Ragusa si appresta ad annoverare un’altra ‘eccellenza’

di Cesare Pluchino
Presentata, in conferenza stampa, la cerimonia per la posa della prima pietra del complesso Polifunzionale del Centro Sudi Feliciano Rossitto che, in futuro, ospiterà, in collaborazione stretta con il Movimento Sindacale, un Centro Mediterraneo per il progresso del lavoro
 
Il Centro Studi ‘Feliciano Rossitto’ di Ragusa costituisce già una eccellenza della città, relativamente al patrimonio culturale e sociale. Come si può leggere nella homepage del sito, il Centro, dal 1981, presta la sua opera di diffusione della cultura, intesa nel senso più globale del termine, nel contesto territoriale della Provincia di Ragusa e della Sicilia di Sud Est; a partire da questo epicentro, si è dipanata, negli anni,  un’azione di promozione e stimolo agli studi che ha coinvolto alcune delle più grandi personalità del panorama siciliano e nazionale.
L’attività culturale del Centro Studi, pur privilegiando gli ambiti della ricerca storica e sociale (con particolare riferimento all’archeologia antica ed alla critica letteraria), in cui sono incastonate molte delle iniziative più qualificanti, si è articolata in un ventaglio di settori e con un corollario di altre manifestazioni tese a dare corpo a quel processo di sviluppo culturale della realtà iblea, e siciliana nel suo complesso, che il Centro Studi si è posto come obiettivo di fondo sin dalla sua nascita.
Il Centro Studi ha organizzato, incessantemente, anche presentazioni di libri, mostre d’arte, récital, concerti,  dando corpo e sostanza in tal modo alle finalità contenute nel proprio Statuto.
La cultura finisce, così, di essere solo “denominante”, o “discendente”, o “universale”, o “elitaria”, o “accademica” e si fa “strumento umano” per progettare con autonomia un’esistenza libera, capace di rispondere alle sfide della natura e delle molteplici manipolazioni sociali.
Nella più assoluta coerenza con la propria storia, gli obiettivi per il futuro che il Centro Studi si pone sono di continuare nel perseguimento dei propri scopi statutari attraverso la realizzazione della nuova sede del Centro, che permetterà di usufruire di spazi idonei (auditorium, maggiori spazi per la biblioteca e per le esposizioni in programma), che saranno anche messi a disposizione dell’intera collettività iblea.
Il Centro Polifunzionale, per il quale sarà posta la prima pietra nel corso di una cerimonia che si terrà nella mattinata di giovedì 5 marzo 2015, sorgerà in un’area di 15.884 mq, concessa all’associazione culturale ‘Feliciano Rossitto’, nel 2009, dal Comune di Ragusa.
Il progetto del primo stralcio, approvato nel 2014, prevede la realizzazione di un edificio che consentirà al Centro Studi di disporre di circa 700 mq di spazi culturali e potrà disporre di una sala pluriuso di 300 mq con 182 posti a sedere, con un palcoscenico di mq 12 x 6, che ne farà, temporaneamente, la struttura teatrale più funzionale e completa della città, in attesa del completamento generale del progetto del Centro polifunzionale che, prevedrà, oltre a diversi edifici destinati a servizi e attività dell’Associazione, una struttura teatrale vera e propria.
L’edificio oggetto del primo stralcio potrà ospitare anche la biblioteca del Centro, ricca di oltre 30.000 volumi, ad essa saranno annesse le sale di lettura, nonché gli uffici amministrativi e i relativi servizi.

