Si sapeva, dai giorni precedenti, che la seduta sarebbe saltata, ricorrendo alla mancanza del numero legale.
Ipotesi che puntualmente si è verificata, ormai nessuno dei consiglieri si preoccupa anche solo di salvare la faccia, tutti sono complici perché sanno come andrà a finire, sanno degli accordi per pilotare i lavori d’aula, ma nessuno denuncia quello che, a tutti gli effetti, si può definire uno scandalo.
Fin dall’inizio della sindacatura, anche senza divieto espresso, la conferenza dei capigruppo, il tavolo dove si stabiliscono i lavori d’aula, è stata tenuta a porte chiuse.
La stampa ha acconsentito più per riguardo che per effettiva accettazione delle riservatezze della riunione dei capigruppo, perché non sta scritto da nessuna parte che la conferenza dei capigruppo debba tenersi a porte chiuse; è stato un errore perché dalla riunione dei capigruppo nascono i traccheggi per evitare di far emergere le grosse criticità di un civico consesso che si può definire al limite della decenza, non solo politica.
Tutti i componenti, senza distinzione di colore politico, sono responsabili del degrado di questo ordine istituzionale, perché anche chi non ha responsabilità dirette nelle decisioni, subisce una situazione indecente, senza ribellarsi.
Quello che resta della maggioranza grillina di una volta sono solo brandelli di un gruppo consiliare del quale si era compresa, da tempo, l’assoluta inconsistenza per la presenza (sarebbe più giusto parlare di assenza) di soggetti, sempre gli stessi, del tutto inadeguati e incapaci di assolvere il compito loro affidato, incoscientemente, dagli elettori.
Le opposizioni sono arrivate al punto di non voler nemmeno approfittare dei momenti nei quali potrebbero avere i numeri per condizionare l’attività dell’amministrazione, impegnati solo nel giochino di far mancare il numero legale, ormai diventato marchio sconcertante di questo manipolo di consiglieri di minoranza dominati dai pochi elementi che, dall’inizio della sindacatura, sono impegnati solo a trovare le maniere per ritagliarsi ancora uno spazio nel panorama politico locale.
Al cospetto del teatrino della politica in ambito nazionale e regionale, la situazione del civico consesso della nostra città è, senza dubbio, poca cosa ma resta uno spettacolo indecoroso.
Unica scappatoia per sdoganarsi dal degrado, per chi lo volesse fare, soprattutto fra i consiglieri grillini, sarebbe quello di rinunciare, comunque, ai gettoni di presenza e ai permessi di lavoro, per eliminare ogni possibile dubbio sulla buona fede dei singoli.
La seduta di ieri mercoledì 17 maggio, convocata per l’esame del DUP, il Documento Unico di Programmazione Finanziaria, si apre con 20 presenti, alcuni interventi, di consiglieri dell’opposizione, per le rituali critiche all’amministrazione, solo qualche sprazzo di lucidità politica, come nell’intervento di Giorgio Massari a proposito delle peculiarità turistico-culturali del nostro territorio, poi il nulla che si estrinseca nel consueto abbandono dell’aula per far mancare il numero legale.
Legittime le rivendicazioni di non voler costituire la stampella di una maggioranza traballante, ma, dopo tante dimostrazioni o si resta in aula per discutere gli argomenti all’ordine del giorno, possibilmente anche bocciandoli, o si diserta la seduta, contribuendo a mantenere il decoro del Consiglio.
Lo squarcio di seduta era stato illuminato da un intervento del consigliere-assessore Gianluca Leggio che, negli ultimi tempi, nel desolante panorama di una compagine amministrativa chiusa e impegnata a lavorare nelle stanze del potere, quasi sempre latitante e distante dall’aula, costituisce una voce autorevole dell’amministrazione, che esprime concetti sensati e, soprattutto, ribatte alle farneticazioni delle opposizioni, in maniera decisa ancorché non condivisa.
Un intervento apprezzabile, a proposito della democrazia partecipata, della consultazione on line della collettività, che devono essere viste, soprattutto in una prima fase, come sperimentazione per un approccio positivo ad una cultura innovativa di partecipazione popolare.
Ancora una voce decisa a proposito delle insistenti critiche delle opposizioni per i disagi derivanti dai lavori in corso sulla rete idrica cittadina, che ha messo in risalto la valenza di un grosso intervento di riqualificazione che ha soprattutto effetti benefici sul risparmio energetico della città, con positivi risvolti per le casse comunali e per l’efficienza del servizio.
Poi, alla fine, lo scivolone, non grave ma evitabile, dell’assessore Leggio che ha voluto mettere in relazione sedute a vuoto del consiglio comunale con eventi sportivi importanti trasmessi in televisione nella stessa serata.
Scivolone perché enunciazione di una verità assai parziale che ha fornito solo l’occasione alle opposizioni di mostrarsi scandalizzati per quanto detto, quasi lo spunto per abbandonare la seduta, offesi, in maniera giustificata.
Sarebbe una fortuna per la città se le sedute non si tenessero per la concomitanza di importanti eventi sportivi, d’altra parte questi appuntamenti sono noti da tempo e basterebbe scegliere le date di convocazione in maniera opportuna.
Come appena accennato, la decadenza del civico consesso ha origini e motivazioni diverse, assai più gravi di quelle che potrebbero derivare da una sana passione sportiva.
Un errore quello dell’assessore Leggio che avrebbe potuto utilizzare il suo intervento per una denuncia più pregante e decisa sullo sfascio del consiglio.
