Tumino parla, in commissione bilancio di ‘truffa’ e di ‘conti truccati’: serve fare chiarezza

Una seduta di commissione, quella di oggi 12 maggio 2017, della quale non si sapeva nulla. Come è, ormai, frequente, nemmeno sul sito istituzionale del Comune, fino alle ore 20 dello stesso giorno, era annotata la seduta. Evidentemente i vertici, se pure sollecitati, non vogliono far valere la loro autorevolezza sugli uffici. Segretario Generale, Presidente del Consiglio, Presidenti delle Commissioni, permettono il rimpallo di responsabilità fra uffici vari, non consentendo al pubblico di accedere alle informazioni sulle convocazioni delle sedute di commissione che, come si ricorderà, sono pubbliche.
Avuta notizia, per caso, della seduta, approfittiamo, allora, dello streaming per capire di quale argomento si sarebbe trattato.
Passavano in commissione, stamattina, alcuni debiti fuori bilancio, la cui legittimità è stata riconosciuta dalla giunta con apposita delibera che deve passare al vaglio del consiglio comunale, una cosuccia da nulla perché trattasi di soli 118 mila euro e rotti, forse costeranno di più le sedute di commissione, almeno due perché quella di oggi è stata rinviata a data da destinarsi per l’assenza del dirigente dei servizi finanziari che dovrà rispondere ai dubbi dei commissari, e le sedute di consiglio comunale che, per ora, vanno avanti a due a due.
Streaming che si poteva lasciar perdere, perché, come si sa, i debiti fuori bilancio sono determinati, per lo più, da sentenze esecutive, per contenziosi di molti anni prima, contro i quali c’è sempre poco da eccepire, come, in passato, ammesso dalle stesse opposizioni.
Finora, quando si è trattato di esaminare debiti fuori bilancio, si sapeva che l’amministrazione grillina poco c’entrava, questa volta i commissari di opposizione hanno fatto emergere che iniziano a venire a galla debiti di questa amministrazione, sia pure derivanti da sentenze dei tribunali.
Ma la seduta di commissione ha offerto altri spunti interessanti.
Maurizio Tumino, poco soffermandosi sulla puntuale relazione del dirigente dell’avvocatura, avv. Boncoraglio, ha preso spunto dalle considerazioni di quest’ultimo e della dott.sa Mazzola, revisore dei conti, per chiedere quali motivazioni hanno costretto l’amministrazione a non pagare i debiti tramite l’apposito fondo del bilancio 2016, che non richiedeva l’approvazione del consiglio comunale, ricorrendo, invece, alla procedura dei debiti fuori bilancio.
Mentre l’avv. Boncoraglio voleva far passare motivazioni di ordine giurisprudenziale, la dott.sa Mazzola precisava che, una volta non pagati con i fondi del bilancio 2016, il pagamento dei debiti, se saldati nell’anno successivo, deve essere approvato, necessariamente, dal Consiglio.
Ecco allora che il consigliere Tumino chiede di sapere come mai si dà seguito, con ritardo, a sentenze notificate a ottobre 2016. In particolare Tumino ha eccepito come mai l’assessorato non ha tenuto conto di queste notifiche, come mai non ha pagato nei tempi dovuti, come mai questi debiti, noti già ad ottobre, non sono stati inseriti nelle variazioni di bilancio che l’amministrazione aveva approntato  in data 11 novembre e come mai non siano stati compresi nemmeno nella proposta di variazioni di iniziativa consiliare predisposta dai consiglieri grillini, in extremis, in data 30 dicembre, appunto, come fu detto in aula, per coprire debiti inderogabili.
Tumino non ha lesinato critiche all’amministrazione e alla gestione finanziaria dell’ente, esprimendosi con termini molto forti che ha rimarcato precisando di voler approfittare della diretta streaming: ha parlato, a chiare lettere di ‘truffa’ per la procedura adottata, per non utilizzare fondi del 2016, ha parlato di ‘conti truccati’, ha parlato di debiti fuori bilancio creati ad arte.
Senza questi termini, ma con estrema decisione, ha espresso forti critiche anche il consigliere Giovanni Iacono che ha stigmatizzato, rivolgendosi al dott. Distefano, dirigente del settore affari generali, le procedure e il rimpallo di responsabilità che non fornisce risposte esaustive alle legittime richieste di chiarimenti da parte dei consiglieri comunali.
Anche il consigliere Maurizio Porsenna, del Movimento 5 Stelle, ha chiesto di sapere se il dirigente dei servizi finanziari, dott. Cannata, era stato regolarmente convocato, mettendosi fra quelli che attendono risposte per questioni, evidentemente, poco chiare.
Alla prossima seduta, che il Presidente Stevanato si è riservato di convocare, mostrandosi anche lui desideroso di ricevere lumi sulle questioni sollevate, si potrà avere chiarezza.
La stessa chiarezza che auspichiamo, convinti come siamo che, alla fine, l’amministrazione produrrà le giustificazioni necessarie, appellandosi a norme e interpretazioni di legge e ai termini previsti dalle sentenze.
Riteniamo eccessivo parlare di truffa o di conti truccati, si tratterà, magari, di elusione delle norme, di aggiramento delle stesse in maniera del tutto legittima e legale, di virtuosismi contabili, del tutto regolari, per i quali il dirigente dei servizi finanziari sembra particolarmente esperto e abile manovratore.
Ancora una volta si impone di fare chiarezza, non tanto sulla sostanza della questione, sotto certi aspetti penoso che certi politici si soffermino su banalità per 118 mila  euro che oggi non ci compri nemmeno una vettura buona.
Innegabile il diritto dei consiglieri comunali a verificare la legittimità e la regolarità dei procedimenti di politici e personale amministrativo: in caso di errori o di malafede, questi ultimi farebbero meglio a fare un passo indietro e liberare la città da incompetenza o procedure illegali.
Ma in caso non si riscontrassero irregolarità o, peggio, procedure illegittime e illegali, un passo indietro lo dovrebbe fare chi utilizza termini pesanti e gravi che potrebbero risultare privi di ogni fondamento, oltre che lesivi del prestigio non solo degli amministratori ma della città tutta.
La città è stanca di sentire gridare “al lupo, al lupo !”, in quattro anni ne abbiamo sentito di tutti i colori, aspettiamo importanti pronunciamenti del tribunale amministrativo regionale, proprio a proposito delle variazioni di bilancio richiamate da Tumino, se prima delle prossime elezioni amministrative non arrivassero conferme ai rilievi e alle eccezioni sollevate, sarebbe più opportuno, come spesso auspicato dallo stesso Tumino, che molti politici si consegnassero agli affetti familiari, liberando la città da questo modo di fare politica che, ormai, non incanta

Ultimi Articoli