Numerosi soci hanno presenziato all’incontro con i rappresentanti degli organi di informazione per la presentazione della cerimonia per la posa della prima pietra: sono previste le presenze di
Michele Pagliaro, Segretario regionale della CGIL
Giovanni Avola, Segretario provinciale della CGIL
Paolo Sanzaro, Segretario interprovinciale della CISL di Ragusa e Siracusa
Giorgio Bandiera, Segretario provinciale della UIL di Ragusa
Giorgio Ragusa, Direttore generale CONAD Sicilia
Porteranno i loro saluti agli intervenuti l’ Assessore regionale BB.CC. e dell’Identità Siciliana, Antonio Purpura, il Sindaco di Ragusa Federico Piccitto e Giuliano Rossitto.
Dovrebbe intervenire per le conclusioni il Presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, alla presenza dei parlamentari regionali e nazionali Giorgio Assenza, Giuseppe Di Giacomo, Nello Dipasquale, Vanessa Ferreri, Giuseppe Lupo, Antonino Minardo, Venerina Padua e Orazio Ragusa.
Il Presidente del ‘’Feliciano Rossitto’’, on.le Giorgio Chessari era affiancato dai rappresentanti del Sindacato, Giovani Avola,  Segretario provinciale della CGIL, Giorgio Bandiera, Segretario provinciale della UIL di Ragusa, e Cettina Raniolo, segretario territoriale di Ragusa della CISL. Impedito per un impegno dell’ultimo minuto Giorgio Ragusa, Direttore generale CONAD Sicilia, che doveva rappresentare il Movimento cooperativo.
La loro presenza è stata fortemente voluta da Giorgio Chessari per presentare il progetto, già avviato con il movimento sindacale, per un Centro Mediterraneo per il progresso del lavoro, per cui esiste già la disponibilità dei vertici nazionali di CGIL, CISL e UIL.
Il Presidente ha illustrato i punti salienti del progetto e le peculiarità della struttura, evidenziando che, trattandosi di struttura prefabbricata, potrà essere completata, come da bando di gara, entro la fine dell’anno in corso.
Per quanto riguarda la parte economica, ampio spazio è stato dedicato, volutamente, alla specifica dei costi e alla provenienza delle somme occorrenti. La realizzazione del primo stralcio comporta una spesa di circa 750.000 euro, di cui 640.000 per i lavori edili e gli impianti tecnologici.
Il piano finanziario per far fronte al primo stralcio è così articolato: 250.000 euro derivanti dalla cessione dell’immobile dell’attuale sede di via Ducezio, di proprietà dell’associazione, a suo tempo acquistato con donazioni di soci e di Maria Lanza Rossitto; 250.000 da un mutuo immobiliare bancario da ammortizzare in 15 anni, 250.000 euro derivanti da contributi di soci e amici, donazioni liberali di cui al T.U. delle leggi sulle imposte dei redditi, sottoscrizioni del 5×1000 e da un progetto di collaborazione fra CONAD e Centro Feliciano Rossitto, progetto piattaforma crowdfunding.
Sarà una struttura per una funzione di sostegno della cultura, della classe sindacale e del movimento dei lavoratori.
Giovanni Avola si è detto disponibile per ogni azione utile al raggiungimento sollecito degli obiettivi, per dare alla città e alle forze sociali  la struttura che costituirà un fiore all’occhiello della comunità, ritenendo necessarie due priorità: organizzare una riunione a Roma per far capire ai vertici dei sindacati cosa si sta facendo, dare vita, localmente, ad una campagna di sensibilizzazione per favorire l’erogazione del 5×1000 oltre ad altre eventuali contribuzioni liberali, iniziative, entrambi, che dovranno essere coordinate quanto  prima.
Giorgio Bandiera ha rinnovato l’impegno massimo per confermare, anche da parte dei vertici del suo sindacato, pieno appoggio allo sviluppo dei programmi intrapresi
Anche Cettina Raniolo si è detta entusiasta di poter lavorare in sintonia per questo progetto che si distingue sotto l’aspetto sociale, oltre che culturale, e per cui ha assicurato la totale disponibilità dei vertici CISL.
In chiusura, l’on.le Chessari ha voluto estendere un ringraziamento pubblico per i professionisti che hanno dedicato la loro opera per la realizzazione dell’opera, in particolare l’architetto Marcello Dimartino per il progetto generale, l’ing. Poidomani, che ha curato gli aspetti tecnici per i rapporti con l’istituto di credito, il geometra Chessari, gli ingegneri Anfuso, padre e figlio, l’ing. Tomasi e l’ing. Ottaviano con il figlio, l’ing. Frisina, direttore dei lavori.
Un ringraziamento particolare è stato dedicato all’avvocato Gaetano Barone per l’attenta e instancabile consulenza giuridica che ha accompagnato tutte le fasi del progetto.
L’illustre professionista ha voluto attirare l’attenzione dei presenti,  e della stampa in particolare, sulla valenza di un’opera che costituisce modello di opera pubblica realizzato da un ente di diritto privato senza scopo di lucro.
Un modello che sarebbe opportuno diffondere e far conoscere, che potrebbe dare indicazioni anche al legislatore in materia di opere pubbliche di urbanizzazione al servizio della collettività, in attuazione di strumenti urbanistici generali che, solitamente, gli enti locali non portano a compimento, in particolar modo nell’attuale periodo di congiuntura economica che impedisce ai Comuni di poter operare proficuamente per la comunità, in mancanza di fondi adeguati.

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