L’amministrazione con la bacchetta magica

di Cesare Pluchino
Basta solo la volontà dell’amministrazione di installare le ‘’Case dell’acqua’’ e, come per incanto, sorgono spontanee

Solo ieri avevamo pubblicato un comunicato dell’Ufficio Stampa del Comune di Ragusa che informava della determina dirigenziale con la quale si approvava il Capitolato speciale di appalto per l’affidamento in concessione  del servizio di erogazione di acqua microfiltrata, purificata, sterilizzata, refrigerata, naturale o effervescente, attraverso l’installazione di n 3 distributori  automatici, denominati “Case dell’acqua”.
Si era informati anche che, con lo stesso atto, veniva chiesto al Settore contratti ed appalti di predisporre gli atti di gara secondo le linee guida del Capitolato speciale stesso.
Senza dubbio apprezzabile l’iniziativa seguita dall’assessore all’ambiente e all’energia Zanotto, invero originariamente portata avanti da Claudio Conti e poi seguita anche dall’assessore Corallo, per incentivare l’utilizzo dell’acqua proveniente dall’acquedotto  del servizio idrico cittadino e ottenere, nel contempo, una progressiva riduzione dei rifiuti costituiti dalle bottiglie di plastica utilizzate per l’imbottigliamento dell’acqua minerale.
Comprensibile lo stupore nel vedere già installata la prima ‘Casa dell’Acqua’, precisamente di fronte all’ingresso della caserma dei Vigili del Fuoco, in barba alle lungaggini burocratiche tipiche di questo genere di provvedimenti. Abbiamo pensato subito al miracolo grillino, alla semplificazione burocratica, ad un iter spedito imposto dai nuovi amministratori o voluto dal gruppo consiliare. Qualcuno, invece, ci ha fatto riflettere, ci ha fatto aprire gli occhi e, a ben guardare, non si tratta di una Casa dell’Acqua di cui parlava l’assessore nel comunicato.
Non si è trattato di un colpo di bacchetta magica, ma solo dell’iniziativa di un privato.
Ma se non c’è magia, di certo aleggia il mistero. Pare che lo stesso assessore non ne sapesse nulla, almeno fino all’inizio di questa settimana.
Inconcepibile sarebbe stato concedere autorizzazioni in vista del bando di gara, non vorremmo che si tratti di un caso di abusivismo bello e buono. Pare che la Polizia Locale abbia effettuato un controllo e aspetti la presentazione di idonea documentazione autorizzativa, di cui sarebbe stata garantita l’esistenza.
Pare anche che la ditta che ha installato l’aggeggio abbia pure partecipato alla manifestazione di interesse per il bando di gara relativo alle case dell’acqua, particolare che, se confermato, aggiungerebbe mistero al mistero.
Resta il fatto che l’assessore non ne sapeva nulla, che alcuni consiglieri comunali sono rimasti, anche loro, sorpresi dalla sorprendente installazione, ma, evidentemente, al Comune di Ragusa ci si muove per compartimenti stagni e c’è poca comunicazione fra gli assessori e fra questi e i consiglieri comunali.
Basta il fatto che anche con la Polizia Locale di mezzo, non tutto è chiaro all’istante, per far nascere interrogativi di vario genere. Sembra quasi  che si stia dando il tempo di sistemare le carte per dare un altro colpo di bacchetta magica e far trovare tutto a posto, altrimenti sarebbe impossibile che assessori e consiglieri comunali, ancora dopo giorni, non sanno dare spiegazioni plausibili sulla questione.
Rimane la legittima curiosità di capire se l’impianto è abusivo o meno, per quale motivo sarebbero state date autorizzazioni nell’approssimarsi di un bando di gara per l’installazione di impianti simili,  e a una ditta che avrebbe manifestato interesse a partecipare allo stesso, perché un amministratore non è in grado di venire a capo, immediatamente, di questioni che attengono l’amministrazione e la cosa pubblica.

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