I cavalli di razza non si smentiscono mai, i purosangue della politica, come già abbiamo avuto modo di definire, in un recente passato, Giorgio Massari, esce allo scoperto e lo fa nei modi e nei tempi giusti.
La diffusione informale di un programma civico sul futuro della città, frutto di un lavoro condiviso con un gruppo che non è certo solo di origine prelettorale né unicamente finalizzato ad amministrare la città, diventa segnale preciso di una attività e di una attenzione politica mai disconosciuta al consigliere comunale, già sindaco della città, esponente di spicco, prima, della Democrazia Cristiana e poi di tutte quelle formazioni che, vanamente, nel tempo, hanno cercato, insistentemente, di trovare una sintesi con le forze di sinistra per assicurarsi una egemonia politica sui numeri, ma mai diventata vera fusione di principi e di intenti.
Massari incentra il programma politico sulla città, intesa non solamente nel senso materiale ma come espressione della civitas, fulcro di ogni aspetto della politica e di ogni settore della vita amministrativa.
Prosegue nel solco di una attenzione a lei rivolta nel corso di questi anni, dai banchi dell’opposizione, con estrema dedizione, purtroppo spesso inascoltato e limitato nell’azione politica da un partito inesistente, dedito solo a beghe interne, con un compagno di gruppo di livello assai diverso, distratto perché dedito esclusivamente a logiche di corrente e di potere all’interno del partito.
Constatato il fallimento degli ultimi tentativi di costituire un gruppo compatto di opposizione all’attuale amministrazione, Giorgio Massari ha accelerato la definizione di un programma per la città che non è altro che la risultante di cultura, competenza e ideologia del personaggio politico corroborato dalla sintesi e dalla condivisione che sono di tutto un gruppo che, come abbiamo già sottolineato, non è di formazione recente né costituito come base elettorale per interessi personalistici.
Ci soffermiamo sul ruolo del gruppo, perché, come in altri rarissimi casi, si sente che non c’è l’azione isolata di un aspirante a candidature e poltrone ma piuttosto la spinta di componenti diverse della società civile che incitano alla candidatura, nella fattispecie a primo cittadino, ma che potrebbe guardare, per le competenze e le capacità, anche ad altri scenari.
Ma non è lo spirito classico di ambizione politica, quello di Giorgio Massari che, naturalmente, non può che ascoltare gli amici e i sostenitori, disponibile per una eventuale candidatura che potrebbe lanciare sullo scenario politico locale, in ogni caso sostenuto da competenze specifiche ed esperienza amministrativa che lo pongono come candidato ideale, al netto del consenso elettorale e delle ideologie politiche, per guidare una città.
Le carte di Giorgio Massari si giocano sulla buona politica, sull’etica civile, sul buon governo, tutti considerati nel contesto di una realtà nuova e rinnovata per la quale il soggetto ha le giuste capacità di valutazione.
Una disinteressata considerazione ci spinge a considerare come evitabile un tratto distintivo della sua politica, più volte espresso in consiglio comunale: i populismi esistono, fanno parte della storia e della politica, agitarne spesso lo spettro, ancorché non condivisi o considerati malamente, nei confronti di chi è stato democraticamente eletto, sembra replicare anni di fissazione di una certa politica sul berlusconismo che è riuscita a produrre solo disaffezione alla politica e disinteresse verso la stessa.
Fra le carte, la più pregnante è il documento programmatico sul futuro della città, “Ragusa prossima, cantiere di democrazia”, che si fonda, come specificato, sul quadro di valori esposto.
L’intento è quello di cercare e identificare l’anima di questa città, la sua identità e il suo destino:
“Nel tempo del degrado della qualità della convivenza civile, in uno scenario liquido, in cui le grandi narrazioni della modernità come democrazia, eguaglianza e libertà, così come le grandi organizzazioni come stato, partito, sindacato, sono affette da una patologica crisi di fiducia, cerchiamo una città che sia luogo concreto e speciale di una nuova narrazione della politica, del vivere insieme, del buon convivere, attraverso un approccio relazionale per cui gli esseri umani non sono solo individui , ma persone che intessono rapporti di fiducia interpersonali, sociali ed integralmente ecologici “
Secondo “Ragusa prossima” serve costruire il futuro, con efficaci politiche di gestione dei beni primari e della mobilità, per un uso responsabile del territorio.
Richiami alla Costituzione e ai valori della democrazia e della Repubblica sono i tratti distintivi di un manifesto che si richiama, idealmente al forum nazionale per l’etica civile, del quale si sottoscrivono i punti fondamentali, condivisi e promossi da diverse associazioni nazionali.
Il documento si conclude con la dichiarazione di intenti di voler costruire, alla luce della carta dei valori, un programma politico ed amministrativo per la nostra città, attraverso un percorso condiviso con le varie realtà, sociali, culturali, politiche ed economiche della città, caratterizzato da uno stile e da un metodo di ascolto e di rispetto reciproco.
Sinceramente convinti dell’importanza di un sano confronto democratico che si risolva, eventualmente in una più sana eventuale competizione elettorale, non possiamo che accogliere positivamente il documento programmatico di questa nuova componente politica, al momento, locale, auspicando che nella ricerca del consenso si tenga la barra diritta, concentrando l’attenzione sulla qualità più che sul numero di chi sale a bordo, soprattutto evitando i tentativi dei soliti furbi di riqualificare piccole, insignificanti e inutili piccole formazioni politiche attraverso la condivisione di programma e la parvenza di unità di intenti tutta da verificare.
In altra parte del giornale pubblichiamo integralmente il documento programmatico “Ragusa prossima, cantiere di democrazia”
