Avvisaglie di burrasca fra i grillini e gli avversari intenzionati a non uscire dalla scena

Trascende nella sterile contrapposizione personale la querelle tra Giorgio Massari e i consiglieri del Movimento 5 Stelle, Massimo Agosta e Maurizio Stevanato innescata dalle critiche ai pentastellati e gonfiata dalle considerazioni di questi ultimi sulla inopportuna candidatura di un primo cittadino di 24 anni prima.
Querelle nella quale chi scrive è stato trascinato dall’amica Lina Carpinteri di Telenova, essendo considerato ghostwriter del duo Agosta-Stevanato, arruolato come “cronista attento e partigiano dell’epoca grillina, dotato di pensiero conservatore e fieramente illiberale, con il furore e la passionalità di un libero pensatore che con ammirabili forze tenta di sostenere il governo grillino” per aiutare i due consiglieri di Grillo e di Piccitto a bollare Massari come uomo del secolo scorso e “cancellare brutalmente la storia a volte tormentata, e comunque dignitosa e onesta, dei progressisti ragusani di cultura cattolica, radicale e marxista.”
Chi tocca i fili (della sinistra) muore, anche se, come ultimo regalo c’è la gratificazione di essere annoverati fra persone di fiducia dei diffidenti grillini, senza esame della rete, senza analisi di Casaleggio e senza periodo di prova.
Stando così le cose mi posso permettere di lamentare che certa stampa riporti solo frasi del comunicato grillino, sicuramente perché scritto da un fantasma, mentre ampio spazio, contestualmente, viene dato alla replica di Massari che, in questo modo, si vede raddoppiata la visibilità per evidenti simpatie per l’area politica.
Eccellente il tentativo di spostare l’attenzione sullo scontro politico, invece di mettere a fuoco il perché si temporeggi per sedere attorno ad un tavolo e fare sintesi sulle varie aspirazioni e ambizioni, che, come dappertutto, nemmeno a sinistra sono poche.
In un breve comunicato, che già fa dubitare qualcuno per la mia paternità del testo, Agosta e Stevanato rintuzzano le accuse di Massari, molte delle quali, a proposito di nuovismo e giovanilismo non vengono accettate perché fuorvianti, meno che mai quelle su moralità e privilegi politici che, invero, Agosta e Stevanato non hanno nemmeno sfiorato.
Disarmante, invece, la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere, rimandando al giudizio della città, che ha spento ogni speranza di dibattito sulle emergenze della città, mentre hanno sorvolato con leggerezza sulle questioni interne della sinistra, dando la netta impressione di non voler infierire pur essendo in grado di farlo.
Un invito, forse, a chiudere la polemica, sarà allora che non ci sarà più lavoro per me.

Questo il testo integrale dell’ultima nota dei consiglieri Agosta e Stevanato:

Giovani nello spirito, quanto basta per capire il vento che tira

Che il consigliere comunale Giorgio Massari, del quale non possiamo indicare il gruppo politico grazie ai regolamenti consiliari del secolo scorso, che qualcuno ha voluto strenuamente difendere in nome della vecchia politica, con raro tempismo, sia riuscito a catalizzare l’attenzione politica è ampiamente dimostrato.

Che utilizzare come bersaglio il Movimento 5 Stelle, e l’amministrazione che governa Ragusa, possa essere considerato produttivo a fini elettoralistici, è retaggio di quanti possono mancare di argomentazioni sul futuro della città, peraltro mai rivelato.

Che ci possa essere tensione per il rimpallo di gentili convenevoli finalizzati a organizzare un incontro fra le varie anime di area, che ha indotto uno dei protagonisti del possibile tavolo della sinistra a scrivere: “Io sono già seduto al tavolo e aspetto gli altri”, è fatto di oggi.

Ma leggere che un vecchio leone della vecchia Democrazia Cristiana ci offenda ritenendoci nel panico, tanto impauriti da una sua possibile candidatura da perdere la logica per esprimere le nostre opinioni, ci fa solo sorridere.

Prima di tutto perché la mossa, che è servita solo a fare confusione fra i veri aspiranti alla candidatura, si rivela solo come aspirazione alla stessa nella percezione di una accettazione poco probabile e ancor meno condivisa.

Ci fa sorridere perché, se di logica dobbiamo parlare, per muoverci sullo stesso tenore di argomentazioni, questa manca, di certo, a Giorgio Massari perché travisa, e male, il senso delle nostre enunciazioni.

Non si tratta di nuovismo o di giovanilismo non ritenere del tutto accettabile l’idea di un primo cittadino già sindaco 25 anni orsono; senza nulla eccepire sulle idee, sui progetti, sulla passione per il futuro della città, sembra generalmente accettata, in ogni area politica, la preferenza per un politico quarantenne nei confronti di chi ha già calcato il palcoscenico della politica e per lungo tempo.

Principi che non sono nostri ma del Movimento che obbliga, dopo due mandati a cedere il passo ad altri.

Non riteniamo, quindi di avere affermato nulla di particolarmente sacrilego.

Quanto ai riferimenti al ‘moralmente immorale’ e alla ‘superiorità morale’ non sono altro che l’anticamera di una mancanza di serenità di Massari che sbrocca del tutto quando parla di razzismo generazionale.

Un vocabolario di inusitata violenza verbale, basato su concetti astratti, che farneticano su un futuro riservato ai sedicenni, su un futuro che avrebbe superato il Movimento 5 Stelle, su un ritorno al concetto di morale e di privilegi politici ai quali non abbiamo minimamente accennato.

Non vorremmo che ‘Excusatio non petita’ diventasse ‘accusatio manifesta’.

Quanto alle considerazioni sul declino della città ci riserviamo il diritto di avvalerci della facoltà di non rispondere per non essere trascinati nel becero polverone di posizioni critiche e mai costruttive nel quale molti sono abituati a muoversi a proprio agio, dando per buona l’affermazione di Massari che i cittadini ragusani hanno pesato il sistema 5 Stelle.

Quanto alle questioni sulle divisioni della sinistra e sulle varie anime del Pd, non ci interessa disquisire per rispetto ai componenti delle varie realtà politiche e delle correnti, quanto alle amenità elargite dallo stesso Massari sulle sue difficoltà all’interno del PD, sono cose note ed evidenti in Consiglio Comunale, per chiudere desideriamo solo riportare la perla di politichese che Giorgio Massari ci ha voluto esternare per illuminarci sulla natura di una lista civica che “ha proprio la caratteristica della territorialità, per guardare solo al benessere della comunità locale senza irretirsi in incroci di poteri sovra-territoriali, o giustificare/contrastare politiche solo per fedeltà di appartenenza.”

Ammettiamo di essere troppo giovani per capire e ci affidiamo anche noi, per il futuro di Ragusa, alla volontà libera, consapevole, democratica dei cittadini ragusani, che tanto hanno già fatto, nel 2013, per la loro città.

Massimo Agosta
Maurizio Stevanato
Consiglieri Comunali di Ragusa del Movimento 5 Stelle

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