ricambiata da diversi e identificati componenti il gruppo che mostrano fibrillazioni sempre più evidenti, senza dire che già due elementi hanno cambiato casacca e uno, in particolare, sputa fuoco contro i compagni di una volta. Evidente, dai movimenti sotto traccia di diversi consiglieri di maggioranza pentastellata, il tentativo di assumere maggiore peso politico nella gestione della cosa pubblica.
Va, comunque, precisato che i grillini agiscono in piena legittimità, salvo possibili errori formali nell’istruzione del procedimento che potrebbero inficiare tutto il provvedimento di modifica.
I numeri, il regolamento d’aula, le leggi vigenti permettono loro di attuare le misure che presentano come migliorative per la vita amministrativa, limitando i margini di manovra di una opposizione che giudicano esclusivamente ostruzionistica e strumentale, dedita solo a far perdere tempo con uno spreco inutile di soldi. Si deve anche dire che ci sono autorevoli esponenti politici di partiti e movimenti che condividono scelte come quelle di eliminare i monogruppi o di ridurre il numero dei componenti le commissioni, moralizzando il settore con l’eliminazione del gettone di presenza relativamente a convocazioni incontrollate delle sedute di commissione.
Per onestà intellettuale, va rilevato anche che, fino ad ora, da venti mesi a questa parte, tutti i grillini componenti le commissioni, compresi i relatori delle modifiche, hanno partecipato a numerose, e spesso improduttive, commissioni, hanno percepito i gettoni di presenza e nulla hanno eccepito neanche di fronte a convocazioni che si sono risolte, spesso, in pochi minuti di riunione, anche per palesi errori di convocazione.
Ma quali sono le modifiche oggetto della contrapposizione che, inevitabilmente, segnerà i rapporti fra amministrazione, maggioranza consiliare e opposizioni ?
Per saperlo, vale la pena di fare ricorso a due comunicati emessi dai protagonisti della contesa: uno di Stevanato, consigliere del Movimento 5 Stelle che ha curato la stesura delle modifiche in conferenza dei capigruppo, e l’altro dei consiglieri di minoranza Angelo Laporta, Giuseppe Lo Destro, Elisa Marino, Sonia Migliore, Giorgio Mirabella, Gianluca Morando, Manuela Nicita e Maurizio Tumino.
Dalla lettura dei comunicati sarà facile evincere le modifiche e il loro peso, nel contesto dei rapporti d’aula.
C’è da rimarcare una insolita tensione, fra i protagonisti, per il comunicato di Stevanato che suona come una dichiarazione di guerra, intempestiva e poco opportuna, inviato a dibattito in corso nel Consiglio Comunale, anticipatore delle modifiche al regolamento che ancora devono essere calendarizzate, segno evidente e scomposto di una smania di esultanza per la vittoria che si intravede, poco consona a livello istituzionale ma in linea con gli atteggiamenti e le espressioni tipiche dei grillini, quelli veri, non quelli del Comune di Ragusa che forse storceranno il naso di fronte a manifestazioni che non condivideranno del tutto.
Dall’altra parte il comunicato di alcuni consiglieri di opposizione che, nelle occasioni importanti, condividono contenuti non sempre riscontrabili nell’approccio con i singoli, palesando eccessiva contrarietà in assoluto, che non tiene conto di aspetti delle modifiche che l’opinione pubblica può anche considerare positivi.
Questo il testo integrale del comunicato del consigliere Stevanato:
“Presentata nel gennaio dello scorso anno, si inizia a parlare nel merito dell’iniziativa consiliare per procedere alla modifica dello statuto comunale. Atto che è stato incardinato oggi 24 febbraio, la cui discussione dovrebbe terminare rispetto quanto preventivato in conferenza dei capigruppo nella seduta del consiglio comunale del 26 febbraio. Si tratta di una tappa storica per questo consiglio comunale”.
E’ l’incipit dell’intervento del consigliere Maurizio Stevanato, ‘padre’ della modifica dello statuto che è stata presentata dal Movimento Cinque Stelle.
