«Anche quest’anno si è tenuta la World Endo March, la marcia mondiale dell’endometriosi, per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa malattia cronica e invalidante, che colpisce nel mondo circa 150 milioni di donne, più di 3 milioni solo in Italia»: lo ha reso noto la parlamentare del M5S, membro della Commissione Affari Sociali, Marialucia Lorefice da anni al fianco di chi lotta per combattere contro questa patologia. L’appuntamento odierno a Roma, in piazza Santa Maria in Trastevere. In contemporanea la marcia si è svolta in diverse città del mondo.
Da piazza Santa Maria in Trastevere in marciafino al Ministero della Salute. Nel pomeriggio una tavola rotonda presso il Policlinico Umberto I.
«In questi anni – ha dichiarato la Lorefice – il MoVimento 5 Stelle ha cercato di sollecitare il Parlamento ad ascoltare e dare risposte ai bisogni di tante nostre concittadine e associazioni che chiedevano principalmente due cose: il riconoscimento dell’endometriosi come malattia cronica e invalidante e il suo inserimento dei Lea – Livelli essenziali di Assistenza.
Abbiamo presentato interrogazioni, una mozione e, soprattutto, una proposta di legge.
Per anni 3 milioni di donne hanno aspettato delle risposte concrete per uscire dall’ombra in cui sono state avvolte. Oggi qualcosa è cambiato e la marcia assume connotati diversi dalle precedenti: l’endometriosi media e grave è stata inserita nell’aggiornamento dei Lea, viene pertanto previsto un pacchetto di prestazioni specialistiche ambulatoriali, utili al monitoraggio dell’evoluzione della malattia e alla prevenzione degli aggravamenti.
A queste si potrà accedere gratuitamente, o dietro pagamento del ticket sanitario.
Il 18 marzo i Lea sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale. A questo punto, auspichiamo -conclude la portavoce Marialucia Lorefice- non intervengano altri intoppi volti a impedire l’accesso alle prestazioni e che venga garantita adeguata copertura economica dei Lea. Aspetto questo più volte denunciato, senza tale copertura i cittadini non possono avere accesso alle prestazioni.
Anche questo è compito di uno Stato che deve essere garante dei diritti, quello alla salute nel caso specifico, costituzionalmente sancito».
