Un flirt travagliato fra Ascom e Architetti di Ragusa

A margine della querelle sulla rotatoria di piazza Libertà, ormai diventata propellente ideale per testate grandi e piccole, nella confusione di posizioni, pareri e valutazioni di carattere urbanistico architettonico, più o meno competenti, va rilevato il flirt, ravagliato fra Ascom e Ordine e Fondazione degli Architetti di Ragusa.

In data 22 settembre, il presidente della sezione Ascom di Ragusa, Salvo Ingallinera, manifestava il proprio disappunto per la situazione venutasi a creare nel primo tratto di via Roma, subito dopo il Ponte Nuovo, che danneggiava in maniera pesante gli operatori commerciali della zona, per l’inizio dei lavori sul fognolo di via Sant’Anna che aveva tagliato in due la via Roma.
Ingallinera aggiungeva e sottolineava come gli operatori commerciali della zona già vedevano penalizzata la loro azione commerciale dal prolungamento temporale dell’installazione sul Ponte Nuovo e dalla mancata apertura in via sperimentale del tratto di via Salvatore.
L’Amministrazione comunale, secondo l’ASCOM, si sarebbe dovuta confrontare con le associazioni piuttosto di farsi tirare la giacchetta da questo o da quell’altro soggetto che probabilmente in maniera miope ha rappresentato al Comune situazioni di parte.
Il giorno successivo, 23 settembre, Ingallinera annunciava la protesta dei commercianti di via Roma che, nella serata di sabato 24 settembre, avrebbero spento tutti le insegne luminose e le vetrine
La piattaforma rivendicativa, stilata dagli stessi operatori commerciali, chiedeva, al primo punto, lo smantellamento immediato dell’installazione sul Ponte Nuovo.
Successivamente alla protesta, in una nota indirizzata al sindaco di Ragusa e all’assessore comunale ai Centri storici e viabilità, l’Ascom di Ragusa chiede con carattere d’urgenza smontaggio immediato installazione mostra al Ponte Nuovo, nonché apertura via Santissimo Salvatore fino al termine dei lavori di via Sant’Anna.
Per inciso, nel corso di un incontro con l’urbanista Cervellati, intervenuto ad un convegno organizzato dal Centro Feliciano Rossitto, secondo un comunicato dell’ASCOM, i commercianti avevano chiesto una propria personale opinione sul futuro di via Roma e, più in generale, sul recupero del centro storico superiore della città, anche per favorire le dinamiche di rilancio della zona.
Il prof. Cervellati, supportato in questa valutazione anche dall’on. Chessari e dal prof. Giorgio Flaccavento dell’associazione “Insieme in città”, ebbe a sottolineare che, “nell’attuale periodo storico, le aree commerciali dei centri urbani, in tutta Italia, stanno attraversando un momento complesso.”
“Le uniche attività che vanno per il meglio – aggiunse – sono quelle legate alla ristorazione. Ma è chiaro che è impossibile pensare di convertire i vari esercizi commerciali in un’unica tipologia merceologica in questo caso legata al settore dell’enogastronomia.
Piuttosto, è opportuno che possa essere avviata una concertazione proficua con l’Amministrazione locale che coinvolga, però, non solo gli operatori commerciali ma anche i residenti e tutte quelle associazioni che, a vario titolo, si occupano del centro storico.”

In data 28 settembre, l’Ordine degli Architetti e la Fondazione ARCH, con un comunicato a firma dei rispettivi Presidenti, Cucuzzella e Manganello, annunciavano, nel titolo, di solidarizzare con i commercianti di via Roma ma stigmatizzavano la richiesta di smontare l’installazione sul ponte nuovo.
Il Consiglio dell’Ordine degli architetti di Ragusa e il Consiglio della Fondazione Arch Studi e Ricerche Architetti nel Mediterraneo, nell’esprimere solidarietà agli operatori del settore, volevano attirare l’attenzione sul tentativo di puntare i riflettori sulla necessità di effettuare un’azione concreta di iniziative e manifestazioni per puntare alla rivitalizzazione della via Roma.
Il documento dell’Ascom in cui si chiedeva l’immediata rimozione dell’installazione sul ponte Nuovo, aveva trovato gli architetti assolutamente contrari, lasciandoli molto perplessi, perché convinti che non bisognava, sul tema della riqualificazione del centro città, creare contrapposizioni.
Si erano cercati contatti con i commercianti, senza riscontri, l’Ascom aveva concesso solo il patrocinio, per organizzare eventi collaterali alla manifestazione Architettura Oggi.
Su questo piano, recitava la nota dell’Ordine della Fondazione, “i commercianti non si sono mossi e non hanno potuto o non hanno ritenuto opportuno organizzare nessun evento collaterale.”
La nota concludeva con l’auspicio che la proposta di istituzione di un tavolo di lavoro fosse stata presa in considerazione con l’auspicio di un proficuo lavoro tutti insieme, senza contrapposizioni inconcludenti.

In questi giorni, nonostante le incomprensioni citate, assieme alla Cna, l’ASCOM si oppone alla realizzazione della nuova rotatoria allargata, trovandosi in sintonia con gli architetti che, però, in un loro comunicato parlano di interventi che devono essere risolutivi e congruenti con i valori che esprime la piazza.
L’ASCOM auspica un progetto di riqualificazione della piazza, ma questo, secondo quanto espresso da architetti e, soprattutto, dalla Soprintendenza, presupporrebbe l’eliminazione dei parcheggi e una pedonalizzazione che dovrebbe rendere minimale il traffico veicolare, soluzione che, a questo punto, ove non venga realizzata la rotatoria, per come progettata, si presenta come l’unica per dare alla piazza la sua dignità storica.
Soluzione da molti auspicata ma che, di certo, non sarà gradita all’ASCOM che non solo vedrebbe vanificata la richiesta di apertura al traffico di via Roma, ma si ritroverebbe davanti all’eliminazione dei parcheggi sulla piazza e a di un forte ridimensionamento della circolazione sulla stessa.
In pratica un amore sbocciato dopo tante incomprensioni tra Architetti e ASCOM, destinato, forse, a spegnersi troppo presto.

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