“Efficace ed efficiente sono i due criteri a cui tale modifica deve innanzitutto rispondere. Per prima cosa bisogna adeguare l’attuale statuto comunale a modifiche di legge che vanno recepite, come per esempio l’abrogazione della figura del difensore civico e l’inserimento della sfiducia al Presidente del Consiglio comunale al pari dello strumento già esistente che riguarda la sfiducia al Sindaco.
Inoltre la sfiducia potrà riguardare anche i presidenti delle commissioni consiliari. Tra i punti maggiormente qualificanti che potranno rendere ancora più agevoli e meglio strutturati gli apparati del consiglio comunale, il Movimento Cinque Stelle ha introdotto il principio secondo cui non possono più esserci gruppi formati da un solo consigliere, piuttosto si andrà ad ampliare il gruppo misto dove dovranno confluire i singoli a prescindere dall’appartenenza politica oppure si dovranno formare gruppi composti da un minimo di due consiglieri. Inoltre nello statuto viene per la prima volta introdotta la possibilità che il sindaco conferisca ai consiglieri comunali deleghe di studio.
Chiediamo infine – ha proseguito Stevanato – che le modifiche allo statuto siano immediatamente esecutive nel corso della legislatura in atto. Le stesse inoltre saranno propedeutiche alle modifiche del regolamento consiliare, per il quale abbiamo introdotto una rivisitazione dell’assetto attuale delle commissioni. Non più quindici componenti, ma un ridimensionamento a cinque.
Inoltre abbiamo introdotto il principio di rivisitazione dei tempi che scandiscono i consigli comunali, uniformando, nel consiglio ispettivo, il tempo riservato alle comunicazioni, a quello già a disposizione nel consiglio ordinario. Un’altra modifica riguarderà anche i tempi di intervento che devono essere necessariamente ridimensionati. Tutto ciò va nel senso dell’efficacia e dell’efficienza dei lavori consiliari e di tutti gli apparati del consiglio, commissioni comprese.
E’ nostro intento – ha concluso il consigliere pentastellato – snellire il consiglio comunale, rendere i lavori più consoni alle esigenze che la città ha e fare in modo che anche da un punto di vista economico ci sia un risparmio reale per l’Ente”.
Questo il testo integrale del comunicato dei consiglieri di opposizione Angelo Laporta, Giuseppe Lo Destro, Elisa Marino, Sonia Migliore, Giorgio Mirabella, Gianluca Morando, Manuela Nicita e Maurizio Tumino:
«Oggi muore la democrazia a Ragusa. La maggioranza pentastellata, insieme al Movimento Città e a Partecipiamo, hanno deciso di annichilire e ridurre al silenzio le opposizioni.
Senza mai cercare uno straccio di condivisione e fuggendo da qualsiasi forma di dialogo, come imporrebbe un democrazia matura, specie in temi così importanti, oggi è stato praticamente modificato lo Statuto comunale».
«In tal modo saranno mortificate le esperienze politiche e il bagaglio culturale di buona parte dell’Aula in nome della tolleranza zero.
Così come il sindaco mal sopporta i lavoratori, che legittimamente manifestano in difesa dei loro diritti, alla stessa stregua, mal sopporta l’attività di certi consiglieri che, nel pieno svolgimento delle proprie funzioni, vigilano sugli atti amministrativi, a volte veramente oscuri.
La fretta genera mostri e perciò non si sono neanche preoccupati di seguire pedissequamente la legge in materia di modifiche statutarie, la quale chiaramente stabilisce come riforma, prima di essere discussa in Consiglio comunale, vada pubblicizzata mediante apposito manifesto, affinché i cittadini, singoli o associati, possano presentare osservazioni o proposte allo schema statutario.
Questo però non è stato fatto, perché ancora una volta questa maggioranza ha operato in “allegria”. L’avere pensato di contingentare i tempi di intervento in Aula dei consiglieri, di eliminare i Consigli dedicati alle attività ispettive, è sinonimo e testimonianza della precisa volontà di mettere un bavaglio alle opposizioni.
Nonostante tutto noi rimarremo vigili, al di là del tempo che ci verrà concesso ed al di là dell’attenzione che questa maggioranza ci riserverà.
Continueremo a svolgere con scrupolo il nostro lavoro e vigileremo senza farci intimidire, non per questo ci sottrarremo al dialogo, perché noi crediamo fermamente nei valori della democrazia e nei metodi democratici».
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