La strada per Marina di Ragusa è diventata una trappola assai pericolosa

Dopo che la collettività ha fatto i suoi comodi, costruendo all’impazzata, e la politica ha tollerato l’urbanizzazione selvaggia di vaste zone della campagna adiacente alla strada provinciale che collega Ragusa a Marina di Ragusa, ora la città è chiamata a porre rimedio al caos e alla mancanza dei minimi requisiti di sicurezza sull’arteria.
I politici sono pronti a chiedere la messa in sicurezza dell’arteria e sono pronti ad abbracciare la causa dei residenti dei vari insediamenti abitativi che, oramai, hanno trasformato la provinciale da strada extraurbana in una via cittadina.
Fra incroci con strade provinciale, accessi a strade interpoderali e accessi privati, sono circa un centinaio le potenziali fonti di pericolo che insistono sulla strada per Marina.
Pericoli determinati, soprattutto, dai numerosi attraversamenti di carreggiata che impongono assolutamente sistemi per mettere in sicurezza l’arteria.
La problematica è tornata di attualità dopo l’ennesimo incidente stradale, verificatosi in contrada Camemi, al quale fanno seguito le sollecitazioni dei politici che si fanno trovare pronti a sfruttare l’occasione per acquisire consenso.
In qualità di portavoce del Comitato Intercontrade, chiede una vera messa in sicurezza della strada Peppe Calabrese, con interventi mirati come già avvenuto con la realizzazione della rotatoria di Gatto Corvino.
Gli fa eco Maurizio Tumino, con il suo gruppo misto al consiglio comunale, che chiede la stessa cosa, auspicando una collaborazione fra comune e libero consorzio provinciale per porre rimedio ai potenziali pericoli lungo l’arteria, con particolare riferimento all’incrocio di contrada Camemi.
Ma è sotto gli occhi di tutti che non è solo l’incrocio di Camemi a risultare assai pericoloso, ci sono altri punti dell’arteria che risultano non meno critici per la circolazione.
Si deve studiare un piano complessivo di sicurezza, perché dopo che si sarà costruita una rotatoria per Camemi, sorgeranno identiche necessità per altri incroci non meno pericolosi.
Una misura da attuare subito sarebbe quella del limite di velocità abbassato a 50 Km/h, un piano di controlli più serrato, possibilmente con auto civetta o con un sistema di telecamere che possa fungere da elemento dissuasore delle infrazioni più frequenti.
Ma le misure che potrebbero ridimensionare in maniera netta il pericolo sono il divieto di sorpasso lungo tutta l’arteria e la creazione di alcune rotatorie nei punti cruciali del percorso, per il momento con elementi artificiali per renderle immediatamente in funzione: la creazione di un cordolo centrale con funzione di spartitraffico renderebbe impossibili gli attraversamenti di carreggiata, così da obbligare gli automobilisti a raggiungere la rotatoria più vicina per immettersi nella carreggiata opposta.
Se non si adotteranno misure concrete di questo tipo, interventi slegati, come la costruzione della rotatoria di Camemi, per quanto necessaria, non faranno altro che spostare in altro sito le criticità maggiori.

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