I fondi PAC, cioè del Piano Assistenza e Coesione, sono finalizzati a garantire assistenza ai minori e agli anziani non autosufficienti.
Secondo l’amministrazione Piccitto, quelli a disposizione del Distretto di cui fa parte Ragusa, che ne assorbe circa il 70%, sono utilizzati secondo questo criterio, vale a dire per garantire i servizi anzidetti; in mancanza dei fondi PAC non si sarebbe potuta garantire l’assistenza predetta, considerate le ristrettezze di bilancio, derivanti dai tagli ai trasferimenti, dei governi regionale e nazionale
Ne consegue che, esauriti i fondi, dal 1° aprile è drasticamente ridotta l’assistenza agli anziani, mentre da luglio è in forse il mantenimento di due asili nido, finora affidati alla gestione di privati.
Questa l’attuale situazione, al netto degli sviluppi sugli asili nido che coinvolgono personale delle attività integrative che l’assessorato vuole spostare sugli asili nido.
Una questione destinata a sollevare polemiche, perché le opposizioni non condividono queste scelte, non ritengono legittima la misura di spostare personale delle attività integrative agli asili nido, considerata un demansionamento, nonostante, pare, la giurisprudenza si sia pronunciata diversamente, pretendono che l’amministrazione sopperisca alla mancanza dei fondi PAC con adeguati fondi del bilancio comunale, criticando la scelta di aver utilizzato i PAC come fondi strutturali e non aggiuntivi.
Come al solito, si preannuncia un muro contro muro con annesso contorno di polemiche.
Tornando agli anziani, non si intravedono soluzioni, dei 240 anziani assistiti solo 100 potranno continuare ad avere i servizi, mentre dei 60 che godono dell’Assistenza Domiciliare Integrata, solo 12 potranno continuare a ricevere assistenza.
Per il mantenimento dei due asili nido, si cercherà di gestire le due strutture con il personale comunale anzidetto e riducendo, se necessario le ore di lavoro.
Della questione si è occupata la 5ª Commissione, Servizi Sociali, che ha ascoltato una relazione dell’assessore Leggio, alla presenza del personale delle attività integrative, presenza in commissione, forse, non contemplata dal regolamento dei lavori d’aula e delle commissioni consiliari.
L’argomento è stato oggetto, anche, di un incontro che il Sindaco, con l’assessore Leggio, ha voluto intrattenere con i giornalisti, alla fine della conferenza stampa sulla piattaforma di consultazione online ‘votofacile’.
In pratica, il primo cittadino non ha fatto altro che ripercorrere la relazione estesa in Commissione dall’assessore.
Il distretto socio-sanitario 44, di cui fa parte il Comune di Ragusa, confermando la storica capacità di attrarre fondi e di utilizzarli al meglio, ha completato i finanziamenti PAC ministeriali che gli erano stati assegnati.
Dal primo aprile, quindi, il servizio sarà notevolmente ridotto. Per evitare questo problema, che ricade sui cittadini, era stato chiesto che venissero erogate altre risorse provenienti dalle economie non utilizzate dagli altri distretti. Al momento, non ci sono state risposte in tal senso, nonostante il Comune risulti ente virtuoso.
Anche per quanto riguarda i PAC destinati all’infanzia il Comune aveva impiegato questi fondi, appena erogati, per l’ampliamento degli orari negli asili nido comunali, e per l’esternalizzazione di due delle sei strutture attualmente attive sul territorio comunale.
È stato precisato che per l’ADA, il Comune aveva integrato con il 40% delle somme in più, per un totale di 1.400.000, per una copertura del fabbisogno al 60%.
Piccitto ha sottolineato come a nulla è valso il comportamento virtuoso del Comune di Ragusa che, oltre ad utilizzate tuti i fondi a disposizione, ha mostrato efficienza e competenze nel difficile iter burocratico, della progettazione, della gara, districandosi fra mille cavilli tecnici per i quali molti enti rinunciano per la mancanza di personale competente e numericamente adeguato.
Evidenziata l’esistenza di fondi derivanti dal piano di zona, per 6/700.000 euro, ma riservati per coprire bisogni primari.
All’incontro in commissione è intervenuto anche il dirigente, architetto Virginia, che ha sottolineato l’impegno degli uffici per scongiurare, almeno, la chiusura dei due asili nido.
L’assessore Leggio, per inciso, ha fatto rilevare come l’impegno del Comune sia sempre stato ai massimi livelli per mantenere, nonostante i tagli e le difficoltà, livelli di welfare consoni alla grande tradizione di cui gode la città.
Nel contempo ha però fatto rilevare come altre realtà rinunciano all’assistenza domiciliare agli anziani, non hanno asili nido e non offrono il servizio socio psicopedagogico, realtà il cui mantenimento non è, forse, apprezzato nella giusta maniera e adeguatamente considerato, come impegno economico.
Si attende che il Ministero risponda alle istanze, provvedendo anche a ridistribuire i fondi non spesi da altri enti, in attesa della nuova programmazione.
Sullo sfondo, come accennato, la protesta delle insegnanti delle attività integrative, servizio del tutto esclusivo, introdotto negli anni ’80 del secolo scorso, ad esaurimento, che ha svolto i compiti di assistenza ai minori disagiati e per minori extracomunitari per una migliore integrazione, che non condividono quello che considerano un demansionamento e la scelta di non continuare un servizio di grande importanza, per quanto del tutto straordinario e non previsto dagli attuali standard educativi.
Della questione fondi PAC si sono occupati, particolarmente i consiglieri Massari e Ialacqua, con particolare attenzione per la vicenda del personale delle attività integrative, per il quale anche i consiglieri Giovanni Iacono e Mirella Castro, del gruppo Partecipiamo, hanno inoltrato specifica interrogazione all’amministrazione.
