Riceviamo una lettera firmata, di precisazioni che una delle mamme presenti, ieri, giovedì 6 aprile, alla seduta di Consiglio Comunale, ci ha inviato in relazione al nostro articolo di resoconto.
L’autrice della missiva, che ringraziamo per l’attenzione rivolta al nostro giornale, ha sottolineato di scrivere a nome personale e non di tutti i genitori, volendo significare di rappresentare solo se stessa e non tutti gli altri soggetti coinvolti.
Questo il testo integrale della lettera firmata:
In merito al suo articolo ho delle puntualizzazioni da fare.
1. Lei scrive: “quando è toccato all’assessore Leggio è stata inscenata la bagarre”.
Nessuna messa in scena da parte dei genitori. Si è trattato di una reazione spontanea al fatto che l’assessore Leggio ha scelto di andarsene senza dare risposte in merito alla questione.
Scelta legittima la sua, viste le continue interruzioni e provocazioni. I presenti (mi riferisco a me in primis e agli altri genitori in secundis), però, abbiamo seguito l’intero Consiglio Comunale nell’attesa dell’intervento dell’assessore da cui aspettavamo risposte.
Abbiamo invece assistito a giochetti politici che a noi non interessano. Noi non siamo politici, noi siamo cittadini che hanno cercato e che continuano a cercare la collaborazione dell’amministrazione, senza polemiche sterili e inutili, e lo abbiamo fatto incontrandoci, nelle scorse settimane, con l’assessore Leggio e con il dirigente Virginia perché l’interesse è quello di trovare una soluzione al problema.
2. Scrive ancora: “La bagarre, sostenuta e pompata da qualcuno delle opposizioni”.
Ripeto: si è trattato di un’esplosione spontanea dovuta sia al fatto che, con la scelta dell’abbandono dell’aula da parte dell’assessore, veniva meno il motivo per cui avevamo assistito all’intero consiglio, sia al fatto che era chiara la strumentalizzazione politica di una questione che per noi, genitori preoccupati, è molto delicata. La miccia che ha fatto esplodere la nostra rabbia è stata proprio la suddetta strumentalizzazione che noi abbiamo ben compreso immediatamente.
Lo abbiamo detto e urlato: “Voi fate politica, noi parliamo di vita vera e concreta. Vogliamo risposte”.
Sono lontana anni luce dalla volontà di diventare il cavallo di Troia di chi, in base al ruolo svolto all’interno di quell’aula, porta avanti il braccio di ferro con l’amministrazione comunale.
A me, nel caso specifico, la dialettica politica non interessa. Il mio è un ruolo ben diverso.
3. “Il pubblico ha invaso l’aula, minacciando una finta occupazione”. L’occupazione è stata reale, non finta. Da noi genitori non sono state ordite trame per attirare l’attenzione dei mass media.
Vero è che lei ha specificato che si trattava delle affermazioni di una dipendente comunale, ma è anche vero che ad esplodere e occupare l’aula siamo stati noi genitori per primi, per i motivi che le ho già scritto.
Abbiamo agito in piena autonomia e in nome della chiarezza che da qualche settimana chiediamo a chi di dovere, senza aver coinvolto nessuno, né politici né giornalisti.
Pretendevamo l’incontro con il Sindaco e la nostra permanenza in aula consiliare aveva questo obiettivo. Nelle righe dell’articolo a cui mi riferisco ciò non emerge e di tutta l’erba è stato fatto un unico fascio.
Capisco che lei ha fatto cronaca politica e non conosceva le intenzioni di ognuna delle parti, ma lei capisca me che leggendo il suo articolo si vede associata ad intenzioni che non le appartengono.
Spero di essere stata chiara e sufficientemente esaustiva.
Una missiva che abbiamo accolto con grande piacere, non solamente chiara ed esaustiva, che, nell’evidenziare la distanza da altre posizioni fornisce un quadro assai realistico della questione e lo fa, quasi, al di fuori delle parti veramente protagoniste della vicenda.
Ci permettiamo anche rilevare come viene dato sostegno, in ampie parti della lettera, al nostro giudizio sull’operato delle opposizioni, espresso nel nostro resoconto.
Nel contempo, ci permettiamo rilevare alcuni punti della lettera, peraltro fondamentalmente condivisa.
Non abbiamo scritto che la bagarre fosse una messa in scena, tantomeno, quindi, delle mamme: ci riferivamo esclusivamente all’esito della breve occupazione dell’aula, che si è esaurita in breve tempo, in maniera preordinata.
Il ritenere la bagarre ‘sostenuta e pompata dalle opposizioni’ è un dato di fatto incontrovertibile, suffragato dai diversi contatti che molti esponenti delle opposizioni hanno avuto con le contestatrici fino a pochi minuti prima della seduta, strategie che sono state attuate anche in altre occasioni, a sostegno di quelli che protestano e contro l’amministrazione. Non ci si riferiva, in ogni caso, al comportamento delle mamme in particolare, ma ai numerosi tentativi di interrompere l’intervento dell’assessore.
Si metteva in discussione non la realtà dell’occupazione quanto, piuttosto, la manifestata intenzione di aspettare le televisioni e andare poi a casa. Quando si attua un’occupazione, si mantiene fino a che non si è ottenuto qualcosa, altrimenti è solo propaganda inutile.
Ammettiamo di aver compreso tardi che c’erano le mamme, sapevamo che la protesta era delle dipendenti comunali, insegnanti di sostegno, e delle dipendenti della cooperativa che gestisce gli asili Patro e Palazzello 1, ma, del resto, non è stata evidenziata nessuna diversità nella protesta tale da poter distinguere i diversi ruoli.
