Ennesimo teatrino con replica al Consiglio Comunale di Ragusa

Ancora una volta seduta del Consiglio Comunale di Ragusa, da dimenticare.
Ore di sterile propaganda, nemmeno produttiva per fini elettorali, con le solite vane polemiche contro l’amministrazione per le questioni delle insegnanti delle attività integrative, che l’assessorato competente vorrebbe spostare agli asili nido, e per quelle riguardanti il nuovo bando dell’idrico che riduce di tre unità la forza lavoro e mette in pericolo gli attuali livelli occupazionali per altre 12 unità.
In realtà l’amministrazione sembra aver preso le sue decisioni, le scelte sarebbero state definite e confermate anche dalle ultime dichiarazioni degli assessori competenti, in aula, durante i lavori della seduta del consiglio comunale.
Le parti interessate, nonostante gli incontri con i vertici dell’amministrazione, non sembrano rassegnate, sono intervenute ai lavori del Consiglio, pare anche su malcelate sollecitazioni di alcuni esponenti delle opposizioni, che imperniano i loro interventi in aula sulle rivendicazioni di questi lavoratori.
La strategia è ormai sperimentata, bloccare i lavori d’aula, colorare la presenza nel civico consesso con interventi fiume, accorati, a difesa delle cause citate, prevalentemente per suscitare i favori delle parti interessate e quelli di una opinione pubblica che, in verità, interrogata fuori dal palazzo, poco ne sa di queste vicende che restano relegate nell’ambito degli addetti ai lavori e in quello ristretto dei lavoratori interessati.
L’amministrazione, segnatamente per questi due casi, non accenna a modificare le proprie intenzioni; come si ricorderà, per il venire meno dei fondi PAC, non si possono mantenere due asili nidi affidati alla gestione privata, l’amministrazione ha deciso, quindi, di passare alla gestione diretta, utilizzando personale comunale che dalle attività integrative dovrebbe passare agli sili nido. Scelta non condivisa dalle dipendenti, alcune delle quali sulla soglia della quiescenza, che da decenni sono state assunte e utilizzate esclusivamente per un servizio di attività integrative, che è solo del nostro comune e non per tutte le classi e tutti gli istituti.
Ma sono in fermento anche le lavoratrici delle cooperative che, fino ad ora, hanno gestito i due asili e le mamme utenti degli stessi che vedono incrinata fortemente la continuità didattica, educativa e assistenziale della quale hanno goduto, con soddisfazione, fino ad ora, per l’elevata professionalità dedicata dal personale della cooperativa.
Per i lavoratori dell’idrico, invece, il nuovo bando di gara riduce di tre unità la forza lavoro e mette in pericolo altre 12 unità lavorative.
Ma la protesta, nelle forme attuali, è destinata ad affievolirsi naturalmente, perché nessuno degli atti posti in essere o in itinere, dell’amministrazione, mostra profili di illegittimità o appare contro legge, come del resto non è trapelato, nemmeno come ipotesi, dagli interventi dei consiglieri che appoggiano i lavoratori.
Qualcuno di questi ha minacciato azioni eclatanti, il consigliere Lo Destro ha accennato a possibili occupazioni dell’aula, ma tutto si risolverà in un fuoco di paglia, eventuali azioni eclatanti sarebbero solo diversivi per acquisire visibilità.
Né i lavoratori dell’idrico, peraltro non direttamente interessati, per la maggior parte, dalla vertenza, né le dipendenti comunali, sembrano in grado di organizzare forti proteste.
I consiglieri comunali di opposizione, di nuovo spaccati al loro interno, non hanno nemmeno i numeri per condizionare l’amministrazione, potrebbero solo, per esempio, tentare di bloccare i lavori consiliari e determinare forti ritardi per l’iter di approvazione dei bilanci, la cui mancata approvazione nei termini di legge, secondo le nuove normative, potrebbe provocare la decadenza non solo del consiglio comunale ma, addirittura del sindaco.
Ma non ci sono gli elementi in grado di attuare una così forte protesta, molti non ne hanno l’interesse come pure manca del tutto la vera intenzione di mandare a casa l’attuale sindaco, se non altro perché le attuali forze di opposizione, al momento, sono disunite, disorganizzate, senza leader, senza progetti chiari per le prossime candidature, senza alleanze solide in grado di determinare supremazie in una qualsiasi delle aree politiche.
In ogni caso è sempre meglio vegetare all’opposizione, fino alla scadenza naturale della consiliatura, anche perché molti sono consapevoli di essere al capolinea della carriera politica e una campagna elettorale, peraltro anticipata, e nelle condizioni prima specificate, è un puro gioco d’azzardo.
Ragusa è quindi costretta a sorbirsi queste sedute del nulla, con le esibizioni che spesso trascendono nella farsa per i toni teatrali e artatamente drammatici, farciti dalle solite strategie di abbandono dei lavori per far mancare il numero legale e raddoppiare gettoni di presenza e permessi di lavoro.
La seduta, convocata per mercoledì 19 aprile, è stata aperta e subito sospesa dal Presidente Tringali per favorire una riunione delle parti interessate alla vicenda asili nido con l’assessore Leggio e con i capigruppo consiliari
Dopo un’ora circa, alla ripresa dei lavori, è mancato il numero legale, come pure dopo un’ora ancora, al secondo appello delle 20.35, complice forse la trasmissione TV di importanti eventi sportivi.
Nel pomeriggio di giovedì 20 aprile, fila di mozioni che hanno portato ad una serie di interventi fiume di quasi tutti i consiglieri di opposizione, con una dilatazione eccessiva dei tempi regolamentari previsti dal regolamento per le comunicazioni, inopinatamente concessa dalla vicepresidente del Consiglio Comunale, Federico, che, nell’occasione ha mostrato enormi limiti nella conduzione dei lavori d’aula, anche per la tolleranza esagerata nei confronti di qualche intervento, assai scomposto, di elementi dell’opposizione che hanno inveito contro l’assessore e l’amministrazione per le scelte sull’oggetto del contendere.
Esaurito l’argomento asili nido, si è passati all’esame dei punti all’ordine del giorno, approvati i verbali delle sedute precedenti, è salito alla ribalta il consigliere Tumino che ha ricordato come il suo gruppo aveva preannunciato l’abbandono dei lavori d’aula fino a quando non si sarebbero ricevuti riscontri positivi da parte dell’amministrazione per la vertenza dell’idrico.
L’intervento dell’assessore Corallo era prevedibilmente non in grado di soddisfare le aspettative di Tumino che abbandonava, quindi, l’aula, seguito dagli altri componenti delle opposizioni.
Ma il numero di 13 consiglieri 5 Stelle presenti, considerato che si trattava di prosieguo di seduta, bastava a mantenere il numero legale e permetteva l’approvazione del secondo punto all’Ordine del Giorno, quello sulla “Modifica del Regolamento per la detenzione, la tutela, il benessere degli animali e Giardini della Memoria”.
Necessariamente rinviati gli altri punti concernenti tre Ordini del Giorno dei quali erano firmatari le consigliere Migliore e Nicita: la prima firmataria aveva preannunciato la sua assenza all’Ufficio di Presidenza, la cofirmataria aveva da poco abbandonato i lavori dell’aula.
Seduta chiusa non prima dell’intervento del consiglierei Porsenna, del Movimento 5 Stelle, che ha stigmatizzato l’assenza delle colleghe presentatrici degli Ordini del Giorno e ha invocato una calendarizzazione delle sedute più attenta e non affidata alle semplicistiche richieste di consiglieri che svolgono il mandato con eccessiva leggerezza e scarsa responsabilità per il ruolo rivestito.  

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