“Ragusa prossima, cantiere di democrazia”

Pubblichiamo integralmente il documento programmatico del gruppo politico che si stringe attorno a Giorgio Massari, carta dei valori costitutiva di un “movimento civico che nella definizione della propria forma organizzativa e nella elaborazione di programmi politici ed amministrativi per lo sviluppo della nostra città, si ispiri al quadro di valori che vengono delineati nello stesso documento”.

“Ragusa prossima, cantiere di democrazia”

La città può ritornare ad essere vincente solo se riuscirà ad evidenziare il ruolo che la storia le ha conferito. Individuare “la storia” del territorio equivale ad identificare la sua cultura, la sua identità. La storia, in questo caso, diventa “futuro” (Pier Luigi Cervellati, L’arte di curare la città)

Vogliamo dare vita ad un movimento civico che nella definizione della propria forma organizzativa e nella elaborazione di programmi politici ed amministrativi per lo sviluppo della nostra città, si ispiri al quadro di valori che delineiamo in questo documento.
Vogliamo dichiarare, in primo luogo, che cosa cerchiamo, perché siamo convinti che se non si ha idea di ciò che si sta cercando, non lo si troverà mai.
Cerchiamo innanzitutto l’anima di questa città, la sua identità e il suo destino, per fare crescere la comunità che sta tra certezza del passato ed incertezza dei tanti futuri possibili, in questo spazio e in questo tempo.
Nel tempo del degrado della qualità della convivenza civile, in uno scenario liquido, in cui le grandi narrazioni della modernità come democrazia, eguaglianza e libertà,  così come le grandi organizzazioni come stato, partito, sindacato, sono  affette da una patologica crisi di fiducia, cerchiamo una  città che sia   luogo concreto e speciale di  una nuova narrazione della politica,   del vivere insieme, del buon convivere, attraverso un approccio  relazionale per cui gli esseri umani non sono solo individui , ma persone che intessono rapporti di fiducia interpersonali, sociali ed integralmente ecologici .

Pensiamo la città come opera d’arte e come luogo della bellezza, in cui le persone possano coltivare e veder crescere la propria umanità e le proprie capacità.
Reinterpretando le mappe e ridefinendo nuove coordinate, cerchiamo il vero tesoro della città: i suoi cittadini.
Consapevoli che ogni azione politica debba semplicemente avere come obiettivo quello di sviluppare un ambiente che consenta ad essi di godere una vita appropriata alla loro dignità umana, una vita creativa, sana e possibilmente lunga.
Desideriamo riscoprire una comunità che abita il   luogo storico dei padri, da sottrarre all’anonimato dei non-luoghi e all’egemonia dei flussi che fano svanire il demos sia nell’accezione di popolo che di territorio. Consapevoli che, se la DEMO-CRAZIA viene privata del “demos” (popolo/territorio), rimane solo Cratos, potere che è sempre più nascosto, irresponsabile, imprendibile, assoluto.
Cerchiamo una comunità che aiuti a far crescere l’empatia tra i suoi membri e che riesca a suscitare una vera passione per l’altro; una città che viva nella convivialità delle differenze, nel rispetto reciproco e nella interazione per la costruzione del bene comune, che oggi può fiorire grazie anche alla riscoperta dei beni comuni; una comunità in cui, i rapporti personali, sociali e politici siano improntati al superamento della contrapposizione come stile di relazione e di comunicazione.

Vogliamo ritrovare la politica perduta, quella politica che è il vero collante sociale, che crea coesione tra persone, gruppi e corpi intermedi. La politica che non trasforma la sfiducia ed il risentimento negli altri in consenso a proprio favore;

la politica che non si nutre del populismo che vuole ridurre la complessità della vita democratica alla semplice nuda contrapposizione di un popolo–vittima, sano e in sé virtuoso, contro un sistema politico e istituzionale corrotto e ostile;

la politica che si emoziona nel servire l’altro e il bene comune. Il futuro esige oggi l’opera di riabilitare la politica che è una delle forme più alte della carità;

la politica che coltiva la speranza e che aiuta a sperare contro ogni speranza, anche se a caro prezzo; che sia libera e si adoperi per ampliare gli spazi di libertà per ogni persona; che sia giusta perché considera ogni uomo uguale nella dignità, diverso nei bisogni; ma soprattutto che sia fraterna, perché trova il proprio centro nell’ umanesimo civile, nella prassi del dono, nel farsi prossimo, nel prendersi cura dell’altro, della natura e dell’ambiente.

