Ancora una tripletta per il civico consesso di Ragusa, manca ancora una volta il numero legale con tanto di indecoroso e indegno spettacolo di contorno.
E come ci ha consigliato, nella mattinata, a margine di una conferenza stampa, la consigliera Sonia Migliore, citiamo, uno per uno, i nomi dei presenti e degli assenti.
Alle ore 18 di giovedì 9 marzo 2017, il Segretario Generale, su invito del Presidente del Consiglio Tringali, inizia l’appello per la seduta, prosecuzione di quella del giorno precedente che, al secondo appello, non ha riscontrato il numero legale.
Come da regolamento, in terzo appello è sufficiente la presenza di n. 12 consiglieri e la seduta inizia puntualmente all’ora della convocazione.
Rispondono all’appello i consiglieri, (secondo l’ordine di chiamata determinato dal numero di voti all’elezione): Tringali Antonio, Federico Zaara, Agosta Massimo, Disca Nella, Stevanato Maurizio, Leggio Gianluca, Antoci Franca, Fornaro Dario, Liberatore Giovanni, Porsenna Maurizio, del gruppo del Movimento 5 Stelle e Mario Chiavola del gruppo PD, entrato in aula ad appello iniziato.
Un totale di n. 11 consiglieri non sufficiente a garantire il numero legale.
Vanno evidenziati alcuni particolari: al momento dell’appello il consigliere del Movimento 5 Stelle Filippo Spadola ha abbandonato l’aula, capogruppo e vicecapogruppo non hanno saputo dare risposte esaustive sul comportamento del consigliere, pare che lo stesso, secondo quanto riferito, avesse capito che c’era una strategia per fare mancare appunto il numero legale vedendo I colleghi Stevanato e Agosta che si erano intrattenuti nella zona riservata al pubblico.
Assenti sono risultati, all’appello, i consiglieri: Brugaletta, Gulino, La Terra, Sigona, Spadola e Marabita del gruppo del Movimento 5 Stelle, Migliore e Nicita del gruppo UDC, Iacono e Castro del gruppo Partecipiamo, Massari e D’Asta del gruppo PD, Morando e Ialacqua del gruppo Città/MCI, Tumino, Marino, Mirabella, La Porta e Lo Destro del gruppo misto.
Va detto, come rilevabile, in parte, nella documentazione fotografica, che fuori dall’aula stazionavano i consiglieri Castro, Migliore, Nicita e Marino che, deliberatamente, non hanno voluto concorrere al raggiungimento del numero legale per rendere valida la seduta, secondo una strategia, deliberata e dichiarata, del tutto legittima, di far emergere l’assenza di maggioranza del gruppo pentastellato che non riuscirebbe, ormai, nemmeno ad assicurare il numero legale al terzo appello.
Secondo i consiglieri citati, è il gruppo del Movimento 5 Stelle che deve assicurare il numero legale per dare vita all’attività consiliare, altrimenti inficiata dall’assenza di maggioranza.
Motivazioni squisitamente politiche, che non sta a noi giudicare, strategia del tutto legittima.
Per gli altri assenti l’ufficio di presidenza non ha ufficialmente dichiarato motivazioni o giustificazioni della mancata presenza in aula, salvo, informalmente, per un caso dovuto a importanti motivi di famiglia.
La responsabilità, ormai cronica, del mancato svolgimento delle sedute consiliari è da addebitare a ben identificati esponenti del gruppo pentastellato che, per bene che vada, arrivano in aula con notevoli ritardi, non assicurando nemmeno la possibilità di rendere valida la seduta in terzo appello.
Escludendo la dissidente espulsa dal Movimento, la consigliera Marabita, i consiglieri a 5 Stelle sono 15, insufficienti in ogni caso a rendere valide, da soli, le sedute che, teoricamente si possono aprire solo al terzo appello quando bastano solo 12 consiglieri.
Ma è ormai evidente che lo sgangherato gruppo pentastellato al Comune di Ragusa non ha la sufficiente responsabilità e il minimo di dignità per evitare questi spettacoli alla città, né il Movimento ha l’autorevolezza di costringere determinati soggetti, che reiterano abitualmente le assenze, adducendo motivi di lavoro, nonostante la legge li tuteli ampiamente in tal senso, alle dimissioni.
Riconoscendo ampiamente la più totale legittimità delle strategie adottate da elementi delle opposizioni, dichiaratamente impegnati a mettere in difficoltà l’amministrazione e quel che resta del gruppo consiliare pentastellato, ci permettiamo di giudicare poco opportuno lo stazionare dietro la porta dell’aula, con evidente godimento per le difficoltà degli avversari politici, con il risultato di offrire, tutti, uno spettacolo politicamente indegno per la città e per i cittadini, al di là delle appartenenze politiche di chi concorre a questi giochetti insulsi e poco produttivi per il governo della città e per la cosa pubblica.
Sarebbe più opportuno ufficializzare lo stato di fatto e intervenire solo dopo il terzo appello se si riesce ad aprire la seduta, ma va detto che è stato anche ampiamente dimostrato che le opposizioni, quanto mai spaccate e senza unità per mettere in difficoltà il comune avversario politico, non riescono a garantire la presenza di 15 consiglieri che, spesso potrebbe mettere in difficoltà la parte avversa, bocciando atti importanti.
Va rilevato che, anche in questo caso, le assenze possono essere strategiche ma ciò è difficilmente comprovabile, perché, a parole, tutti praticano una opposizione ferma e irremovibile.
Resta solo da auspicare che, alle prossime elezioni, i cittadini valutino bene i comportamenti di ogni singolo consigliere, nei cinque anni di amministrazione, ma occorre anche che i partiti si preoccupino di non ripresentare i soggetti peggiori che si sono distinti per indifferenza e irresponsabilità politica, non rispettando il mandato affidato dagli elettori.
