Il Circo Barnum dell’informazione e della disinformazione

Inutile girarci attorno, i grillini migliori insegnano, oggi il canale social e le applicazioni di messaggistica istantanea multipiattaforma non hanno rivali, non li batte nessuno, i contatti si moltiplicano in maniera esponenziale, anche i giornali online arrancano per diffondere l’informazione, gli altri mezzi sono al palo.
Lo sanno i grillini più esperti, le comparse della galassia pentastellata, però, fanno fatica ad utilizzare i moderni mezzi di comunicazione e fanno un casino tra informazione e disinformazione.
Ieri è stata la giornata del consigliere Gulino, impegnatissimo fra commenti sui social, messaggi su whatsapp, contatti con improbabili addetti stampa e sollecitazioni di giornalisti, assessori e compagni di Movimento.
Alla fine, in serata, ne è venuto fuori uno spettacolo da circo, con un via vai di documenti, comunicati stampa, bozze di articoli e relative modifiche da apportare e una marea di screenshot che girava fra maggiorenti del partito, pseudo consulenti e appassionati di gossip politico.
Sulla base di questo materiale, che ci possiamo vantare di avere tutto in archivio, come prova di quello che andremo a scrivere, cerchiamo di fare un resoconto della giornata.
Intenzione del consigliere Gulino, dopo le esternazioni del giorno prima sul protocollo per l’apertura delle Chiese, non era quella di giustificarsi per i termini poco appropriati utilizzati e stigmatizzati da tante persone, quanto, piuttosto, di ribadire le sue esternazioni, specificando la sua qualità di non battezzato, anticlericale e agnostico in ambito religioso, nella malcelata soddisfazione per essere al centro dell’attenzione, avendo sollevato una questione non da poco.
Come si rilevava da una bozza di comunicato stampa, Gulino stigmatizzava la strumentalizzazione strategicamente preordinata, tradendo la goduria per le troppe attenzioni rivolte ai grillini, sempre più criticati e giudicati negativamente ma, sotto sotto, considerati, ormai, vincitori predestinati delle prossime tornate elettorali.
Peccato che Gulino non sa quale destino si vuole riservare agli eletti della prima ora negli scenari futuri.
Molti si chiederanno come mai il sindaco e i portavoce del Movimento 5 Stelle sembrano aver ignorato i commenti di Gulino che hanno suscitato tanto clamore, ma, da fonte certa, il primo cittadino ha preferito interessarsi di tematiche e incombenze più serie che non quelle del ribelle pentastellato, non nuovo a ‘uscite’ ad effetto.
Scanzonato nell’affrontare le polemiche e tronfio nel godere delle numerose condivisioni che sono venute fuori, anche inaspettatamente, è stato deciso nel ribadire l’assoluta contrarietà alle numerose elargizioni del pubblico verso la Curia, per i diversi protocolli d’intesa per interventi su edifici sacri, linea peraltro seguita dal Movimento in ambito nazionale, dove, addirittura, si vogliono far pagare al Vaticano tasse per le quali, finora, è stato esonerato.
A sostegno delle sue tesi, Gulino produce documentazioni, su associazioni, opere pie e fondazioni, vicine alla Chiesa e rette da ex politici, per manifestare il suo dissenso verso la Chiesa e, segnatamente, per i contributi suo favore da parte del pubblico. Un dissenso che prende le mosse dall’ultimo viaggio del Papa a Milano, costato oltre 3 milioni e duecento mila euro, dei quali un milione e mezzo solo per il palco, ai tanti scandali della chiesa, dalla pedofilia a quelli finanziari, dall’utilizzo disinvolto delle elemosine per gli attici dei cardinali alle notizie di rapporti non sempre chiari con mafia e criminalità a Roma, tutte cose gli fanno ritenere le sue considerazioni sulla chiesa giustificate oltre che legittime, come confermato anche con post e condivisioni sui social.
Quanto alle richieste di presa di distanza dalle sue dichiarazioni, Gulino dice che “non c’è sindaco che deve prendere le distanze, perché non avete eletto dei cattolici ma semplici cittadini, senza distinzioni di sesso, religione, o altre discriminazioni del mondo attuale”.
“Piuttosto – continua Gulino – lo scandalo è di chi, eletto in un partito, salta il fosso, con disinvoltura, volteggiando da destra a sinistra, opponendosi prima ad un politico per poi abbracciarlo.
Non vorrei ricordare i voltafaccia per l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale, allorquando qualcuno ammise di aver votato per il candidato del Movimento 5 Stelle su precisa indicazione del proprio leader che, si disse, volle avere anche la conferma del voto tramite foto della scheda ripresa con lo smartphone.
E qualcuno vorrebbe scandalizzarsi perché ho usato la parola ‘pizzo’? Non fatemi ridere, ditemi piuttosto come si chiama quello che ho citato.
Riconduciamo allora, perché è meglio per tutti, la politica sui binari della civile convivenza democratica e lasciamo le esternazioni sui social agli aspetti della vita privata, non istituzionale.
Vorrei rassicurare anche qualcuno che ha definito queste querelle ‘stucchevoli’ e “di basso livello”: è passata la tempesta che ha squassato i rami degli alberi, passerà anche quella sul protocollo con la curia, perché stanno arrivando i turisti e la macchina si deve mettere in moto, soprattutto per le assunzioni dei custodi-ciceroni, che saranno selezionati, è proprio il caso di dirlo, per ‘virtù dello spirito santo’, già si intravede all’orizzonte la questione delle firme per la candidatura della Raggi che, per qualche giorno, relegherà i fatti locali, a episodi marginali, poi ci sarà qualche arresto eccellente, sempre nel solito partito e, dopo ancora, si potrà tornare a parlare dell’assessore pasticciere o dei consiglieri da 60 voti. In attesa delle elezioni.”

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