Vogliamo costruire comunitariamente il futuro:

un futuro abitabile, attraverso un linguaggio e pratiche comuni che diano senso al nostro convivere;

un futuro sostenibile in cui le città siano sostenute da efficaci politiche di gestione dei beni primari, (acqua, aria, energia, rifiuti, suolo, paesaggio) e della mobilità per un uso responsabile del territorio; da nuovi modelli di sviluppo e di produzione di beni e servizi incentrati sulla cultura, sulla economia verde e blu sorretti da una nuova responsabilità sociale d’impresa;

un futuro accessibile per ogni persona e in modo specifico per le persone con disabilità

 un futuro per i giovani con la determinata intenzionalità ad assumere l’opzione educativa e formativa come priorità assoluta;

un futuro in cui giovani e vecchi, uomini e donne si educano reciprocamente alla democrazia e alla cittadinanza attiva, considerano la partecipazione deliberativa una declinazione importante del sistema diritti –doveri.

un futuro in cui la miseria  è abolita, attraverso un’equa distribuzione delle risorse e dei beni, fondata su  una interpretazione sostanziale della costituzione che fonda la nostra democrazia sul lavoro ed impegna la Repubblica a “ rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”  .

E se i poveri saranno sempre con noi, essi saranno centro e priorità assoluta.
Vogliamo essere lenti, perché vogliamo che il nostro passo sia sul metro dell’ultimo. Vogliamo essere lenti, perché desideriamo cambiare realmente le cose. Il futuro esige una visione umanista dell’economia e una politica che crei partecipazione, sradichi la povertà, eviti elitarismi.

Vogliamo ispirarci all’idea di una ecologia integrale intesa come paradigma di costruzione della giustizia in una società complessa, attenta ai legami tra le persone e i corpi sociali, ma anche con la natura che ne sostiene l’esistenza.
Pensiamo  l’ecologia integrale  come sintesi di un’ecologia ambientale, economica e sociale in cui l’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari , lavorativi, urbani; di un ecologia  culturale in cui l’insieme del patrimonio naturale, storico, artistico e culturale è parte costitutiva ed essenziale dell’identità di un luogo e base per costruire una città abitabile e a misura d’uomo; di un’ecologia della vita in comune, come cura degli spazi pubblici, dei punti di riferimento urbani che accrescono il senso di appartenenza ed il radicamento e il sentirci a casa all’interno della nostra città; l’ecologia della giustizia tra le generazioni, radicata nel principio del bene comune e nella consapevolezza che l’ambiente  è un prestito che ogni generazione riceve e deve trasmettere alla generazione successiva.

Condividiamo, con il forum nazionale per l’etica civile, “la convinzione che la società civile italiana resta ricca di energie e di esperienze positive, capaci di tradursi, soprattutto in ambito locale, in buone pratiche di solidarietà, di giustizia e di promozione del bene comune.
Condividiamo che queste esperienze hanno però bisogno di confrontarsi e collegarsi in un modo che rispetti l’originalità di ciascuna, ma senza rinunciare a elaborare un progetto più ampio e una modalità condivisa di abitare la società italiana e affrontare le sue contraddizioni.
Condividiamo l’importanza della costruzione di uno spazio pubblico fondato su un vincolo umano dotato di senso, rifiutando ogni esercizio di dominazione o di neutralizzazione della pluralità, luogo di incontro tra coloro che lo abitano e non di oppressione di alcuni su altri, perché fondato sul riconoscimento reciproco, fondato su un metodo che renda l’incontro tra le diversità generativo e non esplosivo. “

Per questo facciamo nostri e sottoscriviamo i punti fondamentali del “Patto per un’etica civile” promosso da numerosi associazioni nazionali:

1) una politica che sia risposta condivisa alle domande fondamentali delle nostre città; che sia sintonizzata su ciò che è giusto, costruttivo, vero, solidale per me e per gli altri; che sia intessuta di partecipazione, competenza e lotta alla corruzione;

2) un’idea innovativa di cittadinanza, slegata da quella esclusiva di nazionalità, perché ciascuno possa esercitare i diritti e i doveri fondamentali della persona in qualunque luogo, secondo un fondamentale ius dignitatis humanae;

3) una città accogliente per l’incontro tra le diversità, spazio di dialogo senza violenza tra differenti religioni

4) un’educazione orientata a una nuova coscienza, generatrice di città inclusive e poliedriche, intessute di connessioni; tesa a formare i giovani a una democrazia partecipata, etica e responsabile che affezioni alla polis;

5) valorizzare le tante buone pratiche che esprimono un rapporto sostenibile tra economia e ambiente, sapendo che solo nella prospettiva dell’ecologia integrale potranno essere affrontati e risolti i complessi problemi ambientali;

6) un’economia orientata al contrasto della disuguaglianza e della povertà diffusa; attenta alla dimensione civile, della solidarietà e della condivisione; rigorosa nel rispetto delle norme (specie in ambiti come l’evasione e l’elusione fiscale o la normativa sul lavoro);

7) una comunicazione che sappia responsabilmente esprimere un dibattito pubblico libero, informato e plurale, ponendosi come strumento di formazione di coscienza civile, per persone e comunità, nella rigorosa attenzione per la veridicità di quanto veicolato.

Il movimento che vogliamo fondare “Ragusa Prossima, cantiere di democrazia” vuole   costruire alla luce della carta dei valori, un programma politico ed amministrativo per la nostra città, attraverso un percorso condiviso con le varie realtà, sociali, culturali, politiche ed economiche della città, caratterizzato da uno stile e da un metodo di ascolto e di rispetto reciproco.

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