La tattica era annunciata, se ne parlava, in mattinata, nei corridoi di Palazzo dell’Aquila, qualcuno aveva fatto trapelare quale sarebbe stata la strategia, nel pomeriggio, delle opposizioni, quella solita dell’abbandono dell’aula per far mancare il numero legale.
A vestire gli abiti di scena di una opposizione ferma e risoluta, tanto interessata al bene della città e al bene comune, il consigliere Maurizio Tumino, del gruppo misto, che, per dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’amministrazione è senza maggioranza, ha chiesto la verifica del numero legale prima che l’assessore al bilancio, Martorana, iniziasse a presentasse il DUP, il documento unico di programmazione, al civico consesso.
Si era avuta conferma dell’attuazione di quanto trapelato, in mattinata, dai movimenti in aula, nel corso delle comunicazioni, i consiglieri più autorevoli erano incaricati di sollecitare i più dubbiosi a lasciare l’aula.
Qualcuno dei consiglieri è uscito dall’aula lamentandosi di essere spinto a fare cose che non gli piacciono, ma tutti i componenti presenti , delle opposizioni, sono stati compatti nell’attuare la decisione.
Il livello di guardia della decenza politica è stato, ormai, travalicato da tempo, ma simili strategie lasciano sempre l’amaro in bocca: non è nemmeno questione di capire se serve solo per dimostrare la mancanza di maggioranza, oppure si vuole raddoppiare il gettone di presenza, oppure ancora, e questo sicuramente vale per alcuni ben identificati personaggi politici, si vuole guadagnare una seconda giornata di esonero lavorativo.
Basterebbe lasciare i grillini residui in aula per passare al giorno successivo, invece si approfitta della mezzora di comunicazioni per le solite litanie stantie, ormai riproposte all’infinito, per poi passare all’incasso di privilegi e benefici, sia chiaro, del tutto legittimi.
Ci apprestiamo a vivere una lunga ‘via crucis’, fino all’esame del bilancio preventivo che, nonostante I termini perentori, non potrà approdare in aula prima della fine di giugno.
Questo DUP, che sarà presentato domani, giovedì 4 maggio, sarà sottoposto, per 45 giorni, alle possibili variazioni proposte dal consiglio, la Giunta potrà fare sue le richieste e presentare l’atto definitivo per l’approvazione non prima della fine di giugno, anche se, pare, ci sia il tentativo di far prevalere l’interpretazione della decorrenza dei 45 giorni dalla data dell’11 aprile, giorno in cui c’è stata la delibera di giunta sull’atto da presentare al Consiglio.
Ad atto approvato, lo stesso sarà calato nel bilancio di previsione, da sottoporre al Consiglio Comunale, con la spada di Damocle sulla testa di un possibile commissariamento perché, ricordiamo, il DUP doveva essere presentato entro metà novembre, prorogato dal 31 luglio, il bilancio andava approvato entro il 31 marzo.
L’assessorato agli enti locali ha sospeso, come riferisce ANCI Sicilia, la circolare (del 16 settembre) con cui nei giorni scorsi era stato stabilito di rendere immediatamente attuativa la norma che prevede, oltre all’azzeramento del consiglio comunale, anche lo scioglimento della Giunta e la decadenza del sindaco in caso di mancata approvazione del bilancio secondo i termini stabiliti dalla legge, ma, come ha sottolineato il Presidente dell’Associazione dei Comuni Siciliani, Orlando, occorre rivedere in tempi brevi la norma eliminando una fonte inesauribile di incertezza, controversie e ricorsi di varia natura.
Con la Regione Siciliana si vive, comunque, in un clima di profonda incertezza, per questo motivo le opposizioni si consultano e tentano, ancora una volta, di fare fronte comune per far cadere l’amministrazione.
Oramai si è giunti quasi alla fine dei 5 anni del mandato, mancano solo dodici mesi che, al netto di ogni necessaria campagna elettorale, riducono a sette o otto mesi la vita di consiglio comunale e della giunta.
Non a caso, ci sono movimenti per ‘convincere’ i più restii a bocciare il bilancio e gli atti propedeutici, preoccupazioni per quei consiglieri che potrebbero essere ‘convinti’ , quanto meno, a desistere con assenze strategiche, preoccupazioni anche per qualche gruppo che potrebbe, come hanno evidenziato velate accuse nel corso dei dibattiti in aula, attuare strategie di desistenza, come già avvenuto in passato.
Quel che resta della maggioranza 5 Stelle sembra compatta nel sostenere gli atti dell’amministrazione, è indubbio che la componente consiliare avrà imposto sue richieste nella stesura dello strumento finanziario, ma la calma è solo apparente, le tensioni, ormai risapute, di alcune elementi del truppone con l’assessore al bilancio, secondo i bene informati, non sono del tutto sopite, ma l’abile gestione del sindaco e del vice sindaco Iannucci, già ampiamente collaudata, fa ben sperare i 5 Stelle per un esito positivo dell’esame dello strumento finanziario, almeno dalla parte del gruppo pentastellato.
Praticamente il bilancio preventivo 2017 sarà l’ultimo della gestione Piccitto, assai difficile approvare il 2018 entro il primo trimestre del prossimo anno, motivo per il quale, forse, questo ultimo bilancio potrebbe essere l’occasione per l’ultima delle esibizioni delle opposizioni che, in verità, nel corso di questi 4 anni non hanno offerto uno spettacolo esaltante, dal punto di vista politico.
