Di recente, con dichiarazioni amplificate come pochi giornali sanno fare, l’assessore regionale alle infrastrutture, Pistorio, politico di razza, di democristiana memoria, aveva dichiarato che “Le infrastrutture sono tutto. Non c’è sviluppo, economico (ma anche culturale, civile e sociale), senza strade e autostrade moderne, senza ferrovie veloci ed efficienti, senza aeroporti ben organizzati e senza porti capaci di attrarre i traffici dei mercati internazionali in espansione……
Sto lavorando per arrivare al più presto possibile alla nascita della società mista che dovrà occuparsi, finalmente, di gestire la rete autostradale siciliana. L’esperienza del Cas è abbondantemente finita, con un esito fallimentare. Va messa la parola fine per un ente che oggi è depotenziato, senza risorse, nell’impossibilità di gestire la minima manutenzione. E si vede. La nuova società vedrà l’Anas, con cui abbiamo un dialogo allo stato avanzato per questo progetto, protagonista di una autentica rivoluzione.
Questo lo aveva ribadito in relazione alle paventate difficoltà per il completamento della Siracusa Gela, almeno per i lotti che dovevano arrivare a Ragusa.
Eravamo, quindi, tutti contenti, per il futuro dell’autostrada.
Per inciso, lo stesso assessore raccontava che “Entro quest’anno attiveremo i cantieri per la Catania-Ragusa, il progetto esecutivo sarà presentato entro luglio mentre la conclusione dei lavori si attende in un periodo di tre anni”.
Lo ha detto, intervenendo in commissione bilancio all’Ars per un’audizione sulla fusione Cas-Anas.
“È gia’ stata indetta la conferenza dei servizi per un progetto del valore di 815 milioni, di cui più della meta di investitori privati”, ha detto Pistorio. Il progetto si realizzerà con 400 milioni di quota privata e 380 di capitale pubblico.
Aveva anche aggiunto che “L’iniziativa vede la partecipazione di Anas attraverso un’operazione di private equity nel capitale di Mec, azienda selezionata dal ministero delle Infrastrutture, che partecipa con 44 milioni.“
L’investimento di Anas favorisce la finanziabilità del progetto – ha spiegato Pistorio – e permetterà di prendere il controllo dell’operazione Catania-Ragusa”. (ITALPRESS).
Considerata la veridicità delle notizie che coinvolgono l’ANAS e l’esito di alcune di esse, non sappiamo cosa sperare per l’autostrada. e per la Ragusa Catania.
Oggi livesicilia.it
http://livesicilia.it/2017/04/06/stop-al-progetto-di-pistorio-cas-e-anas-non-si-fondono_842940/
informa che l’Assemblea regionale ha alzato “paletta rossa”: si è fermato il progetto che avrebbe dovuto condurre alla fusione tra il Consorzio autostrade siciliane e l’Anas.
Pistorio aveva cercato di difendere il progetto in commissione Bilancio, ma, pare, non se ne fa nulla.
Si doveva creare una società pubblica e composta appunto da Anas e Regione (anche attraverso la presenza di una società interamente controllata). La nuova spa, poi, doveva passare nelle mani di Anas che sarebbe entrata in possesso della maggioranza delle quote (il 51 per cento) e alla quale sarebbe stata attribuita la guida industriale. Alla Regione invece sarebbe rimasto l’indirizzo strategico degli investimenti, e il compito di riunificare la gestione delle concessioni.
Come finirà ora? quali saranno i tempi per l’autostrada? Cambierà qualcosa per la Ragusa Catania?
Possiamo aspettare, tanto ci siamo abituati.
